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Un'immagine di piazza 2 maggio a Lima Un'immagine di piazza 2 maggio a Lima 

Perù, i vescovi: "Riconciliazione nazionale sfida ineludibile"

In vista delle elezioni generali del 12 aprile, un messaggio del Consiglio permanente dell'episcopato peruviano evidenzia l'esigenza di avere autorità "caratterizzate da onestà, trasparenza e coerenza tra parole ed azioni"

Vatican News

"La riconciliazione nazionale costituisce una sfida ineludibile". È quanto sottolineano i vescovi peruviani in vista delle prossime elezioni che si terranno il 12 aprile nel Paese dell'America Latina. Nella nota pubblicata ieri il Consiglio permanente dell’episcopato peruviano si rivolge al popolo con un appello alla responsabilità civica. I presuli chiedono inoltre "una politica migliore al servizio del vero bene comune", con un messaggio ispirato al quinto capitolo dell’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco. 

Una responsabilità "etica"

"In questo momento significativo per la vita democratica del Paese, desideriamo condividere una riflessione che contribuisca a generare cambiamenti nella situazione che viviamo come nazione e ad orientare, con responsabilità etica, la partecipazione dei cittadini ai processi elettorali del 2026", si legge nel messaggio. Per i vescovi del Perù il Paese attraversa una profonda crisi: "La polarizzazione politica, la sfiducia verso le istituzioni, l’uso del potere per interessi particolari, l’instabilità politica che ostacola lo sviluppo di politiche serie, i divari sociali sempre più ampi e l’indebolimento del tessuto sociale generano un clima di confronto che impedisce la costruzione dei consensi indispensabili per raggiungere una vera democrazia e minaccia la coesione nazionale, poiché rende difficile l’avvio, tra i peruviani, di dialoghi che mirino efficacemente a sanare le radici profonde dei mali del nostro mondo" scrivono, aggiungendo che "la nostra storia recente ha lasciato ferite profonde, segnate dalla violenza, dalla corruzione e dalla perdita di fiducia nella politica e nei politici. Queste ferite continuano ad alimentare il disincanto dei cittadini, aumentano la povertà e l’emarginazione dei popoli ed erodono la credibilità delle istituzioni che, per loro natura, sono chiamate a servire il bene comune sviluppando politiche efficaci per trasformare la società".

L'avanzata dell'individualismo

I presuli si dicono preoccupati per "l’avanzata dell’individualismo materialista, che privilegia interessi particolari e meschini a scapito del benessere collettivo". Segue la denuncia della "persistenza di profonde fratture sociali, economiche e territoriali, dove molte persone continuano a vivere in condizioni di povertà, esclusione e mancanza di opportunità, è incomprensibile in un Paese privilegiato per la sua ricchezza naturale e pluriculturale, per la sua diversità multietnica e per la generosità e la solidarietà della sua gente. Ciò interpella la nostra coscienza nazionale". Per questo i vescovi esortano a un voto informato e consapevole, valutando nei candidati integrità morale, trasparenza, coerenza tra parole e azioni, e autentico orientamento al bene comune: "Più che una semplice contesa politica, le elezioni devono essere un’occasione per riflettere sul Paese che vogliamo costruire e sulla convivenza democratica che desideriamo promuovere. Da qui la necessità che il voto sia informato, consapevole e responsabile".

Crescita economica e giustizia sociale

I vescovi, infine, chiedono un modello di sviluppo che unisca crescita economica e giustizia sociale, con politiche stabili su istruzione, salute, lavoro e lotta alla corruzione. La riconciliazione nazionale, attraverso verità, giustizia e perdono, è indicata come sfida irrinunciabile. "È urgente promuovere un modello di sviluppo che coniughi la crescita economica con la giustizia sociale e la dignità umana, promuovendo un’economia al servizio delle persone, specialmente dei più poveri" scrivono i vescovi, sottolineando in conclusione che "la riconciliazione nazionale costituisce una sfida ineludibile. Solo attraverso il riconoscimento delle nostre ferite, la ricerca della verità, la giustizia e il perdono sociale potremo ricostruire la fiducia tra i cittadini e aprire vie di convivenza pacifica". 

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16 marzo 2026, 10:57