La Comece all'Ue: agire uniti per costruire la pace e proteggere la dignità umana
Vatican News
L’Unione europea e i suoi Stati membri continuino "ad agire in modo unito e con determinazione, intensificando il loro impegno diplomatico, politico e umanitario per proteggere la dignità umana, sostenere il diritto internazionale e appoggiare iniziative inclusive di costruzione della pace, garantendo che le voci di tutti, comprese le comunità religiose, siano ascoltate e i loro diritti rispettati". È l’esortazione della Comece (Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea), diffusa a conclusione dell’assemblea plenaria di primavera, svoltasi a Cipro dal 22 al 24 aprile. I presuli delegati, nella dichiarazione dal titolo "Un appello urgente a cercare la pace e a perseguirla", hanno espresso la loro forte preoccupazione per la sorte di «tutti coloro che soffrono a causa della violenza devastante, dell’instabilità e dell’ingiustizia in Terra Santa, in Libano, in Iran e nella più ampia regione del Medio Oriente".
Il male della guerra e della violenza
I vescovi hanno rivolto un pensiero ad altre aree geografiche interessate da guerre che si protraggono da diversi anni. "Portiamo nei nostri cuori e nelle nostre menti in modo speciale l’Ucraina, il Sudan, così come altre parti del mondo che subiscono il male della guerra e della violenza. Siamo profondamente rattristati da queste tragedie — si legge nella dichiarazione — che causano la perdita di innumerevoli vite umane, distruzione diffusa e crisi umanitarie che colpiscono tante famiglie". Da Cipro, terra caratterizzata da un ricco patrimonio culturale e religioso, ma anche da una storia che continua a portare le ferite della divisione, "ci viene ricordata l’importanza di sforzi costanti verso la costruzione della fiducia e la riconciliazione. Siamo stati profondamente commossi dalla testimonianza delle comunità maronite nella parte settentrionale dell’isola, la cui presenza continua è importante per promuovere il dialogo e contribuire a una cultura dell’incontro".
Incontro, dialogo e riconciliazione
La Comece ha ricordato che il Mediterraneo è una delle dimensioni fondanti dell’identità europea, sottolineando che dovrebbe ricevere maggiore attenzione da parte dell’Ue ed essere plasmato "non dalla diffidenza e dal confronto, ma da politiche che promuovano l’incontro, il dialogo, la riconciliazione, lo sviluppo e la pace". Quindi ha richiamato l’Ue ad un maggiore protagonismo nel campo della diplomazia e dei negoziati. "L’Unione europea — hanno sottolineato i vescovi — nata come progetto di pace, ha la responsabilità particolare di agire come forza credibile per la pace e promotrice attiva della stabilità e del dialogo in tutta la regione mediorientale, contribuendo al contempo alla sicurezza marittima ed energetica e agli sforzi di non proliferazione nucleare nell’ambito di un processo di pace globale. Allo stesso tempo — hanno aggiunto — l’Ue è chiamata a esercitare solidarietà con gli Stati membri colpiti dall’instabilità regionale e a rispondere adeguatamente alle ripercussioni di questi conflitti all’interno delle società europee, in particolare per quanto riguarda la promozione della coesione sociale e la gestione dell’aumento del costo della vita". A Nicosia, nel contesto della presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue, i presuli hanno avuto l’opportunità di dialogare con la vice ministro della Cultura, Vasiliki Kassianidou, con la quale hanno parlato delle principali sfide che Cipro si trova ad affrontare, come la persistente divisione dell’isola, l’accesso ai luoghi di culto cristiani e la tutela del patrimonio culturale.
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