Cambogia, il pellegrinaggio dei giovani per la riconciliazione e la pace Cambogia, il pellegrinaggio dei giovani per la riconciliazione e la pace 

In Cambogia una Pasqua di solidarietà, ai giovani il compito di costruire la pace

In un Paese piagato dalla guerra che ha provocato oltre 50mila sfollati, la Chiesa è in prima linea per portare in questo periodo pasquale doni materiali e spirituali alle famiglie che vivono nei campi profughi. Tra le iniziative, quella del vicariato di Phnom Penh che ha organizzato una marcia con centinaia di ragazzi ai quali il vescovo Olivier Schmitthaeusler ha chiesto di diventare "ambasciatori di riconciliazione"

Paolo Affatato - Città del Vaticano

Quella dei fedeli cambogiani sarà una Pasqua di carità e di solidarietà con gli oltre 50mila sfollati cambogiani che si trovano in 15 campi al confine tra Thailandia e Cambogia. Dopo il conflitto tra le due nazioni del Sud-est asiatico, iniziato nell’estate del 2025, attualmente congelato in un accordo di tregua che tiene tuttora chiuse le frontiere, la situazione umanitaria è stabile ma vede ancora oltre 16mila famiglie soffrire e vivere in condizione molto precarie, lontane dalle loro case, senza lavoro e senza alcuna possibilità di procurarsi un sostentamento.

Caritas in prima linea

La risposta della Caritas Cambogia non si è fatta attendere e, fin dai primi mesi della guerra, ha riguardato le persone colpite nelle province di Preah Vihear, Siem Reap, Oddar Meanchey, Banteay Meanchey, Pursat, Battambang, Koh Kong, venendo incontro ai bisogni primari dei profughi: alloggi e tende per dormire in sicurezza, kit igienici, assistenza alimentare, provvedendo a servizi sanitari e assistenza mobile, soprattutto per bambini, donne, persone con disabilità. "E' importante anche il supporto psicosociale che dona consolazione" afferma il gesuita padre Enrique Figaredo, prefetto apostolico di Battambang, che guida la delegazione della Caritas. Gli operatori e i volontari dice il religioso "si trovano di fronte a restrizioni di accesso alla zona rossa", al pericolo di ordigni inesplosi che compromettono la sicurezza, ma non si arrendono" . "Lo sfollamento prolungato aumenta la vulnerabilità", ricorda ancora padre Figaredo, confermando che "è importante per noi cattolici cambogiani proseguire quest’opera svolta con lo spirito di testimoniare l'amore di Cristo".

Accanto ai bambini e agli sfollati

Oltre a 100 tonnellate di riso che hanno raggiunto più di 4.000 famiglie sfollate, a 15 punti di distribuzione di acqua potabile in 11 campi, a 7.000 kit igienico-sanitari, ora il dono pasquale a queste comunità è costituito da speciali iniziative per l'infanzia: "Sono 30 spazi a misura di bambino che accolgono oltre  1.200 piccoli;  22 biblioteche temporanee dove possono studiare  275 bambini, 60 aule temporanee per oltre  340 studenti”, afferma il prefetto apostolico.

Giovani e riconciliazione

Sono tutte misure che intendono portare sollievo e conforto alle comunità provate da un anno di sfollamento. La situazione locale, bloccata e non ancora normalizzata, continua a suscitare il coinvolgimento emotivo e spirituale dei giovani. Nei giorni scorsi oltre 300 ragazzi dal Vicariato di Phnom Penh e da Battambang, hanno vissuto un pellegrinaggio di tre giorni  incentrato sul tema "Giovani e riconciliazione per la costruzione della pace". Uno dei momenti salienti del pellegrinaggio è stata una camminata di oltre 20 chilometri, fino alla parrocchia di Maria Madre di Dio a Tumpung, per vedere le ferite della guerra e pregare per la pace. "Il pellegrinaggio intendeva aiutare i giovani a comprendere la riconciliazione e la costruzione della pace nei loro cuori, nelle loro famiglie e nelle loro comunità" ha rilevato Sun Saron, laico cattolico responsabile della Commissione per i giovani del Vicariato di Phnom Penh, tra gli organizzatori. L'esperienza "invita i giovani ad assumere un ruolo attivo nella costruzione della pace nella Chiesa e nella società", ha affermato in una nota la Commissione, incoraggiando i partecipanti a proseguire nel cammino di  crescita e responsabilità personale.

Sull'esempio dei martiri

Il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, vicario apostolico di Phnom Penh, rivolgendosi ai giovani, ha ricordato che "la pace non è semplicemente l'assenza di guerra, ma la presenza di armonia e una vita di relazioni colma della gioia di Dio". E li ha incoraggiati a diventare "ambasciatori di riconciliazione" nelle loro comunità. Per la costruire la pace, ha detto, gli ingredienti fondamentali sono la compassione, l'amore e il perdono. Sono proprio questi valori che la Chiesa cambogiana ha riconosciuto nella storia e nella vita del vescovo Joseph Chhmar Salas e dei suoi 11 compagni, per i quali la Chiesa il 15 marzo scorso ha chiuso la fase diocesana per la causa di beatificazione dei martiri della Cambogia. Sono sacerdoti, missionari, religiosi e religiose, laici che, ha ricordato Schmitthaeusler, "rappresentano tutti coloro che hanno sofferto negli anni bui del regime dei Khmer rossi, che sono morti pregando il Signore di accoglierli nel suo Regno”.

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03 aprile 2026, 13:29