Madonna della Misericordia, da 500 la stella polare di Petriolo
Paolo Ondarza – Petriolo (MC)
“Senza radici, la pianta cade”. Nelle intenzioni di chi lo ha curato risiede in queste parole il senso profondo del volume presentato nel borgo medievale di Petriolo, in provincia di Macerata, per i cinquecento anni della statua lignea della Madonna della Misericordia: custodire la memoria di una comunità significa dare futuro alla sua identità.
Cinque secoli di fede, arte e devozione riletti attraverso documenti inediti, testimonianze popolari e nuove ricerche storiche. È il cuore di Splendor Terrae Nostrae - La Madonna della Misericordia nella storia di Petriolo (1525-2025), volume curato dallo storico e ricercatore Fabio Sileoni, edito da Andrea Livi e presentato nei giorni scorsi nel Santuario della Madonna della Misericordia.
Un’opera corale per raccontare una comunità
Il libro nasce dalla volontà della Confraternita del Santissimo Sacramento di celebrare il cinquecentenario dell’arrivo a Petriolo della venerata statua lignea della Vergine, realizzata nel 1525 dallo scultore abruzzese Giovanni Antonio da Lucoli. Un’opera di grande pregio artistico, considerata l’unica firmata dall’autore e tra le più significative della scultura lignea marchigiana del Cinquecento.
Accanto al saggio storico di Sileoni, il volume raccoglie contributi di studiosi e ricercatori, tra cui Carlo Natali e Mariano Mercuri, curatore del Museo dei Legni Processionali “Don Marcello Manfroni”, custode della memoria religiosa del borgo.
Le radici della devozione
La storia del santuario affonda le sue radici alla fine del Quattrocento. Grazie alle ricerche d’archivio, è emerso un documento del 1497 che testimonia la fondazione della chiesa "su suolo lateranense" da parte della confraternita locale, sorta – secondo la tradizione – in seguito a un evento miracoloso legato alla protezione della Vergine.
"Questa chiesa – ricorda Sileoni – doveva essere costruita non per scopo di lucro, ma per devozione".
Una devozione che ha accompagnato i secoli e i passaggi più delicati della storia. Nel Museo dei Legni Processionali si conserva, ad esempio, un angelo d’argento offerto nel 1865, per ringraziare Maria della protezione dal colera, e benedetto da Pio IX.
Un’altra corona votiva, realizzata dopo la Seconda Guerra Mondiale, fu invece benedetta da Pio XII a Castel Gandolfo nel 1947.
Anche Leone XIV è entrato in relazione con la Madonna della Misericordia: "Ultimamente – racconta Fabio Sileoni - per celebrare il cinquecentenario è stata realizzata una rosa d'oro, un'idea avuta da Mariano Mercuri, curatore del Museo dei Legni Processionali. Utilizzando piccoli oggetti d'oro donati negli anni dai petriolesi è stata realizzata una splendida rosa d'oro dalla ditta Fratelli Savi di Roma", che nei pressi del Vaticano da decenni realizza insegne e ornamenti pontifici. "Il 6 agosto 2025 la rosa è stata benedetta da Papa Leone XIV in piazza San Pietro, insieme alla copia della statua della Madonna della Misericordia. Questa copia è stata esguita durante questo cinquecentenario per essere portata in processione. La Sovrintendenza infatti non autorizza lo spostamento dell'originale".
Pavisa e Bernasconi, tesori riscoperti
Il volume allarga lo sguardo alle molteplici figure che hanno lasciato un segno nella storia artistica del santuario. Tra queste spicca il talento del pittore Ciro Pavisa, nato a Mombaroccio, in provincia di Pesaro, nel 1890 e chiamato a Petriolo nei primi anni Venti del Novecento per decorare ad affresco la volta della chiesa con scene della vita della Madonna.
A promuovere quell’intervento fu il cappellano del santuario, Don Vincenzo Silenzi, figura di rilievo nella storia locale, giornalista sotto pseudonimo e tra i primi ad aderire al cristianesimo democratico di Romolo Murri, reperì i fondi necessari per il santuario mariano e per il nuovo ciclo pittorico.
Tra le tante pitture spicca la bellezza di una pala d'altare, esposta solo in occasione del tempo di Natale. Azionando manualmente una sorta di argano manuale, Mariano Mercuri in via eccezionale mi mostra l'opera. La vedo ascendere, mentre occulta, per un attimo, la scultura di Giovanni Antonio da Lucoli.
Quanto a bellezza la grande tela ad olio, regge bene il confronto: rappresenta un notturno mistico, abitato dalla Sacra Famiglia e dalle splendide figure dei pastori illuminate dalla luna. Il gioco di sguardi e contrasti luministici induce a pensare alle atmosfere dei notturni di Gerrit van Honthorst o di Georges de La Tour.
Nella controfacciata dell'edificio Pavisa raffigurò invece tre grandi episodi legati al culto della Madonna della Misericordia di Petriolo, inserendo anche i volti di numerosi petriolesi dell’epoca, quasi a consegnare alla memoria collettiva il legame tra il popolo e il suo santuario. Durante il soggiorno nel borgo, raccontano le memorie locali, l’artista instaurò un rapporto di amicizia con la comunità, tra ritratti realizzati in sacrestia e i bagni estivi nel fiume Fiastra.
Le più recenti ricerche condotte da Sileoni e Natali hanno inoltre permesso di fare nuova luce su Lorenzo Bernasconi, autore settecentesco delle statue interne al santuario. Grazie agli studi confluiti nel volume si è riusciti a risalire alla sua data di nascita, al luogo d’origine e ai territori nei quali operò nel corso degli anni, aggiungendo nuovi tasselli alla conoscenza del patrimonio artistico petriolese.
Le immagini che parlano
La componente iconografica è parte integrante del progetto editoriale. Carlo Natali è fotografo per tradizione familiare: il suo primo scatto nel libro risale a quando aveva dieci anni. Ha recuperato e restaurato numerose immagini storiche, spesso rovinate o disperse negli archivi familiari. Un lavoro impegnativo e paziente, affiancato dal reportage delle celebrazioni del cinquecentenario che hanno riproposto l’antico pellegrinaggio della Vergine trainata dai buoi, così come raffigurata nei dipinti di Pavisa.
Si sa, le immagini arrivano a volte laddove il testo non riesce. “Conservare la memoria – osserva Natali - è assolutamente primario. Basta un attimo per dimenticare una marea di cose della propria storia”.
Tradizione viva
Nel volume trovano spazio anche le tradizioni religiose e popolari di Petriolo, ricostruite con passione nel Museo dei Legni Processionali curato da Mariano Mercuri: dalle confraternite storiche alle processioni del Cristo Morto e del Martedì Santo, che ancora oggi coinvolgono numerose comunità del territorio.
“Le confraternite– spiega Mercuri – non sono solo folklore. Hanno come fine il culto, la carità e la salvaguardia del patrimonio artistico”.
Una memoria che guarda al futuro
Più che una semplice pubblicazione celebrativa, Splendor Terrae Nostrae è il racconto di un popolo che continua a riconoscersi nella Vergine Maria. Un volume nato dalla collaborazione di tante persone e dal desiderio di consegnare alle nuove generazioni un’eredità fatta di fede, bellezza e appartenenza.
“Mi auguro che questo libro possa trovare spazio nelle case e nel cuore di chi lo leggerà”, conclude Sileoni, “perché è un omaggio alla Madonna, ancora oggi presente nell’anima e nel cuore della comunità petriolese”. Splendor Terrae Nostrae, splendore della nostra terra, recitava la preghiera rivolta nell’Ottocento da un sacerdote alla Madonna di Petriolo. Un canto che grazie alla ricerca di Fabio Sileoni, introdotto dai nonni quando era bambino alla devozione della Madonna della Misericordia, vuole continuare a risuonare anche nelle voci delle generazioni che verranno.
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