Migranti, nuovi arrivi con i corridoi umanitari di Caritas italiana
Vatican News
Dopo oltre sei mesi di attesa e di complesse procedure necessarie a garantire un’uscita sicura dalla Giordania, sono oggi, 29 aprile, a Roma, 63 rifugiati nell’ambito del progetto dei corridoi umanitari promosso da Caritas italiana e reso possibile anche grazie al sostegno della Conferenza episcopale italiana (Cei) attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Si tratta di famiglie e persone vulnerabili — informa una nota della Caritas — che potranno finalmente iniziare in Italia un nuovo cammino di vita e di speranza. "L’arrivo all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino — scrive l’ente caritativo cattolico — segna il compimento di un lavoro silenzioso e delicato, frutto della collaborazione tra organizzazioni umanitarie, governo italiano e autorità dei Paesi di primo asilo".
Verso l'integrazione sociale, abitativa e lavorativa
Ad accogliere i nuclei familiari sono state chiamate le Caritas diocesane coinvolte nel progetto, pronte ad accompagnare le persone verso le destinazioni finali e a sostenerle nei primi passi di integrazione sociale, abitativa e lavorativa. Hanno aderito le diocesi di Vittorio Veneto, Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, Conversano-Monopoli, San Marco Argentano-Scalea, Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, Verona, Milano, Oppido Mamertina-Palmi, Perugia-Città della Pieve, Como, Vigevano, Tricarico e l’eparchia di Piana degli Albanesi, che si sono attivate fin da subito per offrire accoglienza diffusa e percorsi concreti di inclusione, insieme alle comunità locali.
"Un'altra strada esiste ed è praticabile"
"I corridoi umanitari — sottolinea il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello — non hanno la pretesa di risolvere da soli il dramma che accompagna le migrazioni forzate, ma testimoniano con chiarezza che un’altra strada esiste ed è praticabile. Sono una via concreta che nasce dal desiderio di costruire percorsi sicuri e dalla volontà di mettere al centro la dignità della persona". Tra i beneficiari partiti da Amman vi sono numerosi bambini e famiglie provenienti da Yemen, Sudan, Iraq e Somalia. Prima dell’arrivo in Italia, le persone rifugiate vengono valorizzate per le loro conoscenze professionali attraverso corsi di italiano e colloqui online con aziende disponibili ad assumerle una volta giunte nel nostro Paese. Da diversi anni, la Chiesa italiana attua, attraverso le comunità diocesane coinvolte nell’accoglienza, il progetto dei corridoi umanitari che consentono l’arrivo legale e sicuro di profughi in condizioni di particolare disagio a causa di malattie, guerre o persecuzioni nei loro Paesi. «Per molti di loro — conclude la Caritas — questo viaggio è la concreta possibilità di lasciare alle spalle guerra, precarietà e paura per aprirsi a un futuro di speranza».
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