La Chiesa peruviana celebra una Messa di riparazione a Piura per i "campesinos" vittime di Sodalicio La Chiesa peruviana celebra una Messa di riparazione a Piura per i "campesinos" vittime di Sodalicio

In Perù una Messa di riparazione per i "campesinos" vittime di Sodalicio

Nella parrocchia di San Juan Bautista a Catacaos di Piura, una solenne celebrazione per le comunità indigene del popolo Tallán che per oltre un decennio hanno subito persecuzioni, espropriazioni e vessazioni da parte del Sodalitium Christianae Vitae, movimento soppresso da Francesco nel 2025. I contadini chiedevano “riparazione” al commissario apostolico Bertomeu e con la Messa la Chiesa dà la sua risposta: un segno di giustizia e riconciliazione

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

È un segno pubblico di riparazione, ma anche di giustizia dopo anni di violazioni dei diritti territoriali e sociali e di accompagnamento nel percorso di guarigione delle ferite, la Messa che si celebra oggi, 23 maggio, nella parrocchia di San Juan Bautista a Catacaos di Piura, provincia nord del Perù. Una mano tesa, anzi, un abbraccio da parte della Chiesa alle comunità contadine del popolo Tallán, comunità indigena per tanti anni (si parla di oltre un decennio) vittima di persecuzioni, espropriazioni e vessazioni da parte di settori legati al Sodalitium Christianae Vitae (SVC). Ovvero la società laicale, meglio conosciuta come “Sodalicio”, tra le realtà più attive e diffuse in America latina dagli anni ’70 in poi, al centro di scandali di abusi e corruzione da parte dei suoi fondatori e vertici, soppressa da Papa Francesco il 14 aprile 2025 con un decreto che tra le motivazioni elencava anche “la mancanza di carisma fondativo”.

Cammino di ascolto

Quel gesto risolutivo del Pontefice argentino - tra i suoi ultimi atti di governo, circa un mese prima dell’elezione di Robert Francis Prevost, missionario in Perù e tra coloro che maggiormente hanno dato sostegno alle vittime e alle indagini su Sodalicio – era accompagnato dalla nomina di un commissario apostolico per le attività legate alla soppressione, Jordi Bertomeu Farnós. Si tratta del monsignor catalano, officiale del Dicastero per la Dottrina della Fede, già incaricato da Francesco in passato di indagare insieme all’arcivescovo Charles Scicluna su casi di abusi in Cile e in altri luoghi dell’America Latina, tra cui il Perù, terra natale del fondatore Luis Fernando Figari, nell’agosto del 2024 espulso dal Sodalizio a motivo delle accuse di violenze fisiche, psicologiche e sessuali, anche su minori.

Tra il 4 e il 22 maggio, Bertomeu ha avviato nella sede della Nunziatura Apostolica di Lima, un “Canale di primo ascolto” rivolto a “quelle persone che si considerano vittime non debitamente risarcite di abusi fisici e/o sessuali” e di altri tipi di abuso (spirituale, di coscienza, autorità) attribuiti a membri del Sodalitium. Un atto concreto, spiegava in un comunicato l’episcopato del Perù, per “proseguire nel cammino verso una giusta e a lungo attesa riparazione: pieno riconoscimento del danno arrecato, sostegno completo, adeguato risarcimento e ferme garanzie di non ripetizione”.

L'appello dei contadini

Tra coloro che si sono appellati al monsignore, anche i campesinos di Catacaos. Per loro, oggi, la Messa presieduta dai cardinali Carlos Castillo Mattasoglio e Pedro Barreto, nonché dagli arcivescovi Luciano Maza di Piura e Alfredo Vizcarra di Trujillo, quale risposta della Chiesa e balsamo su ferite ancora aperte che continuano a rappresentare una sfida per la società e per le istituzioni ecclesiali del Paese. La Conferenza Episcopale Peruviana ha sottolineato infatti che scopo della cerimonia è aprire la strada alla giustizia e alla riconciliazione in seguito ai risultati dell’inchiesta, garantendo intanto una “compensazione simbolica”.

Celebrazione a Piura

La celebrazione riunisce rappresentanti della società civile, autorità e membri del corpo diplomatico accreditato in Perù. E include anche messaggi di sostegno da parte di vescovi di diverse giurisdizioni del Paese andino, tra cui David Martínez de Aguirre, vicario apostolico di Puerto Maldonado; Miguel Ángel Cadenas, vicario apostolico di Iquitos; e Lizardo Estrada, segretario generale del Consiglio Episcopale Latinoamericano e Caraibico (CELAM). Lo stesso CELAM che, in una nota, esprime “vicinanza alle popolazioni indigene” e ribadisce l’importanza “della difesa della dignità umana e della ricerca della giustizia di fronte a situazioni di esclusione e abuso”.

 

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23 maggio 2026, 11:30