L'udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro L'udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro

Dal Medio Oriente a Roma in preghiera per la pace sull'esempio di Sant'Agostino

Un gruppo di sacerdoti e seminaristi di Iraq e Libano, a Roma per motivi di studio e servizio pastorale, hanno potuto incontrare personalmente Leone XIV e ricevere da lui parole di vicinanza e conforto per i loro Paesi

di Emiliano Eusepi 

Alcuni sacerdoti e seminaristi di Iraq e Libano che si trovano a Roma per motivi di studio e servizio pastorale hanno avuto l’opportunità di incontrare personalmente Papa Leone XIV, desiderosi di ricevere dal Pontefice parole di vicinanza e conforto. Dopo l'incontro si sono raccolti in preghiera per la pace per i loro Paesi.  Il gruppo era accompagnato da padre Harold Toledano, superiore della comunità dello studentato internazionale degli Agostiniani Scalzi a Roma, che ricorda come, secondo Sant'Agostino, "la vera pace, non consiste semplicemente nell’assenza di conflitti, ma nello stato profondo della persona riconciliata con Dio e con il prossimo attraverso la carità". Agostino, afferma padre Harold, "ci insegna anche che chi ama davvero arriva ad amare anche coloro che si oppongono alla pace, perché chi possiede la pace interiore risponde con mitezza anche a chi provoca divisioni".

Artigiani di pace

Il gruppo ha voluto esprimere al Papa la propria gratitudine per la vicinanza alle loro sofferenze e l'incontro è stato un segno di speranza per le comunità che loro rappresentano. L'incontro con il Papa, ha commentato Elio Mhanna, a nome degli studenti del Collegio Maronita della Beata Maria Vergine in Roma (Ordine maronita Mariamita) "è un dono che va ben oltre le semplici emozioni, mentre benediceva i nostri Rosari abbiamo sentito che nel gesto di benedire è racchiusa una responsabilità grande: quella di farci portavoci di un desiderio di bene, che non conosce confini e avvertiamo quanto il mondo sia assetato di una pace vera, che sia giustizia e incontro tra i popoli portiamo nel cuore con particolare intensità la sofferenza e la speranza del Medio Oriente, una terra che grida il proprio bisogno di stabilità e di futuro. La pace deve diventare un linguaggio comune ed è l'unica strada possibile per ridare dignità ad ogni vita, la benedizione del Santo Padre è una missione. Essere libanesi, iracheni e di altri Paesi del Medio Oriente significa essere artigiani di pace come ci insegna Leone XIV, e dobbiamo essere sempre pronti a costruire ponti dove altri alzano muri".

Superare i muri

"Sì, il Medio Oriente ha bisogno di Roma e della vicinanza del Papa, ma anche noi, in questo tempo di conflitti", conclude padre Harold "dobbiamo sentire bisogno di ritornare alla terra delle nostre radici, per attingere quella sorgente che continua a donarci l’acqua capace di nutrire il nostro cammino di cristiani perché da Oriente a Occidente, in Cristo siamo una cosa sola". Ed anche noi siamo chiamati ad unirci a loro, accompagnandoli nella preghiera per la pace nella terra dove è nato il Principe della Pace ed insieme, siamo invitati a superare i muri che segnano le nostre divisioni: quei muri che esistono dentro di noi e nelle relazioni con gli altri.

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29 aprile 2026, 14:00