2019.03.15 bambina, famiglia, amore, mamma, papà Dizionario di Dottrina Sociale

La giustizia nel cuore della famiglia: riconoscimento, cura e dono

Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Camillo Regalia ed Eugenia Scabini si soffermano sul concetto di giustizia in chiave familiare che implica “una pratica quotidiana di riconoscimento, cura e dono”. “In un tempo segnato da frammentazioni e conflitti, - scrivono - la famiglia rimane il luogo in cui si può imparare una giustizia più umana”

Camillo Regalia* ed Eugenia Scabini**

Sono tre le parole che definiscono il perimetro entro cui si esprime la giustizia in famiglia: riconoscimento, cura e dono. La famiglia è il luogo originario in cui ciascuno riceve un nome, una storia, un’appartenenza. Riconoscere questa collocazione simbolica è il primo atto di giustizia; negarla significa esporre la persona all’anonimato, una delle forme più radicali di ingiustizia.

Nell’attuale contesto culturale il diritto del figlio a essere riconosciuto come soggetto inserito in una storia generativa chiara è non di rado trascurato come si evince ad esempio dalle tecniche di procreazione assistita eterologa. Vien meno in questi casi la consapevolezza che il figlio non è un oggetto di desiderio, ma un dono (vedi Amoris Laetitia, 81, 127, 166). Se la vita ricevuta è dono e bene originario, la cura è ciò che permette a questo bene di crescere. Essa non è solo slancio affettivo, ma possiede una dimensione etica fatta di fedeltà e responsabilità. Tale dimensione fa parte del resto della dinamica del dono che “obbliga molto più fortemente e profondamente di tutto ciò che può essere ‘acquistato’ in qualunque modo e a qualunque prezzo” (Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie, 11). Da questo punto di vista la giustizia familiare si misura nella capacità di fornire una cura appropriata all’altro, contrastando possibili forme di trascuratezza e di sostenere il tempo lungo della cura, perché l’amore ha bisogno di tempo e di pazienza.

Infine, la famiglia è il luogo in cui la giustizia incontra la logica del dono al di là di ogni forma di utilitarismo retributivo. Ogni generazione riceve la vita come dono e, al tempo stesso, è chiamata a trasmetterla e a prendersene cura secondo un movimento circolare che attraversa l’intera famiglia lungo l’arco delle generazioni. Papa Francesco ha richiamato spesso questa dimensione, affermando che la gratuità è una dimensione della giustizia. Quando la gratuità viene meno, la relazione si degrada in uso o sfruttamento dell’altro, e la giustizia viene tradita nella sua radice più profonda. In questi casi è necessario ricostruire la fiducia e riaprire uno spazio di speranza nel legame.

È qui che entra in gioco quel dono speciale e misterioso che è il perdono, un atto profondamente umano e umanizzante, che introduce una forma di giustizia “altra”, non retributiva ma liberante, che «spezza la catena del male» (Francesco, Angelus del 19 febbraio 2017), trasformando il dolore in possibilità di rinascita. In conclusione, pensare la giustizia in chiave familiare significa riconoscere che essa è una pratica quotidiana di riconoscimento, cura e dono. In un tempo segnato da frammentazioni e conflitti, la famiglia rimane il luogo in cui si può imparare una giustizia più umana che non si limita a “dare a ciascuno il suo”, ma si prende cura di ciascuno perché nessuno vada perduto.

*Docente di Psicologia Sociale della Famiglia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore

**Professore Emerito di Psicologia Sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Ascolta il podcast del Dizionario di Dottrina sociale della Chiesa

Il podcast è di Camillo Regalia ed Eugenia Scabini, curatori della voce “La giustizia nel cuore della famiglia: riconoscimento, cura e dono” del Dizionario di Dottrina sociale.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

06 aprile 2026, 15:00