Un anziano ucraino spacca la legna in mezzo alla neve Un anziano ucraino spacca la legna in mezzo alla neve  (AFP or licensors)

Ucraina, il vescovo Kryvytskyi: situazione drammatica ma siamo in piedi

Fuori da uno degli inverni tra i più gelidi, con una popolazione sopravvissuta a carenze terribili, il presule a capo della diocesi latina di Kyiv-Zhytomyr ringrazia per i continui aiuti che hanno sostenuto gli ucraini: la guerra è una “prova che va oltre la resistenza fisica al freddo e alle altre sfide, è un esame del nostro rapporto intimo con Dio”

di Alina Petrauskaite SCM e Svitlana Dukhovych

Una delle tappe più difficili della Via Crucis del popolo ucraino, martoriato dalla guerra, è stata l’inverno scorso, in particolare per Kyiv e la sua regione. Tra gennaio e febbraio, a seguito di una serie di devastanti attacchi russi contro le centrali termiche della capitale, quasi 3.000 edifici residenziali sono rimasti senza riscaldamento. Le offensive sono avvenute durante il picco del gelo, con temperature scese fino a –20 °C. Una situazione talmente drammatica che molti abitanti, con appena 5 °C all'interno dei propri appartamenti, confessano oggi di non sapere come siano riusciti a sopravvivere a quel periodo.

Il vescovo Vitalij Kryvytskyi
Il vescovo Vitalij Kryvytskyi

Sopravvissuti al gelo

In un’intervista prima della Pasqua rilasciata ai media vaticani, il vescovo salesiano Vitalij Kryvytskyi, ordinario della diocesi latina di Kyiv-Zhytomyr, racconta come la capitale e le aree limitrofe abbiano superato l’inverno più difficile degli ultimi anni e parla di ciò che aiuta gli ucraini a mantenere la propria resilienza.

«Non sappiamo cos'altro possa ancora inventare l’aggressore russo, ma consideriamo queste prove – afferma il presule – come parte del cammino che dobbiamo affrontare per difendere la nostra indipendenza. In questo momento, la Chiesa resta naturalmente al fianco del suo popolo. Mentre le persone soffrivano il freddo e la carenza di beni di prima necessità, abbiamo cercato di condividere tutto con chi ne aveva più bisogno». Monsignor Kryvytskyi racconta che a Kyiv e in tutta la regione le strutture parrocchiali sono state dotate di sistemi di energia di emergenza, affinché potessero accogliere chiunque si trovasse in difficoltà. «Nelle nostre parrocchie sono venute moltissime persone: ricaricavano i propri dispositivi, bevevano un tè caldo o cercavano semplicemente un po' di calore. C’era la possibilità di cucinare, scaldarsi, lavarsi o persino fare il bucato. Vedere queste persone tornare poi alle proprie case, con il coraggio e la dignità con cui hanno resistito a circostanze così difficili, è impressionante e solleva lo spirito».

Prova estrema

L’ordinario di Kyiv-Zhytomyr sottolinea la straordinaria solidarietà ricevuta dall'intera Chiesa cattolica e dai numerosi cristiani di tutto il mondo, toccati dal dramma del popolo ucraino. Secondo il vescovo, il sostegno più importante resta la preghiera, sebbene non sia mai mancato l’aiuto concreto. «Siamo stati aiutati con la fornitura di generatori – di cui c’è un’estrema carenza – e del carburante necessario al loro funzionamento, oltre ad altri beni di prima necessità distribuiti alla popolazione. Abbiamo accolto con profonda commozione – prosegue monsignor Kryvytskyi – il sostegno dei vescovi e delle diocesi polacche, che hanno aiutato non solo la nostra diocesi, ma molte altre realtà nel Paese». Il presule osserva che, in circostanze simili, anche una semplice telefonata per esprimere vicinanza rappresenta un sostegno di immenso valore.

Inoltre, con l’arrivo delle prime giornate calde è impossibile non notare la sincera gioia della popolazione, per la quale l'ultimo inverno ha rappresentato una prova estrema, portando molti cittadini “di fatto, sull’orlo della sopravvivenza”. La primavera, tuttavia, ha portato con sé anche una nuova speranza, tanto che in molti ripetono con sollievo: «Quest'inverno ce l'abbiamo fatta».

Vita tra le ferite

Oggi Kyiv e i suoi dintorni hanno ripreso a vivere secondo il proprio ritmo, ma le ferite restano profonde. L’ordinario riferisce che molte abitazioni risultano gravemente danneggiate a causa delle rotture delle reti idriche e di riscaldamento. Nonostante le squadre di riparazione siano al lavoro per ripristinare i sistemi prima della prossima stagione fredda, l'entità dei danni è tale che alcune infrastrutture non potranno essere riparate in tempo. Per questo motivo, avverte il vescovo, ogni famiglia dovrà prepararsi al prossimo inverno con le proprie forze. «Anche questo – osserva monsignor Kryvytskyi – potrebbe diventare per noi un’altra dura sfida se il Signore non ci invierà prima il dono della tanto attesa pace giusta». A pesare sul futuro immediato è anche il forte aumento dei prezzi, che colpisce ogni settore, dalle fonti energetiche ai prodotti alimentari, fino ai servizi pubblici. Il vescovo di Kyiv-Zhytomyr sottolinea come la quotidianità dipenda ormai strettamente dal funzionamento dei generatori, i cui costi di utilizzo e manutenzione sono diventati insostenibili per molti. La situazione è così critica che nella capitale perfino alcuni ristoranti e negozi di alimentari sono stati costretti alla chiusura.

Provvidenza nel deserto

Per il presule, la Quaresima di questi anni di guerra richiama il deserto attraversato dal popolo d'Israele verso la Terra Promessa. In questa lotta quotidiana per l'esistenza ogni sfida, dice, spinge a cercare in Dio l'unica risposta possibile, ricordando le parole del profeta Geremia sulla fallacità del riporre speranza solo nell'uomo. «La guerra – afferma ancora – è una prova che va oltre la resistenza fisica al freddo e alle altre sfide, è un esame del nostro rapporto intimo con Dio». In un contesto dove le debolezze umane vengono messe a nudo, la fede è dunque l'unico sostegno per non crollare. «Allo stesso tempo, in questo deserto sperimentiamo la provvidenza di Dio. Ogni giorno ringraziamo Dio per i nostri difensori, per ogni notte trascorsa e per essere sopravvissuti ai bombardamenti. Sentiamo di camminare nell’oscurità. Non si sa come domani possa cambiare la situazione sia nel nostro Paese che nel mondo intero. È un tempo di grandi cambiamenti».

I tre piedi

Con l'approssimarsi della Pasqua di Cristo, l’ordinario di Kyiv-Zhytomyr sottolinea come questa sarà celebrata come una vera vittoria. Una vittoria che, precisa, non va intesa in senso militare o politico, «perché solo Dio sa quanto ancora dobbiamo percorrere su questa strada», bensì come un trionfo spirituale: «In realtà, la intendiamo come una vittoria sulle nostre debolezze e sui nostri peccati, sul male che cerca di impadronirsi del cuore. Riflettendo sulla capacità di resistenza del Paese, il presule propone un’immagine evocativa: un “treppiede” su cui poggia oggi l’intera nazione: «Il primo sostegno – spiega – è la misericordia del nostro Dio: se non fosse per Lui, non avremmo davvero alcuna possibilità di esistere. Il secondo pilastro è costituito dalla solidarietà di coloro che ci sostengono, che hanno risposto alla Parola di Dio e hanno realizzato il Suo disegno. Terzo elemento, il coraggio e la resilienza del nostro popolo». È proprio grazie alla stabilità di questo solido treppiede, conclude, che «noi oggi restiamo in piedi».

Pace giusta per ogni terra martoriata

Monsignor Kryvytskyi trova a fine intervista nuove parole di gratitudine: «Grazie per ogni vostra preghiera e per averci custodito nei vostri cuori, intercedendo per noi davanti al Signore e davanti al mondo intero. Grazie per l'aiuto concreto che ci permette, ancora oggi, di resistere e sopravvivere nelle difficili condizioni di questa guerra crudele e sanguinosa». L'appello è a non dimenticare l'Ucraina e a invocare una «pace giusta» che possa raggiungere ogni terra martoriata. In vista della Pasqua, il vescovo di Kyiv-Zhytomyr esprime anche l'auspicio che lo spirito della vittoria di Cristo abiti nel cuore di ciascuno, portando luce anche a chi vive nella disperazione e anche l'augurio di essere portatori di speranza: «Vi auguro di diventare quegli apostoli che, dopo aver attinto alla gioia della Risurrezione, la portano agli altri. La gioia di Cristo Risorto colmi ogni casa e ogni cuore».

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03 aprile 2026, 13:51