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La Pasqua delle Chiese orientali celebrata a Bucha, in Ucraina La Pasqua delle Chiese orientali celebrata a Bucha, in Ucraina

La Pasqua delle Chiese orientali, fra guerra e speranza di riconciliazione

Da Ucraina e Russia sono arrivate reciproche accuse di violazione della tregua, mentre l'arcivescovo Shevchuk, in un videomessaggio, ha fatto gli auguri sottolineando la vittoria della vita sulla morte e la speranza di pace che la Risurrezione di Cristo porta con sé. A Gerusalemme si è invece tenuta la cerimonia del "Fuoco Santo" guidata dal patriarca Teofilo III

Giovanni Zavatta – Città del Vaticano

Nemmeno la tanto annunciata tregua di Pasqua, che le Chiese orientali celebrano oggi 12 aprile, ha fermato le bombe su obiettivi militari e civili innocenti in Ucraina e in Russia. La domenica si è aperta con accuse reciproche di violazione del cessate-il-fuoco: alle 7 — ha riferito lo Stato maggiore dell’esercito ucraino — "sono stati registrati 28 assalti nemici, 479 bombardamenti di artiglieria e 1792 attacchi con droni" su tutto il fronte, mentre non si segnalano lanci di missili. A sua volta il Ministero della difesa russo ha accusato le forze ucraine di aver violato complessivamente 1971 volte la tregua, a partire dalle 16 di sabato, ora in cui è cominciata la pausa che dovrebbe durare fino alla mezzanotte di oggi, domenica. Nei giorni scorsi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accettato il cessate-il-fuoco proposto dal presidente russo Vladimir Putin, affermando tuttavia che Kyiv avrebbe risposto "con la stessa moneta" a qualsiasi attacco. Anche l’anno scorso una tregua simile era stata annunciata in Ucraina per la Pasqua delle Chiese orientali ma entrambe le parti si erano accusate a vicenda di averla violata ripetutamente. Com’è noto, negli ultimi mesi diversi cicli di negoziati sotto l’egida degli Stati Uniti non sono riusciti ad avvicinare le parti in conflitto a un accordo per porre fine ai combattimenti scatenati dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Il processo si è poi progressivamente arenato man mano che l’attenzione di Washington si è spostata sull’Iran.

Gli auguri dell'arcivescovo Shevchuk

Con un videomessaggio l’arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina (che è di rito orientale e segue il calendario giuliano) ha fatto gli auguri di Pasqua sottolineando la vittoria della vita sulla morte e la speranza di pace che la Risurrezione di Cristo porta con sé: "Oggi celebriamo la festa più grande non solo per i cristiani ma per tutta l’umanità. Oggi il nostro Cristo Risorto ci dice che la morte non è la fine, che il male non è mai definitivo e che la nostra vita continuerà". Shevchuk ha inoltre sottolineato il profondo legame tra la Risurrezione e il sacramento dell’Eucaristia: "Nell’Ultima Cena Cristo ha reso i suoi apostoli partecipi della sua Risurrezione attraverso la Comunione nel suo Corpo e nel suo Sangue. Anche questo pane pasquale, di cui partecipiamo oggi, è una continuazione di quel momento: l’incontro dei discepoli con il Corpo del Salvatore risorto". E rivolgendosi agli ucraini ha concluso: "Che Cristo risorto ci benedica tutti e riempia i nostri cuori, le nostre famiglie e la nostra Ucraina della Sua giusta e celeste pace!".


La cerimonia del "Fuoco" nel Santo Sepolcro

A Gerusalemme, dopo la revoca delle restrizioni sugli assembramenti che avevano consentito solo celebrazioni ridotte del Ramadan, di Pesach e della Pasqua, almeno 2500 cristiani ortodossi  si sono riuniti sabato sera per la tradizionale cerimonia del “Fuoco Santo” nella basilica del Santo Sepolcro, mentre diverse centinaia di persone si trovavano nella piazza antistante e molte altre sparse per la Città Vecchia. La liturgia del “Fuoco Santo” è considerata il momento culminante delle celebrazioni ortodosse a Gerusalemme. Secondo la tradizione, una fiamma si accende miracolosamente nella cappella venerata come la tomba di Cristo per essere poi tramandata. È stato il patriarca ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, a guidare la cerimonia, presenti rappresentanti di altre Chiese, fra cui armeni, copti e siriani. Al termine Teofilo III  ha trasmesso il “Fuoco Santo” a responsabili religiosi e civili e a rappresentanti di alcune Chiese auspicando che "la Luce della Risurrezione illumini i Governatori della terra con pace e giustizia".

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12 aprile 2026, 10:56