Una foto dell'Australian Security Exchange di Sydney Una foto dell'Australian Security Exchange di Sydney  (REUTERS/Hollie Adams)

CEI: gli investimenti siano orientati al bene comune

Diffuse le nuove Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili da parte della Conferenza episcopale italiana. Il testo sarà presentato ufficialmente alla Borsa italiana di Milano il 9 giugno dal cardinale Zuppi. Nel documento "la Chiesa riconosce il ruolo positivo che la finanza può svolgere nel­la promozione di un’economia giusta e solidale", ma chiede responsabilità morale e sociale negli investimenti

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

"La gestione del denaro non è mai neutrale", ma comporta sempre responsabilità morali e sociali. Per questo gli investimenti devono essere coerenti con la missione della Chiesa e orientati al bene comune. È questo il perno attorno a cui ruota la pubblicazione delle “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili” della Conferenza episcopale italiana. Un testo, diffuso ieri ma approvato dal Consiglio episcopale permanente il 24 marzo 2026, che rivede le indicazioni proposte nel 2020 e che verrà presentato ufficialmente il 9 giugno a Milano, nella sede di Borsa italiana, con gli interventi del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, e di Stefano Caselli, professore ordinario di economia degli intermediari finanziari presso l’Università Bocconi di Milano.

Aggiornamento necessario in un mondo che cambia

Si tratta di un testo che presenta "un aggiornamento necessario, in un mondo che cambia rapidamente", si legge nella nota di accompagnamento, indirizzato essenziamente a diocesi, parrochie ed enti religiosi alle prese con il “risk management” e la gestione di inverstimenti e portafoglio titoli.

Il principio della destinazione universale dei beni

Il documento insiste sul principio della "destinazione universale dei beni", richiamando il Concilio Vaticano II e la costituzione Gaudium et spes, secondo cui i beni della terra devono essere condivisi equamente tra uomini e popoli, nonché il legame "imprescindibile tra finanza ed ecologia integrale". Da questo deriva una precisa responsabilità morale anche nelle scelte sugli investimenti.

La prospettiva etico-religiosa

"Nell’individuare linee di comportamento, avvertono pertanto i vescovi, occorre prendere le mosse dalla differenza fondamentale tra logica di mercato e logica etico-religiosa: in termini di obiettivi, nella logica di mercato essi sono esclusivamente finanziari", con l’obiettivo della "massimizzazione del profitto", mentre in quella "etico-religiosa le decisioni di investimento sono guidate anche da considerazioni morali, congiuntamente ma non subordinatamente, alla performance finanziaria".

Il magistero sociale dei Papi

Scorrendo le pagine delle Linee guida si riscontrano diversi “warning”, ovvero allarmi rivolti alle istituzioni ecclesiastiche, con l’indicazione di investire in modo conforme agli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa e del magistero dei Pontefici, dalla Rerum novarum di Leone XIII a Laudato si’, Fratelli tutti ed Evangelii gaudium di Papa Francesco, passando per i documenti di impronta economico-finanziaria, come Oeconomicae et pecuniariae quaestiones del 2018 e Mensuram bonam del 2022, fino a Papa Leone XIV.

No all'investimento in armi e pratiche abortive

Dalla teoria alla pratica, particolare attenzione va quindi dedicata "alla tutela della vita, alla promozione della pace, della dignità umana, della giustizia economica" e della salvaguardia dell’ambiente, "alla protezione degli animali e alla sostenibilità degli investimenti", con un no assoluto, ad esempio, per quelli in società "attive nella produzione e nel commercio di armi"; o che "sostengono l’aborto" e "producono o commercializzano contraccettivi con effetti abortivi". Più sfumata la posizione circa l’eutanasia: nonostante si ribadisca che la forma "volontaria" costituisce "un omicidio" ed è "gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore" (CCC, 2324), si riconosce che "l’individuazione di aziende che operano in questo settore, ad esempio tramite la produzione di relativi farmaci, risulta assai problematica"; perché "al contrario della pratica dell’aborto, non vengono utilizzati farmaci specifici": spesso, infatti, "questi medicinali vengono utilizzati per pratiche mediche assolutamente legittime, come quelle anestetiche", e pertanto "l’esclusione di aziende" che li producono, "oltre che metodologicamente non corretto, rischierebbe di produrre indirettamente conseguenze dannose per i pazienti".

Da esludere anche i paesi con la pena di morte

Divieto anche per gli investimenti in società che applicano atteggiamenti discriminatori; "con controversie legate alla corruzione"; o implicate nella produzione e diffusione di materiale pedo-pornografico. Esclusi poi quelli "nei paesi che applicano la pena di morte" e "in obbligazioni governative di quei paesi" identificati come "totalitari e/o dittatoriali".

Non opportuni investimenti in cripto-valute

"Non opportuno" l’investimento nelle cripto-valute. Infatti, "la loro negoziazione è caratterizzata da un elevato grado di volatilità e opacità, e spesso la loro finalità è quella di finanziare attività illecite come riciclaggio di denaro e finanziamento al terrorismo".

Nessuna deviazione per il gioco d'azzardo

"Con riferimento al grado di conformità ai principi etici e religiosi, però, si legge, si può distinguere tra attività completamente non conformi ai principi religiosi cattolici", come il gioco d’azzardo, nei confronti delle quali "nessuna deviazione è ammessa", e "attività parzialmente conformi", con la possibilità "di includere alcuni elementi non coerenti, ma entro limiti di accettabilità". È il caso di bevande alcoliche "compreso anche il vino", nei confronti delle quali conta "la misura della deviazione dalla desiderabilità". L’invito è dunque a valutare "con equilibrio e discernimento", distinguendo tra consumo responsabile e fenomeni di abuso o dipendenza.

Coniugare sostenibilità economica e tutela della persona

In conclusione, la gestione patrimoniale deve coniugare sostenibilità economica, responsabilità sociale e tutela della persona, in conformità e coerenza con i valori cristiani. 

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20 maggio 2026, 13:10