Pace e riconciliazione: il desiderio della popolazione susudanese Pace e riconciliazione: il desiderio della popolazione susudanese

Sud Sudan, l’appello dei vescovi contro violenze e vendette

Dopo i massacri nella regione di Ruweng e nello Stato di Jonglei, la Chiesa locale condanna le violenze e richiama alla sacralità della vita. L'appello alle autorità per l'avvio di indagini indipendenti: “La vendetta non è giustizia”

Vatican News

 “Una nuova discesa nell'abisso della depravazione umana, dove la sacralità della vita, dono di Dio, viene calpestata con allarmante impunità”. Con queste parole i vescovi del Sudan e del Sud Sudan condannano i recenti massacri avvenuti nella contea di Abiemnhom, nell’Area amministrativa di Ruweng, e nella contea di Ayod, nello Stato di Jonglei, dove numerose persone sono state uccise all’interno delle loro stesse comunità.

No alla cultura della vendetta

Nel messaggio inviato all’Agenzia Fides, firmato dai membri della Conferenza Episcopale del Sudan e del Sud Sudan, i presuli esprimono profondo dolore per il sangue versato, sottolineando il “patente disprezzo per la dignità umana” che tali atti rappresentano. “Il sangue dei nostri fratelli e sorelle grida al Cielo”, scrivono nella nota. I Vescovi denunciano con franchezza la diffusione di una “cultura della vendetta mortale”, che alimenta cicli di ritorsione e distrugge famiglie e comunità. “La vendetta non è giustizia”, ammoniscono, invitando a spezzare la spirale dell’odio e a costruire percorsi di riconciliazione.

I vescovi invocano giustizia

Contestualmente, la Conferenza episcopale rivolge un appello urgente alle autorità perché siano avviate indagini approfondite e indipendenti per identificare e perseguire i responsabili. “L’impunità alimenta la ripetizione dei crimini, mentre la giustizia ripristina la fiducia nella popolazione”. Il messaggio si conclude con parole di consolazione alle vittime e ai loro familiari: “La Chiesa è la vostra famiglia. Piangiamo con voi. Preghiamo con voi”. Un invito alla speranza cristiana, affidando le anime dei defunti alla misericordia di Dio e chiedendo per il Paese un cammino di pace fondato sulla dignità di ogni persona.

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04 marzo 2026, 15:37