Il Sinodo della Chiesa evangelica luterana al Centro congressi Villa Aurelia Il Sinodo della Chiesa evangelica luterana al Centro congressi Villa Aurelia

Concluso il Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia

Al centro dei lavori soprattutto il servizio della diaconia attraverso la presentazione dell'importante realtà dei micro-progetti sociali - "Le difficoltà che siamo chiamati ad affrontare non cambiano la nostra vocazione: i luterani sono presenti in Italia da cinque secoli e vogliamo continuare ad esserci"

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

Il senso di una diaconia condivisa, l’idea di andare oltre il semplice sostegno economico «creando alleanze concrete con chi, nei territori, costruisce quotidianamente percorsi di inclusione, prossimità e cura delle fragilità»: l’importante realtà dei micro-progetti sociali è stata al centro del confronto che ha animato il XXIV Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) svoltosi a Roma dal 30 aprile al 3 maggio. I centri anti-violenza, le biblioteche di quartiere, i laboratori educativi, gli orti urbani rappresentano uno degli strumenti con cui la Celi agisce concretamente nel tessuto sociale italiano, sostenendo ogni anno decine di realtà locali attraverso i propri bandi di finanziamento. «Il Sinodo ci chiede di guardare in faccia la realtà senza sconti e di farlo insieme», ha dichiarato il presidente Alfredo Talenti: «Le difficoltà che siamo chiamati ad affrontare non cambiano la nostra vocazione: i luterani sono presenti in Italia da cinque secoli, vogliamo continuare ad esserci con i mezzi che abbiamo, cercando insieme quelli che non abbiamo ancora». La colletta del culto di apertura è stata destinata al progetto Medical Hope della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, nell’ambito dell’emergenza in Libano.

Eletti il nuovo decano e il nuovo vice decano

Durante i lavori l’assemblea ha proceduto all’elezione del nuovo decano e del nuovo vice decano: sono rispettivamente Johannes Michael Ruschke, pastore della comunità di Venezia, e Tobias Brendel, pastore della comunità di Torino. Due percorsi diversi — si legge nel comunicato finale — «attraversati dalla stessa convinzione: che il ministero pastorale non è un mestiere ma una vocazione e che la Celi ha bisogno di una guida che cammini insieme alle comunità, non davanti a loro». Ruschke prende il posto del pastore Carsten Gerdes, Brendel della pastora Kirsten Thiele. Il tema del Sinodo è stato All’opera, per il raccolto del Signore. Vi hanno partecipato i rappresentanti delle comunità luterane presenti in quindici città italiane e numerosi ospiti anche dall’estero. Quattro i gruppi tematici: il futuro delle sedi pastorali e delle comunità; le finanze della Celi; la diaconia e i micro-progetti sociali; ambiente, cultura e comunicazione. «Il lavoro in gruppi, come già sperimentato l’anno scorso, è uno strumento prezioso: genera confronto reale, non dichiarazioni. È il metodo giusto per decisioni che contano», ha dichiarato la vicepresidente Sandra Tritz.

Il 23 gennaio 2026 la firma del Patto ecumenico

La Chiesa evangelica luterana in Italia è membro della Federazione luterana mondiale e della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Al termine di un simposio, il 23 gennaio scorso ha firmato a Bari, insieme alla Chiesa cattolica, alle Chiese ortodosse e ad altre Chiese protestanti il primo Patto ecumenico tra le Chiese cristiane d’Italia. Gli articoli del testo sottolineano il fondamento della comunione, l’impegno al rispetto reciproco, la collaborazione per la coesione sociale e il bene comune, in particolare adoperandosi per la tutela della dignità di ogni persona, per la promozione della pace e del dialogo tra i popoli, per l’accoglienza di poveri, migranti ed emarginati. Ogni Chiesa si farà promotrice, al proprio interno, di iniziative che favoriscano la conoscenza e la stima reciproca tra i fedeli delle diverse confessioni cristiane.

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04 maggio 2026, 13:02