2026.04.24 Bonaria

Zuppi: la Madonna di Bonaria liberi la società dall'odio

Il cardinale Zuppi ha presieduto a Cagliari il solenne pontificale per il centenario della basilica di Nostra Signora Bonaria. "L’aria buona del dialogo, dell’amicizia e del perdono, possa liberare la nostra società da tanto inquinamento della violenza"

Francesco Marruncheddu - Città del Vaticano

Sono passati cento anni da quando, su una collina sul mare di Cagliari, nel 1926, veniva consacrata una chiesa destinata a diventare icona del culto mariano di un intero popolo, quello sardo: la basilica di Nostra Signora di Bonaria. Sorta accanto all’antico santuario medioevale, la nuova chiesa fu costruita per accogliere un numero sempre più elevato di pellegrini, provenienti non solo dalla Sardegna, ma anche da oltre il mare. Quello stesso mare da dove il simulacro della Vergine, nel 1370, era approdato sulla spiaggia a ridosso del colle, che da allora ne prese il nome: colle di Bonaria.

L'aria buona dell'incontro e del dialogo

"È con grande emozione che presiedo la celebrazione della Madonna di Bonaria, perché so il significato che ha per tutta quanta la Sardegna, in quanto patrona massima dell’isola", afferma il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che ha concelebrato il solenne pontificale con tutti gli arcivescovi e vescovi sardi.  "Vengo con sentimenti di gratitudine, di intercessione per tutte le comunità diocesane della Sardegna, e invocando la pace proprio da lì, da Bonaria, perché questa “buena aria”, l’aria buona dell’incontro, l’aria buona del dialogo, dell’amicizia e del perdono, possa liberare la nostra società da tanto inquinamento dell’odio e della violenza", sottolinea il presidente dei vescovi italiani. 

Momento di grazia speciale per la Chiesa di Cagliari

"Nel centenario della dedicazione della basilica di Nostra Signora di Bonaria, la Chiesa di Cagliari eleva il suo rendimento di grazie al Signore per il dono di questo santuario, segno della presenza materna di Maria nella storia del nostro popolo sardo", afferma invece l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, segretario generale della Cei. "In questo tempo di grazia, rinnoviamo l’affidamento delle nostre comunità alla Vergine di Bonaria, perché continui a sostenerci nella fedeltà al Vangelo e nella comunione ecclesiale". Un momento di grazia speciale per la Chiesa di Cagliari e quella di tutta l’isola, secondo Baturi: "Le celebrazioni del centenario costituiscono un’occasione propizia per confermare la fede del popolo di Dio e ravvivare la responsabilità della Chiesa nel testimoniare Cristo nel tempo presente".

La visita di quattro Papi

Nel corso dei secoli, milioni di pellegrini si sono recati su questa altura che guarda il mare. E dopo la consacrazione della nuova basilica, a tutt’oggi la chiesa più grande della Sardegna, tra questi pellegrini sono arrivati addirittura anche quattro Pontefici: san Paolo VI nel 1970, san Giovanni Paolo II nel 1985, Benedetto XVI nel 2008 e Francesco, a inizio pontificato, nel 2013. Tra di essi, Papa Bergoglio aveva uno speciale legame col titolo mariano di Bonaria, in quanto la sua città argentina d’origine, Buenos Aires, prende il nome proprio da questo santuario. Nel 1907, su proposta dell’episcopato sardo, Papa Pio X, eleva la Madonna di Bonaria a «Patrona Massima della Sardegna». L’anno successivo, lo stesso pontefice elevava la chiesa al titolo di basilica minore.

Il santuario custodito dai mercedari

Da sempre sono i padri mercedari a custodire il santuario più celebre dell’isola: «È fondamentale ricordare questi cento anni della basilica, costruita con amore e sforzi grandi da tutti i sardi, segno tangibile della loro devozione alla Madonna, di cui noi mercedari da sempre siamo custodi» racconta padre Efisio Schirru, provinciale dell’ordine per l’Italia. "Fare memoria di questa data è ricordare anche e soprattutto la bellezza dell’impegno ministeriale e devozionale profuso dai frati della Mercede e da un popolo intero".  Quello di Bonaria è uno dei più importanti santuari officiati dall’ordine: "Siamo qua dal 1335, e nel 1370 quando abbiamo ricevuto il dono del simulacro, giunto attraverso il mare sui lidi di Cagliari. Abbiamo diversi santuari celebri nel mondo, ma l’importanza di Bonaria è notevole e costituisce un unicum, anche per la visita, del tutto eccezionale, di ben quattro Papi". Sono passati cento anni dal giorno della sua dedicazione, avvenuta il 24 aprile 1926, e questo giubileo segna una occasione speciale per Bonaria e la sua storia. La novena di preparazione all’evento è stata presieduta, a turno, dai vescovi di tutte le diocesi dell’isola, con la partecipazione, tra gli altri, di monsignor Pier Giuliano Tiddia, arcivescovo emerito di Oristano decano dell’episcopato sardo, che pur con i suoi 97 anni, e 51 di episcopato, non ha voluto mancare di presiedere una delle celebrazioni: "Bonaria è una istituzione per la Sardegna, è la casa comune di tutti i sardi, è la casa dove la mamma attende i figli per consolarli e proteggerli", ha sottolineato monsignor Tiddia. 

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24 aprile 2026, 12:08