Cerca

La chiesa di São Luis Maria de Monfort, Cabo Delgado, incendiata dai jihadisti La chiesa di São Luis Maria de Monfort, Cabo Delgado, incendiata dai jihadisti 

Mozambico, il presidente della Conferenza Episcopale: basta violenza contro i cristiani

Commentando con i media vaticani l'ennesimo attacco jihadista avvenuto in un villaggio della diocesi di Pemba, a Cabo Delgado, l'arcivescovo metropolita di Nampula, Saúre, chiede la fine dell'odio e auspica rispetto reciproco "tra coloro che si proclamano figli di Dio". Giovedì scorso l'assalto ha portato alla distruzione della chiesa di San Luigi de Monfort, incendiata come parte delle sue strutture

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

"Profondo dolore" per una "barbarica distruzione" che ha lasciato "l’intera Missione cattolica di San Luigi de Monfort a Minheueni, diocesi di Pemba, di fatto in macerie". Queste le parole rilasciate ai media vaticani da Inácio Saúre, arcivescovo metropolita di Nampula, presidente della Conferenza episcopale del Mozambico, a commento dell’ennesimo attacco jihadista contro una parrocchia e le sue strutture nella provincia di Cabo Delgado, nord-est del Paese, dove da oltre otto anni è in corso una guerra che finora ha provocato più di 6.200 vittime e circa 1,3 milioni di sfollati. Nella sostanziale indifferenza del mondo.

La parole della provinciale delle missionarie comboniane

Bilancio dell’ultimo raid: una chiesa incendiata, presi d’assalto anche la casa dei padri scolopi e l’asilo. A darne testimonianza ad «Avvenire» è stata sabato scorso suor Laura Malnati, provinciale delle suore missionarie comboniane nel Paese. Stando al suo racconto, nel pomeriggio di giovedì 30 aprile i miliziani di Ahlu al-Sunna wa al-Jama’a — gruppo locale affiliato alla galassia fondamentalista del sedicente Stato islamico (Is) e attivo dal 2017 — hanno attaccato il villaggio di Meza. "Hanno dato tutto alle fiamme", ha detto, ancora scossa, la suora. "Per fortuna i padri sono stati avvisati per tempo e sono riusciti" a scappare "prima che arrivassero i terroristi". La parrocchia, fondata nel 1946 dai Missionari Monfortani dell’Olanda e intitolata a San Luigi de Monfort, è considerata il simbolo della presenza cattolica nella regione.

Il vescovo di Pemba: scene di autentico terrore

In un messaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre António Juliasse Ferreira Sandramo, vescovo di Pemba, capoluogo di Cabo Delgado, ha spiegato che i miliziani sono arrivati intorno alle 16 e sono entrati nella chiesa, di fatto radendola al suolo. "Una scena di autentico terrore. Durante l’attacco i civili sono stati catturati e utilizzati come uditorio per messaggi d’odio. La comunità è sotto choc", ha dichiarato.

L'appello alla solidarietà internazionale

Il vescovo ha dunque lanciato un appello alla solidarietà internazionale per le vittime della violenza jihadista nella regione. "Chiediamo attenzione e solidarietà, da quasi nove anni cappelle e chiese vengono attaccate, distrutte, date alle fiamme nella diocesi".

L'arcivescovo di Nampula: basta odio, chiediamo rispetto

Un messaggio ribadito dall’arcivescovo Saúre, che ha espresso un "veememte ripudio della violenza contro i cristiani", invitando "al rispetto reciproco e all’amore tra coloro che si proclamano figli di Dio e, nel nostro caso particolare, tra i credenti delle religioni abramitiche". L’odio contro i cristiani "è in totale contrasto con la nostra cultura di convivenza pacifica tra persone di diverse fedi religiose in Mozambico", ha evidenziato, rivolgendosi infine direttamente ai jihadisti — "smettete di seminare distruzione e morte, smettete di incitare alla cristianofobia" — e auspidando "che l’islamofobia non si manifesti mai, perché i musulmani non sono nostri nemici, sono nostri fratelli molto amati".

Mozambico tra i Paesi più poveri al mondo

Cabo Delgado è una delle provincie più povere del Mozambico, a sua volta al penultimo posto nella classifica della Banca mondiale. Il nord è tuttavia ricco di miniere e gas. Per le violenze, secondo l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, oltre 110.000 persone sono state costrette a fuggire nel 2025.
 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

04 maggio 2026, 12:49