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2026.04.14 Filippine

Filippine, lettera del vescovo Alminaza per una Chiesa vicino ai poveri

In un messaggio pastorale, il presidente della Carita sottolinea che, in un momento in cui il mondo si trova ad affrontare una crisi economica, a causa anche delle tensioni in Medio Oriente, occorre che sacerdoti e laici si impegnino ad adottare uno stile di vita più semplice, eliminando il superfluo, per non perdere la capacità di ascoltare i bisognosi

Vatican News

Praticare l'austerità e diventare una "Chiesa dei poveri" in un momento in cui il mondo si trova ad affrontare una crisi economica a causa delle tensioni in Medio Oriente: è l’esortazione di monsignor Gerardo Alimane Alminaza, vescovo di San Carlos e presidente di Caritas Filippine, contenuta in una lettera pastorale di sette pagine pubblicata nei giorni scorsi. Il presule sessantaseienne, che guida una diocesi di quasi un milione di fedeli ed è noto per il suo impegno a favore dei diritti umani e dell'ambiente, nella lettera ha messo in guardia contro “una crescente distanza tra la Chiesa – e in particolare i suoi leader – e i poveri”.

Vicino ai poveri e ai bisognosi

Monsignor Alminaza ha ricordato che in seminario i futuri sacerdoti “vengono formati per vivere con semplicità, per camminare con i poveri e per rimanere vicini alla gente”. Tuttavia, ha osservato, con il passare del tempo e l'aumentare delle responsabilità, “il nostro linguaggio cambia, il nostro stile di vita cambia e la nostra distanza cresce”. Il presidente della Caritas sottolinea che “senza volerlo, iniziamo a perdere la capacità di ascoltare veramente, di comprendere veramente e di sentire veramente la realtà di coloro che siamo chiamati a servire. Questa non è solo una mancanza personale; è una crisi spirituale e pastorale che ci chiama alla conversione”.

Uno stile di vita più semplice

Il vescovo fa notare che molto spesso si alza la voce per chiedere conto alle istituzioni e alle imprese del loro operato, ma per pretendere ciò “dobbiamo anche noi praticare la responsabilità all'interno della Chiesa”. Per questa ragione ha esortato i sacerdoti, i religiosi e i laici “a scegliere uno stile di vita più semplice. Dobbiamo esaminare il nostro utilizzo delle risorse, ridurre ciò che è superfluo e abbandonare gli eccessi", ha affermato. Povertà, disuguaglianza economica e corruzione sono considerati problemi socio-economici di lunga data nelle Filippine.

15 milioni di indigenti

Secondo statistiche governative, nel 2023 circa il 15,5 per cento dei circa 113 milioni di abitanti del Paese viveva in povertà. Circa il 30 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Mentre da un sondaggio condotto da Social Weather Stations (SWS) emerge che alla fine del 2025, circa il 51 per cento degli intervistati si è dichiarato povero. Il 31 per cento delle famiglie si reputa "povero di cibo", mentre il 47 per cento si ritiene in una condizione “borderline” Inoltre, l'ultimo Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International (TI) colloca le Filippine al 120° posto su 182 nazioni. Tant’è che lo scorso novembre la Chiesa cattolica ha chiamato la gente alla mobilitazione pubblica contro la corruzione politico-amministrativa. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza a causa delle tangenti sui lavori pubblici pagate a politici e amministratori di ogni livello.

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14 aprile 2026, 12:26