Camilliani, quando la cura è anche ascolto e conforto
Francesco Ricupero - Città del Vaticano
"È un’opera assistenziale che non riceve alcuna sovvenzione da enti civili, ma vive unicamente della provvidenza attraverso amici e benefattori che la sostengono". Fra Carlo Mangione, superiore provinciale dei camilliani del sud Italia, Ministri degli infermi, racconta così ai media vaticani lo scopo della Tenda di San Camillo che sarà inaugurata sabato 9 maggio a Mangano di Riposto, piccola frazione tra i comuni di Acireale, Giarre e Riposto, in provincia di Catania. Si tratta di una casa famiglia dei religiosi camilliani che accoglierà quattordici persone tra malati di Aids e tossicodipendenti. Gli ospiti svolgeranno nel corso della giornata diverse attività come cucinare, coltivare qualche prodotto della terra, allevare piccoli animali, occuparsi della pulizia della casa.
Un'infaticabile opera di carità
La presenza della comunità camilliana ad Acireale risale al 1700. Al momento sono una decina, tra religiosi camilliani, giovani in formazione e due suore, ad operare sul territorio, oltre a numerosi volontari e laici camilliani. I “ministri degli infermi” hanno fatto della loro vocazione un’infaticabile opera di carità a favore dei tossicodipendenti e dei malati di Aids. Qui, a dicembre del 2020, fu ucciso da un ospite della struttura, fratel Leonardo Grasso. L’uomo diede alle fiamme la casa d’accoglienza fondata da fra Leonardo. "Il nostro confratello aveva donato tutti i suoi averi per realizzare la Tenda, ma è stato ucciso tragicamente. — ricorda fra Mangione — Leonardo è stato inserito dalla Conferenza episcopale italiana fra i venti martiri missionari del 2020, un religioso che ha offerto la sua vita per testimoniare il Vangelo".
Dopo un importante intervento di ristrutturazione, avvenuto attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica e le donazioni di benefattori, la struttura di Mangano di Riposto, dunque, sta per tornare ad essere un punto di riferimento per l’accoglienza e l’assistenza, proseguendo una missione iniziata nel 1993 e portata avanti in stretta comunione con la diocesi di Acireale. "La riapertura della Tenda San Camillo — indica il vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, che sarà presente all’inaugurazione — è segno di speranza e di Vangelo vissuto, che richiama la centralità della dignità umana e dell’accoglienza. Sarà un’opportunità per tante persone di stare accanto a chi soffre. In questo modo ci si rende conto delle condizioni dei più fragili e si crea più fraternità".
Nel ricordo di fra Leonardo Grasso
"La Tenda San Camillo, dedicata a fratel Leonardo — spiega ancora Mangione — ha fatto un pezzo di storia della nostra Chiesa diocesana, storia di tanti di noi. Ci ha educati e formati ai valori dell’accoglienza, senza se e senza ma, rendendoci migliori". I camilliani gestiscono in Italia tre case di accoglienza per malati di Aids, si tratta di strutture dove gli ospiti possono trovare un clima familiare e condividere con gli altri numerose attività. "Il nostro obiettivo — aggiunge il superiore provinciale — è quello di aiutare le persone fragili a vivere la malattia in un ambiente familiare e non ostile come lo si potrebbe trovare in alcuni casi tra le mura domestiche. Cerchiamo di dare conforto psichico e spirituale, nonché accoglienza vera e propria". Ad Acireale, i camilliani nella Casa Sollievo San Camillo, accolgono i più poveri, i senza fissa dimora, i malati e gli abbandonati. L’opera vive della provvidenza, dell’aiuto dei volontari che mettono a disposizione il loro tempo e capacità, del sostegno fornito attraverso il banco alimentare e della generosità di commercianti locali.
I religiosi seguono l’animazione vocazionale e pastorale della gioventù e animano la messa in parrocchia. "Accompagniamo, inoltre, giovani volontari visitando e portando la comunione ed il conforto agli ammalati, sia a domicilio sia in ospedale. Nella comunità di Acireale, dove c’è la sede provinciale dei camilliani del Sud Italia — ricorda fratel Carlo — ogni giorno accogliamo i poveri che arrivano alla mensa e che vivono situazioni di sofferenza e di disagio. Andiamo incontro ai loro bisogni mettendoci in ascolto". Spesso, indica ancora il vescovo Raspanti, "sono persone ferite nel corpo, nel cuore, nello spirito, che hanno bisogno, oltre al vitto, di vicinanza, comprensione, accoglienza". San Camillo, aggiunge Mangione, "ripeteva spesso 'beato il ministro degli infermi che consuma la sua vita per questo santo servizio' ”.
Una pastorale della salute
L’ordine dei camilliani, fondato nel XVI secolo, rappresenta una delle esperienze più significative della tradizione cattolica nell’ambito dell’assistenza ai malati. Fin dalle origini, la loro missione si è caratterizzata per un approccio innovativo e profondamente umano alla cura, fondato sull’idea che l’assistenza sanitaria debba integrare dimensione fisica, spirituale ed emotiva. Ancora oggi, dopo oltre 4 secoli, i camilliani continuano a svolgere un ruolo rilevante nel sistema socio-sanitario. In Italia, in particolare, la loro opera si è sviluppata all’interno di ospedali, case di cura e strutture assistenziali, come quella che sarà inaugurata a Mangano di Riposto, con una particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità. "Non si tratta solo di prestazioni mediche — precisa fratel Carlo — ma di una vera e propria pastorale della salute, che mira a riconoscere la dignità della persona malata e ad accompagnarla nel suo percorso di sofferenza". In Sicilia, la presenza dei camilliani si inserisce in un contesto storico e sociale complesso, caratterizzato da forti bisogni assistenziali e da una rete sanitaria talvolta fragile. "Qui, come in altre regioni, il loro contributo si è rivelato particolarmente prezioso — conclude il vescovo di Acireale — soprattutto nell’ambito dell’assistenza agli anziani, ai malati cronici e alle fasce più vulnerabili della popolazione. L’azione pastorale si sviluppa spesso anche a livello parrocchiale e domiciliare, configurando una rete di prossimità che integra e completa i servizi sanitari tradizionali. In un particolare momento storico segnato da profondi cambiamenti, il carisma camilliano continua a offrire un contributo originale, ricordando che la cura è soprattutto relazione, ascolto, conforto e solidarietà".
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui