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2026.04.17 Spengler

Brasile, il cardinale Spengler: la Chiesa promotrice di coscienza sociale

Ad Apericida la 62ª assemblea generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb). Tra i punti principali che saranno affrontati vi sono la discussione e la possibile approvazione delle nuove linee guida generali dell’azione evangelizzatrice della Chiesa. Ne abbiamo parlato con il cardinale Spengler presidente dell'episcopato

Silvonei José Protz - Aperecida 

La 62ª assemblea generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), che si concluderà venerdì 24 aprile, ad Aparecida,  è stata preceduta da un ritiro guidato da monsignor Armando Bucciol, vescovo emerito della diocesi di Livramento de Nossa Senhora, nello Stato di Bahia, e direttore spirituale del Collegio Pio Brasiliano, a Roma. È stato un momento di preghiera e di riflessione per armonizzare le linee guida con il documento finale del sinodo. Il presule, durante l’incontro con la stampa, ha evidenziato il ruolo fondamentale della comunicazione nella formazione della coscienza critica della società, mettendo in guardia dai rischi di manipolazione dell’informazione e incoraggiando i giornalisti ad aiutare il pubblico a comprendere meglio la realtà sociale.

Tra i punti principali che saranno affrontati in questi giorni vi sono  la discussione e la possibile approvazione delle nuove linee guida generali dell’azione evangelizzatrice della Chiesa in Brasile che, tradizionalmente aggiornate ogni quattro anni, potrebbero vedere ampliato il loro periodo di validità. Una volta approvate, saranno sottoposte al processo di ricezione e di attuazione nelle comunità, il che richiede tempo ed è direttamente legato alla dinamica del Sinodo sulla sinodalità, che esige cambiamenti graduali e profondi nella vita ecclesiale.

Ma cosa significano  queste linee guida che saranno presentate a tutta la Chiesa? È quanto abbiamo chiesto al cardinale Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre e presidente della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile. «Una nostra scelta, come Conferenza episcopale, è stata quella di sintonizzare le linee guida con il documento finale del Sinodo e con il processo di attuazione degli orientamenti dell’ultimo Sinodo. Vogliamo quindi dare continuità a ciò che la Segreteria del Sinodo sta proponendo a tutte le Chiese e, al tempo stesso, a partire dalla nostra realtà brasiliana, affrontare le sfide dei cambiamenti attuali. Credo che possiamo progredire in tal senso e trarne beneficio, perché non si tratta di cammini, direi, giustapposti, ma di un cammino integrato. E credo che questo possa aiutarci anche nell’ottica dell’assemblea ecclesiale prevista in un futuro prossimo».

Vedendo la presenza di tanti pastori, di tanti fratelli nell’episcopato, che sensazione prova come presidente della Cnbb?

Per me, ogni assemblea è sempre una Pentecoste. Vedere tanti vescovi riuniti, tanti fratelli provenienti dalle regioni più diverse, con strutture di pensiero e forse anche con visioni ecclesiologiche diverse, poter partecipare alla costruzione sia delle dichiarazioni e dei documenti elaborati, sia delle indicazioni pastorali emanate, e arrivare a un consenso all’interno di un episcopato tanto numeroso, questa è opera dello Spirito Santo di Dio.

Sono davvero tanti i temi che saranno discussi nei prossimi giorni. Ce n’è qualcuno in particolare?

Da qualche tempo stiamo rivedendo il documento sui giovani e per i giovani. È  in vigore già da alcuni anni e dobbiamo fare passi avanti per andare incontro alle nuove generazioni, con una metodologia e un linguaggio adatti alla generazione attuale. È un documento che probabilmente verrà presentato, e si spera approvato in questi  giorni.

Un tratto distintivo delle assemblee è anche il messaggio al popolo di Dio, e quest’anno il Brasile vive un momento molto particolare con le elezioni presidenziali.

Sono certamente sempre un momento importante nella vita democratica di qualsiasi società. E non potrebbe essere diverso nel processo attuale che stiamo vivendo, in vista delle elezioni del mese di ottobre. È vero che la società brasiliana sta attraversando un momento, direi, di tensione. È necessario compiere delle scelte, ma soprattutto  devono essere guidate non solo dal senso di appartenenza alla nazione, ma anche dalla corresponsabilità per il futuro: per il futuro dei figli e, perché no, delle generazioni che verranno. Le elezioni sono sempre un’occasione privilegiata per la società di esprimere ciò che realmente desidera. Vorrei anche ricordare che i nostri parlamenti, il Senato e la Camera dei Deputati, tanto a livello federale quanto a livello statale, dovrebbero essere composti da persone che portino con sé, per così dire, il sogno di un Brasile più giusto, più equo, più equilibrato, più pacificato. La nostra classe politica dovrebbe essere caratterizzata, o potrebbe esserlo, dalle espressioni migliori della società: da donne e uomini illustri, capaci di dialogare nello spirito repubblicano e di elaborare proposte di azione che rispondano veramente alle necessità della società, e soprattutto a quelle della fascia più povera.

In questo processo, qual è allora il ruolo della nostra Chiesa?

Ha un ruolo, direi, anzitutto morale. Ma anche di promozione della coscienza: coscienza sociale, coscienza democratica. E noi abbiamo un patrimonio ricchissimo, la Dottrina sociale della Chiesa che può e deve essere conosciuto meglio.

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17 aprile 2026, 13:30