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Una chiesa in Belarus Una chiesa in Belarus

Belarus, liberato il frate carmelitano polacco Grzegorz Gawel

Il religioso, 28 anni, era in carcere dal settembre 2025 con l’accusa di spionaggio; è in buone condizioni di salute e si trova ora con i suoi familiari. Insieme a lui liberate altre quattro persone, tra cui il giornalista Andrzej Poczobut, premio Sacharov nel 2025

Michele Raviart – Città del Vaticano

C’è anche il frate carmelitano scalzo Grzegorz Gawel, polacco, tra i tre prigionieri liberati in Belarus ieri 28 aprile nell’ambito di uno scambio con la Polonia. Arrestato lo scorso settembre con l’accusa di spionaggio, fra Gawel, 28 anni, carmelitano scalzo con la professione solenne, è in buone condizioni e si trova ora con la famiglia. Grande gioia, enorme sollievo e un motivo di gratitudine sono state espressi in un comunicato dai suoi confratelli della Provincia polacca dell’ordine dei Carmelitani scalzi. “Ringraziamo tutti per le preghiere, il sostegno e la solidarietà in questo momento difficile”, hanno scritto, esprimendo “gratitudine alle autorità ecclesiastiche e statali per tutto l’aiuto e l’impegno profuso nelle azioni che ne hanno portato alla liberazione”. Gli stessi carmelitani ribadiscono che fra Gawel “ha ora bisogno di tempo per riposarsi dopo questa difficile esperienza”.

Tra i liberati anche il giornalista Poczobut

Lo scambio di prigionieri è avvenuto nell’ambito del cosiddetto formato “5 per 5”, che prevede lo scambio di cinque persone condannate per spionaggio in Belarus e nella Federazione Russa con cinque cittadini russi e bielorussi detenuti in vari Paesi dell’Unione Europea. La parte bielorussa ha consegnato alla Polonia, tra gli altri, oltre a fra Gawel, anche il giornalista Andrzej Poczobut, premio Sacharov nel 2025, che stava scontando otto anni di carcere per aver seguito una manifestazione governativa, e l’imprenditore Tomasz Bieroza, condannato a 14 anni. La Russia ha invece trasferito due ufficiali dei servizi segreti moldavi. Da parte europea le cinque persone scambiate sono state Alexander Belan, condannato in Moldavia per tradimento ed ex vice-capo del Servizio di informazione e sicurezza moldavo, Uladzislau Nadzeika, detenuto in Polonia con l’accusa di spionaggio e l’archeologo russo Alexander Butyagin, la cui estradizione era stata chiesta dall’Ucraina per “scavi illegali” nella Crimea occupata, oltre alla cittadina russa Nina Popova, moglie di un funzionario. Il nome del quinto scambiato, un ufficiale dei servizi segreti, non è stato reso noto.

I prigionieri accolti dal premier Tusk

Ad accogliere i prigionieri in Polonia, al checkpoint di frontiera con la Belarus “Pererov-Belavezh”, anche  il primo ministro polacco Donald Tusk, che su X  ha ringraziato anche gli “amici” di Stati Uniti, Romania e Moldavia. La liberazione dei prigionieri è giunta dopo un complesso e lungo processo negoziale.

Due sacerdoti liberati nel novembre 2025

Lo scorso novembre erano stati liberati in Belarus due sacerdoti: Padre Henryk Akalotovich, parroco della chiesa di San Giuseppe a Valozhyn e Andrzej Yuchniewicz, dei Missionari Oblati di Maria Immacolta (Omi) in servizio presso il santuario diocesano di Nostra Signora di Fatima a Shumilino, accusati di vari reati e detenuti da almeno due anni. In quell'occasione la Conferenza episcopale bielorussa sottolineò "la ripresa del dialogo tra la Repubblica di Belarus e gli Stati Uniti, nonché il rafforzamento dei contatti con il Vaticano". Attualmente in carcere in Belarus si trovano ancora due sacerdoti di cittadinanza bielorussa: uno latino e uno greco-cattolico. Di loro non si hanno notizie precise. Ma le vicende recenti permettono di avere fiducia per il futuro.

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29 aprile 2026, 16:36