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I vescovi della Comece riuniti nell'Assemblea plenaria a Cipro I vescovi della Comece riuniti nell'Assemblea plenaria a Cipro

Comece, a Cipro l'Assemblea plenaria per un'Europa più umana e inclusiva

Riuniti a Nicosia i vescovi dell'Ue per la sessione primaverile del 2026, che si conclude il 24 aprile. Il vescovo Crociata: «L’Europa ci appartiene» e «il suo destino ci interpella e ci vede in gioco»

Vatican News

«Basta alla violenza, alla violazione della dignità e della giustizia». Sono le parole pronunciate dall’arcivescovo maronita di Cipro Selim Jean Sfeir davanti ai vescovi della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione dell'Unione Europea (Comece), per l’apertura, ieri, mercoledì 23 aprile, della loro Assemblea plenaria. In occasione della presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, i vescovi dell’Ue hanno scelto, infatti, di riunirsi a Nicosia per la sessione primaverile del 2026. Al centro la situazione attuale in Terra Santa e in Medio Oriente, con particolare attenzione alla condizione dei cristiani nella regione, nonché le sfide che la Chiesa e le comunità cristiane della regione si trovano ad affrontare.

Favorire la riconciliazione e la pace

«Basta — ha continuato Sfeir —  all’indifferenza davanti alla sofferenza umana; basta alla logica di potere che schiaccia i diritti fondamentali. Siamo chiamati ad illuminare le coscienze, a promuovere il dialogo e a sostenere ogni iniziativa che favorisca la riconciliazione e la pace». La scelta di Cipro per l’evento, ospitato dall’Arcieparchia maronita, «assume un significato particolare in tempo segnato da tensioni, conflitti e profonde trasformazioni politiche e sociali che continuano a generare tensioni e divisioni», ha spiegato l’arcivescovo Sfeir. Un’isola che è sempre stata un ponte tra Oriente e Occidente e che non è stata risparmiata dai conflitti, essendo ancora oggi divisa in due parti, mentre la stessa città di Nicosia è attraversata ancora oggi da un muro di filo spinato. «Il nostro compito come discepoli di Cristo è di essere la voce che grida nel deserto di questo mondo. La Chiesa in Europa — ha detto ancora Sfeir — deve affermare senza esitazione che la dignità della persona umana è fondamento di un’autentica convivenza, che la giustizia è la condizione della pace e che l’amore evangelico è l’unica forza capace di trasformare la storia». 

La chiamata a un maggiore protagonismo dell'Ue

Il vescovo Mariano Crociata, presidente della Comece, nella sua relazione letta in apertura di assemblea, ha parlato di «un mondo sconvolto da iniziative militari la cui insensatezza è difficile da negare, a meno che non si voglia far diventare sensata la volontà espansionistica e predatoria di uno stato contro un altro in spregio di ogni diritto internazionale e di ogni diritto umano». «Lo scenario globale si presenta irriconoscibile», se si considerano fronti che dall'Ucraina alla più recente «scellerata impresa nei confronti dell’Iran e del Libano», per non parlare di Gaza. L’Unione Europea è «entrata in maniera drammatica nel vortice del disordine globale che si sta alimentando», ma «la sua assenza, o meglio la sua esclusione, dai tavoli formali nei quali vengono discusse le drammatiche vicende in corso, ha messo ormai da tempo in evidenza una debolezza istituzionale gravissima per la sua identità e la sua dignità di entità sovranazionale», ha affermato Crociata. «L’Europa ci appartiene» e «il suo destino ci interpella e ci vede in gioco». Crociata ha chiesto dunque più protagonismo all’Unione Europea. 

Il presidente della Comece Mariano Crociata all'Assemblea plenaria
Il presidente della Comece Mariano Crociata all'Assemblea plenaria

Un invito alla collaborazione

Nella mattina di ieri sono intervenuti anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini (in collegamento video) e il vescovo Bruno Varriano, vicario apostolico dei latini a Cipro. Questa mattina, invece, i presuli della Comece hanno incontrato il vice-ministro della cultura, Vasiliki Kassianidou, che ha parlato della divisione di Cipro, definendola «una ferita aperta nel cuore del nostro Paese e dell’Europa». Kassianidou ha descritto ai vescovi la vita delle Chiese e dei cristiani nella parte Nord dell’isola, raccontando delle difficoltà legate all’impossibilità di accedere ai luoghi di culto o ai danni che questi hanno subito nel corso dei decenni. La vice ministro ha concluso il suo intervento con un invito «a collaborare, per promuovere un’Europa più umana, inclusiva e resiliente».  I vescovi hanno poi avuto un colloquio con la Commissaria Europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica, in cui hanno parlato di cooperazione regionale, sviluppo sostenibile e sicurezza nel Mediterraneo.  Venerdì 24 aprile, nel giorno conclusivo dell’Assemblea, la Comece dedicherà una sessione al tema della migrazione e dell’asilo.

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23 aprile 2026, 13:44