Cammino Neocatecumenale, il Papa per i 60 anni: la missione compito della Chiesa

Nella cattedrale dell’Almudena, l’arcivescovo di Madrid, il cardinale José Cobo Cano, ha presieduto ieri sera la Celebrazione Eucaristica per il 60.mo anniversario della nascita di questa esperienza di Iniziazione cristiana che vide la luce nelle baracche della capitale spagnola. Alla fine della Messa, è stato letto un messaggio di Leone XIV e del cardinale Farrell

Debora Donnini - Madrid

Con gratitudine per la fedeltà di Dio, una folla festosa di migliaia di persone ha partecipato alla Messa celebrata ieri sera, 30 maggio, nella cattedrale dell’Almudena, a Madrid, per i 60 anni della nascita del Cammino Neocatecumenale. Commozione e gratitudine si respiravano fra le persone anziane sedute ai primi banchi, testimoni di come questa esperienza ecclesiale mosse i primi passi fin dal tempo in cui Kiko Argüello e Carmen Hernández si conobbero nelle baracche di Palomeras Altas, nella metà degli anni Sessanta. Presenti tante famiglie con bambini, molti di loro sono figli e nipoti di quegli stessi che hanno visto le origini del Cammino Neocatecumenale, che si è sviluppato non come una realtà creata “a tavolino” ma pian piano e che oggi è diffusa in 138 Paesi dei cinque Continenti, con oltre 20.350 comunità, grazie ai tanti missionari anche laici e sposati. A concelebrare anche il cardinale Antonio María Rouco, arcivescovo emerito di Madrid, alcuni vescovi e più di cento presbiteri.

La Messa per i 60 anni del Cammino Neocatecumenale
La Messa per i 60 anni del Cammino Neocatecumenale   (© Tomasz Marynowski.)

Il Papa: assumere l’impegno missionario

L’impegno missionario del Cammino è stato ricordato in un messaggio di saluto di Leone XIV, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che è stato letto al termine della Messa. “È necessario ricordare - si legge - che la missione evangelizzatrice è un compito fondamentale di tutta la Chiesa che, con gioia e umiltà, ricercando l’unità di tutti i suoi membri e docile all’azione dello Spirito Santo, si impegna a portare a tutti il dono della salvezza”. “Che questa convinzione - prosegue il Papa - sia una motivazione per assumere l’impegno missionario in favore dei figli amati di Dio”.

Kiko: il cammino frutto del Concilio Vaticano II

Una storia inimmaginabile quella della nascita del Cammino Neocatecumenale, per come mosse i primi passi. Nella monizione ambientale, all’inizio della Messa, ne ha parlato lo stesso Kiko, iniziatore del Cammino Neocatecumenale assieme a Carmen, raccontando che nel novembre del 1964, a soli 25 anni, aveva lasciato la sua carriera di pittore e, desiderando seguire le orme di San Charles de Foucauld, era andato a vivere fra i poveri di questa zona di Madrid.

Attorno a lui che pregava, suonando la chitarra e leggendo la Bibbia, pian piano si riunirono zingari e persone in vario modo emarginate e sofferenti, che ascoltarono l’annuncio del kerygma.

Kiko Argüello
Kiko Argüello   (© Tomasz Marynowski.)

Quando nell’agosto del 1965 la Guardia civile si recò in quel luogo per abbattere le baracche, Kiko riuscì a chiamare al telefono l’allora arcivescovo di Madrid, monsignor Casimiro Morcillo, che vi si recò subito e fermò l’intervento di distruzione. L’arcivescovo si commosse profondamente vedendo pregare quella piccola “comunità” di persone così povere. Questo amore e questa attenzione che Carmen vide in monsignor Morcillo la convinse a collaborare con Kiko, perché percepì che quella comunità, che si era formata spontaneamente, era un’opera che veniva da Dio.

Monsignor Casimiro “ci invitò ad andare nelle parrocchie, cosa a cui non avevamo mai pensato. Con quell’obbedienza ebbe inizio, come un piccolo seme, questa Iniziazione cristiana, che è una benedizione per la vita di tantissime persone e famiglie, e che oggi è diffusa in 138 nazioni”, ricorda Kiko. A partire dal 1966 iniziarono dunque le prime catechesi nelle parrocchie di Madrid e in altre zone. Per questo, ha spiegato Kiko, “la presenza del cardinale Cobo a questa celebrazione è così importante. Nel Cammino non facciamo nulla senza il Papa e senza i vescovi. Se il Cammino si è diffuso in modo così straordinario, è stato grazie al sostegno di tutti i Papi” - a partire da san Paolo VI - “che lo hanno considerato un dono dello Spirito Santo per il bene della Chiesa”.

Iniziazione cristiana, comunità e comunione

Il Cammino Neocatecumenale è, infatti, “un’iniziazione cristiana suscitata dallo Spirito Santo come uno dei frutti del Concilio Vaticano II”, ha affermato Kiko che si è quindi richiamato alle parole che Leone XIV ha pronunciato giovedì scorso all’82,ma assemblea generale della Conferenza Episcopale italiana.  A proposito della “rinnovata attenzione all’iniziazione cristiana” ha detto “che non può essere pensata solo come preparazione ai Sacramenti. Essa - ha sottolineato il Papa - è il ‘grembo’ in cui una comunità genera alla fede e introduce nella vita pasquale, nella comunione con il Signore, nella fraternità ecclesiale”.

Quindi, richiamandosi all’odierna Solennità della Santissima Trinità, Kiko ha ricordato come la Santa Famiglia di Nazareth ne sia immagine. Dalla Vergine Maria Kiko aveva infatti sentito, nel lontano 1959, l’ispirazione a “fare comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazaret, che vivano in umiltà, semplicità e lode. L’altro è Cristo”. “Questo è l’enorme mistero al quale il Signore ci chiama oggi - ha spiegato ancora Kiko -  all’amore, a sperimentare la perfetta unità nello Spirito Santo, a mantenere la comunione, perché l’unica cosa che può saziare la nostra anima è essere totalmente uno con la Santissima Trinità”.

L'équipe internazionale del Cammino Neocatecumenale
L'équipe internazionale del Cammino Neocatecumenale   (© Tomasz Marynowski.)

Durante la Messa nella monizione alle Letture, padre Mario Pezzi e Ascensión Romero, che assieme a Kiko formano l'équipe internazionale, hanno messo in risalto l'importanza della comunione e dell'essere stati aiutati nel Cammino a sperimentare che la Parola si fa carne nella vita delle persone. "Abbiamo conosciuto un Dio fedele e misericordioso", ha detto Romero che, al termine della celebrazione, ha donato al cardinale Cobo Cano una copia di un'icona della Santissima Trinità di Kiko. 

Il cardinale Cobo Cano e Ascension Romero
Il cardinale Cobo Cano e Ascension Romero   (© Tomasz Marynowski.)

Cobo Cano: la Chiesa è comunione

“La Chiesa di Madrid e il suo vescovo desiderano ringraziare il Cammino Neocatecumenale per il suo cammino di evangelizzazione, in questi sessant’anni, in tanti contesti di questa città”, ha detto il cardinale Cobo Cano nell’omelia, esortando a proseguire nello slancio missionario in armonia con la vita diocesana, la comunione ecclesiale e l'attenzione alla libertà delle persone. In relazione al mistero della Santissima Trinità, ha poi evidenziato come la Chiesa “non è semplicemente un’organizzazione né un insieme di persone” ma è “comunione”.  “Non sono mancati - ha rimarcato - i gesti di santità tra di voi e siamo lieti di aver avviato, nella nostra diocesi, la causa di canonizzazione di Carmen”, che vivrà un momento fondamentale martedì 2 giugno. Vi sarà, infatti, l’Atto di chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione, presieduto dallo stesso cardinale presso il seminario Redemptoris Mater di Madrid.

L'icona originale della Vergine Maria nella cattedrale dell'Almudena
L'icona originale della Vergine Maria nella cattedrale dell'Almudena   (© Tomasz Marynowski.)

Farrell: dall’albero dell’iniziazione cristiana molti frutti

A far pervenire il suo saluto anche il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. La Spagna, ha ricordato il porporato, ha donato alla Chiesa esempi luminosi di rinnovamento spirituale, attraverso santi, martiri, iniziative di evangelizzazione. “Tra questi frutti si può senza dubbio includere il Cammino Neocatecumenale, nato dal fecondo incontro tra i suoi due iniziatori, Kiko Argüello e Carmen Hernández, e i poveri dei quartieri più umili di Madrid”, ha rimarcato il porporato notando come “da quegli umili inizi, sessant’anni fa, sono scaturiti molti frutti: l’avvicinamento di molte persone alla fede e alla Chiesa, innumerevoli conversioni, la nascita di famiglie cristiane, vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, e l’attività missionaria in numerosi Paesi del mondo”.

“Si può dire – ha sottolineato ancora Farrell nel messaggio - che dall’'albero' dell’iniziazione cristiana, riscoperta e messa in pratica riprendendo l’antica tradizione ecclesiale del catecumenato, siano nati anche molti altri ‘rami’ che hanno fatto, e continuano a fare, molto bene alla Chiesa: i catechisti itineranti, i seminari diocesani missionari, le famiglie missionarie, le nuove parrocchie fondate nei territori di missione, l’attività evangelizzatrice delle missio ad gentes, i percorsi di formazione e di accompagnamento degli adolescenti, dopo la Cresima, e dei giovani, con la pratica della lectio divina mensile e i pellegrinaggi annuali estivi”. Numerose opere, che esorta, “siete chiamati a custodire e a far crescere per il bene di tutta la Chiesa”.

Una festa che ricorda una storia

Un momento di gioia, quello di ieri sera, che riguarda tutta la realtà del Cammino Neocatecumenale perché fu proprio l’esperienza delle baracche, a Madrid, a rappresentare quel “vivaio” dove si delineò questo itinerario di riscoperta del Battesimo basato sul tripode “Parola, Liturgia e Comunità” e vissuto in piccole comunità e oggi diffuso in oltre 6.250 parrocchie di circa 1400 diocesi del mondo. È la stessa cattedrale, peraltro, a raccontare il legame profondo fra la Chiesa della diocesi di Madrid e questa esperienza ecclesiale. Le pitture e le vetrate nelle pareti dell'abside sono opera dello stesso Kiko Argüello, realizzate nel 2004, e in una cappella laterale si trova l’originale dell'icona della Vergine Maria dipinta da Kiko. Quella che si è vissuta è stata una festa che ricorda una storia con molti frutti, iniziata in uno dei luoghi più emarginati della capitale spagnola. Una storia che parte dalla disponibilità di Kiko e Carmen a seguire le orme che il Signore aveva tracciato.

Dopo la Messa, ai media vaticani mons. Juan Antonio Reig Plá, vescovo emerito di Alcalá de Henares, ha rilasciato un'intervista nella quale sottolinea che questi Sessanta anni di vita del Cammino Neocatecumenale sono una grazia che lo Spirito Santo ha dato alla Chiesa tramite i due iniziatori, Kiko e Carmen. In particolare evidenzia come Carmen abbia portato avanti l’iniziazione cristiana dando molta importanza alla Parola di Dio.

Guarda l'intervista a mons. Juan Antonio Reig Plá:

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31 maggio 2026, 12:00