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L'arcivescovo di Miami in conferenza stampa dopo i tagli dell'amministrazione Trump a Catholic Charities L'arcivescovo di Miami in conferenza stampa dopo i tagli dell'amministrazione Trump a Catholic Charities   (2026 Getty Images)

Usa, taglio dei fondi alla Chiesa per i minori non accompagnati

Una decisione presa dal governo degli Stati Uniti interrompe improvvisamente, dopo oltre 60 anni, la collaborazione con Catholic Charities. Questo organismo dell'arcidiocesi dal 1960 portava avanti un lavoro a stretto contatto con l’Ufficio per il reinsediamento dei rifugiati per fornire alloggio e altri servizi a migliaia di minori non accompagnati di tutte le nazionalità

Davide Dionisi - Città del Vaticano

I servizi per i minori non accompagnati della Catholic Charities dell’arcidiocesi di Miami sono stati privati dei finanziamenti e saranno costretti a chiudere entro tre mesi. La decisione del governo degli Stati Uniti interrompe improvvisamente, dopo oltre 60 anni, la collaborazione con l’organismo, che dal 1960 ha lavorato a stretto contatto con l’Ufficio per il reinsediamento dei rifugiati per fornire alloggio e altri servizi a migliaia di minori non accompagnati (UMC) di tutte le nazionalità. Oggi, una delle strutture principali è quella di Palmetto Bay, denominata Msgr. Bryan O. Walsh Children’s Village, che può ospitare fino a 81 minori. Il programma aiuta a collocare i bambini in affido, a ricongiungerli con i familiari e a fornire servizi di sostegno. Considerati i traumi subiti prima dell’arrivo negli Stati Uniti, viene inoltre garantita assistenza psicologica.

Dalle origini con Pedro Pan a oggi

La collaborazione ebbe inizio con l’Operazione Pedro Pan che, sotto la guida dell’allora giovane sacerdote irlandese padre Bryan O. Walsh, contribuì a reinsediare circa 14.000 bambini cubani inviati da soli da genitori disperati, nel tentativo di proteggerli dal regime comunista. Il 9 gennaio 1961 il Dipartimento di Stato americano conferì a padre Walsh l’autorità di rilasciare lettere a bambini cubani di età compresa tra i sei e i sedici anni, indicando la sospensione dell’obbligo di visto per l’ingresso negli Stati Uniti. Da questa iniziativa nacque una rete collaborativa di 110 agenzie della Catholic Charities in 35 Stati, denominata Cuban Children’s Program, soprannominata appunto Operazione Pedro Pan. Dei 14.000 bambini giunti negli Stati Uniti tra il 1960 e il 1962, circa 7.000 risiedettero temporaneamente in uno dei numerosi centri gestiti dalla Catholic Charities. L’impatto di questa cooperazione è oggi visibile nelle vite degli ex bambini di Pedro Pan, molti dei quali sono diventati membri attivi e affermati delle loro comunità: imprenditori, politici, accademici, medici, avvocati, sacerdoti e vescovi.

Le critiche dell’arcivescovo Wenski

“Da oltre 60 anni, i servizi offerti dall’Arcidiocesi di Miami a favore dei minori non accompagnati sono riconosciuti per la loro eccellenza e fungono da modello per altre agenzie in tutto il Paese. La nostra esperienza nell’assistenza a questa fascia vulnerabile della popolazione non ha eguali”, spiega l’arcivescovo di Miami, monsignor Thomas Gerard Wenski. “È vero che il numero di minori non accompagnati che entrano nel Paese è diminuito. È anche comprensibile che alcuni programmi possano essere ridimensionati o addirittura eliminati. Ma, data la storia e la reputazione del Msgr. Bryan O. Walsh Children’s Village, è sconcertante che il governo degli Stati Uniti chiuda un programma che sarebbe difficile replicare al livello di competenza ed eccellenza raggiunto da Catholic Charities, se e quando future ondate di minori non accompagnati raggiungeranno le nostre coste”, aggiunge il presule. L’ORR (Office of Refugee Resettlement), agenzia del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti, include nella propria missione la promozione della salute, del benessere e della stabilità dei minori stranieri non accompagnati, impegnandosi ad agire nel loro superiore interesse. “Solo questo dovrebbe richiedere una revisione della decisione di chiudere questo programma storico e di punta”, conclude monsignor Wenski.

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17 aprile 2026, 11:22