2026.05.14 Visita pastorale all'Universita' "Sapienza" di Roma 2026.05.14 Visita pastorale all'Universita' "Sapienza" di Roma  (@Vatican Media)

Il Papa in Sapienza, don Ferrari: ha scosso le coscienze anche dei non credenti

Il cappellano di Mediterranea Saving Humans, che abita nella Cappella universitaria, commenta ai media vaticani il discorso pronunciato da Leone XIV in Ateneo. "La sua denuncia profetica è stata molto coraggiosa: i giovani sono estremamente sensibili e desiderosi di fare la loro parte perché si possa costruire veramente una pace fondata sulla giustizia e la fraternità tra i popoli e non sull'equilibrio degli armamenti"

Antonella Palermo - Città del Vaticano

La visita di Leone XIV all'Università Sapienza, il 14 maggio, ha avuto ampia eco negli ambienti accademici. L'urgenza di ripetere quanto sia necessaria la pace e quanto sia necessario sottolineare, come ha fatto il Papa in Aula Magna, anche le mistificazioni del linguaggio attorno alla guerra, è stata ampiamente condivisa anche da tanti non credenti che hanno apprezzato il coraggio del discorso del Pontefice. Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans, vive negli spazi adibiti della Cappella universitaria. Nel'intervista ai media vaticani sottolinea alcuni aspetti dell'evento in Ateneo e torna su alcuni passaggi salienti del discorso pronunciato dal Vescovo di Roma.

Ascolta l'intervista a don Mattia Ferrari

Don Mattia, come hai vissuto la giornata di ieri di presenza del Papa all'Università della Sapienza?

È stata una grande grazia per la Cappella universitaria presso la quale appunto io abito e per tutta l'Università. È stato un grande regalo da parte del Papa, della Diocesi di Roma. Soprattutto, è stata importante sia nella costruzione di ponti, che sono fondamentali anche all'Università, con il mondo del sapere, con il mondo degli studenti, degli insegnanti. Nel discorso il Papa ha veramente fornito elementi di riflessione importanti per orientare il cammino di tutti quanti. 

Il Papa tra gli studenti dell'università Sapienza
Il Papa tra gli studenti dell'università Sapienza   (@Vatican Media)

Le sue parole sul riarmo che arricchisce le élite, e che spesso è fatto passare per strategia di difesa, hanno avuto grande impatto...

Sì, ha fatto una denuncia, come sempre, molto vera e ha smascherato quello che lui giustamente ha detto: cioè, un conto sono le esigenze di difesa e un conto è quando la corsa al riarmo arricchisce élite, la finanza bellica e impoverisce le persone e le popolazioni, andando a detrimento dei diritti sociali, di persone e comunità. La sua è stata, come sempre da parecchi mesi, una denuncia profetica molto coraggiosa che scuote le coscienze e molto importante anche perché i giovani sono estremamente sensibili su questo argomento ed estremamente desiderosi di fare la loro parte perché si possa costruire veramente una pace fondata sulla giustizia, sulla fraternità tra i popoli e non sull'equilibrio degli armamenti.


È sembrata forte la curiosità di ascoltare il Papa anche da parte di persone non vicine alla Chiesa. Hai avuto la stessa sensazione?

Sì, assolutamente. Questo lo vediamo continuamente in Sapienza. C'è anche un grande lavoro che viene fatto dalla Cappellania, da Don Gabriele, Don Claudio e Don Roberto, e lì si vede molto bene. Oggi c'è molto desiderio di dialogo e molto desiderio di costruzione di ponti anche da parte di chi non ha il dono della fede e però riconosce nella Chiesa una famiglia, una comunità, un popolo con cui si sente di voler camminare per costruire giustizia, solidarietà e pace nel mondo. Per citare il Manzoni, è un filo che la Providenza mette nelle mani della Chiesa in questa epoca storica. Alcuni decenni fa sarebbe stato molto diverso nel mondo in cui ci si trovava, era ancora il mondo segnato dalle ideologie, da tante contrapposizioni, era molto più difficile. 

Quando Leone XIV si è rivolto in particolare al corpo docente, ha detto che "insegnare è una forma di carità, quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per strada, una coscienza disperata". Credo che tu abbia recepito queste parole in una maniera tutta peculiare, molto familiare, è così?

Molto familiare, sì, perché è esattamente quello che tutti quanti con umiltà proviamo a fare. Ci sono tanti fronti su cui siamo chiamati a esercitare la carità, a costruire la solidarietà ed è fondamentale, come ha spiegato benissimo il Papa anche in quel passaggio, trovare la connessione profonda che c'è. Perché è la carità, la solidarietà che si vivono appunto nel soccorso in mare o nello stare accanto ai poveri: magari che non è il naufragio in mare ma è il naufragio di civiltà, il naufragio della vita. È fondamentale sempre di più coltivare questa interconnessione perché solamente se riusciamo veramente ad assumere questa dimensione integrale, giustamente la Chiesa da Paolo VI parla di sviluppo umano integrale, solo così riusciamo veramente a costruire un mondo nuovo.


Il Pontefice ha richiamato l'attenzione sulla necessità di "dire la verità". In un mondo strapieno di fake news, è ancora più necessaria una precisazione come questa, sei d'accordo?

Assolutamente sì. Sul fronte del Mediterraneo questa cosa l'abbiamo sperimentata innumerevoli volte. E ne stiamo facendo le spese da tanto tempo perché purtroppo c'è un livello molto profondo di propaganda che mira ad alterare la realtà e a fare credere a cose che in realtà non sono vere o a volte a ritoccare alcuni dettagli, sempre con l'obiettivo di confondere le persone e poi di ottenere che le persone fondamentalmente si allontanino dalla via della giustizia. D'altra parte non bisogna mai dimenticare che il 'padre' della menzogna è il diavolo e quindi è ovvio che si cerca sempre di alterare la narrazione per fare in modo che le persone non perseguano il bene. Il Papa giustamente ha detto anche (a Castel Gandolfo, ndr) 'chi mi vuole criticare lo faccia con verità', ed è la cosa che abbiamo detto anche noi tante volte, in una posizione ovviamente molto più piccola rispetto alla sua. Per noi cristiani Gesù è Via, Verità e Vita e, quindi, se vogliamo camminare con Gesù e stare con Gesù dobbiamo assolutamente seguire la verità. Perché solamente la verità rende liberi, mentre purtroppo le bugie rendono sempre prigionieri.

In Aula Magna in ascolto del Papa
In Aula Magna in ascolto del Papa   (@Vatican Media)

Insomma, recuperando discorsi cristallini si può attivare un dialogo...

Sì. È chiaro che siamo in un'epoca storica in cui da parecchio tempo è in atto una vera e propria criminalizzazione della solidarietà e la criminalizzazione della solidarietà ha come strumento privilegiato esattamente quello di criminalizzare tutte le persone che in qualche modo sono costruttori di solidarietà. Ma la solidarietà e la carità risplendono di una bellezza intrinseca, proprio per questo sei costretto a criminalizzare chi è il costruttore di solidarietà e di carità. Il Papa ci dà una bellissima testimonianza con il suo stesso esempio, la sua stessa vita e devo dire ci sono anche tante testimonianze in questo senso. La criminalizzazione della solidarietà a volte ha raggiunto punti veramente terribili, feroci, però è altrettanto certo che non è riuscita a sconfiggere la solidarietà. È sicuramente un segno di speranza che ci dice che l'umanità non è neutra e sa riconoscere quello che è il bene e sa perseguirlo.


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15 maggio 2026, 15:05