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Membri di Azione Cattolica in Piazza San Pietro Membri di Azione Cattolica in Piazza San Pietro  (ANSA)

Seminario dei giovani di Azione Cattolica, cercare nel conflitto spazi di bene

L'incontro internazionale "Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue", da domani al 7 maggio a Seveso, punta a favorire una riflessione condivisa sul tema della pace e del dialogo. Coinvolti anche alcuni ragazzi ucraini

di Igor Traboni

“Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue” è il titolo del seminario internazionale di formazione e dialogo che si svolgerà dal 2 al 7 maggio presso il Centro pastorale ambrosiano di Seveso, in Brianza, promosso dall’Azione Cattolica Italiana in collaborazione con l’Ufficio pastorale della Chiesa greco-cattolica ucraina e ilcoordinamento giovani del Forum Internazionale di Azione Cattolica, con il sostegno di Caritas Italiana.

I giovani ucraini

E proprio il coinvolgimento dei giovani ucraini, che peraltro come vedremo non è il solo tassello internazionale di questa iniziativa, viene spiegato così da Emanuela Gitto, vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il Settore giovani e responsabile del Coordinamento Giovani del Forum Internazionale di AC, assieme a Lorenzo Zardi: «Da diversi anni abbiamo con l’Ucraina un rapporto speciale e quindi, dopo una serie di momenti di accoglienza in cui abbiamo coinvolto anche varie associazioni diocesane, da Bologna a Vicenza, abbiamo pensato di organizzare un momento di formazione sui temi dell’attualità che ci interrogano di più, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. All’organizzazione abbiamo lavorato per oltre un anno, da quando nel febbraio 2025 siamo stati in Ucraina e, in mezzo, c’è stato anche un Giubileo condiviso. Questo momento di formazione in qualche modo ci è stato richiesto anche dai giovani ucraini e dalla pastorale giovanile della Chiesa greco-cattolica, perché il desiderio che loro avvertono è quello di guardare al futuro e provare a dare strumenti di lettura che possano poi tradursi in un impegno nella comunità locale nel post guerra. Loro, infatti, già guardano anche a quello che sarà il ruolo dei giovani nella ricostruzione delle loro comunità. È stato bello pensare anche ad un seminario che coinvolgesse altri giovani - aggiunge la Gitto, spiegando per l’appunto la dimensione internazionale dell’evento - in un dialogo che parte dai giovani e si sviluppa tra i giovani e con i giovani. E auspichiamo che possa essere la base per altri momenti del genere».

Tra esperienze locali e internazionali

I primi giorni del seminario si svolgeranno in sinergia con l’evento nazionale del settore giovani dell’Azione Cattolica Italiana “Facciamo a metà? Abitare il conflitto, generare il bene”, creando così un contesto di scambio ancora più ampio tra esperienze locali e internazionali.  Una convergenza che permetterà di intrecciare percorsi formativi differenti, favorendo una riflessione condivisa sul tema del conflitto come spazio possibile di crescita e generazione di bene. Il seminario affronterà alcune delle sfide più rilevanti dell’attualità, attraverso quattro aree tematiche: i conflitti internazionali e i percorsi di costruzione della pace; la partecipazione politica e il significato del bene comune; le responsabilità etiche nell’era digitale; l’ecologia integrale e la cura della casa comune. Tra i vari partecipanti Gleison De Paula Souza, segretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita; Laura Stopponi, responsabile del Servizio Europa di Caritas Italiana; Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana; don Roman Demush, vice responsabile Pastorale giovanile della Chiesa greco-cattolica ucraina; Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana;  Yuriy Tykhovlis, coordinatore regionale per l’Europa orientale presso il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Fabio Pizzul, presidente della Fondazione Ambrosianeum di Milano.

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01 maggio 2026, 12:10