Pax Christi, l'arcivescovo Ricchiuti: “Contro la guerra saremo presto in piazza"
Alessandro Guarasci – Città del Vaticano
“Non possiamo non protestare contro questa follia della guerra, questa alienazione della ragione”. Monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, chiama così a raccolta le realtà del movimento pacifista. “Bisogna che i governanti aprano finalmente gli occhi sul fatto che le guerre non risolvono conflitti”, spiega, indicando anche il ruolo e la responsabilità che spettano alle persone chiamate a scendere nelle estrade per riaffermare il primato della pace.
Il pacifismo non resta a guardare
Anche se il movimento pacifista può apparire poco reattivo in questo momento storico attraversato dalla violenza e dall’idea che la forza sia l’unico strumento di negoziazione, monsignor Ricchiuti assicura che “le reti di Pax Christi, la Rete Italiana per la pace e il disarmo, il Movimento non violento, sono ben consapevoli che il momento è davvero critico”. L'arcivescovo ricorda le tante iniziative messe in campo contro la guerra a partire dalla Marcia Perugia-Assisi, sempre molto partecipata.
Formare alla pace e alla non violenza
La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran ha colto tutti di sorpresa, spiega Ricchiuti, aggiungendo che se le reazioni di piazza in favore della pace ancora non si sono manifestate, ciò è dovuto a un necessario momento di riflessione e organizzazione. “Io sono certo che in Italia e in Europa ci sarà a breve un risveglio delle coscienze, come è accaduto contro la guerra russo-ucraina, come è accaduto per il grande movimento proPal. Sono sicuro - conclude il presidente di Pax Christi - che nelle prossime ore sicuramente qualche cosa accadrà anche nelle strade e nelle piazze”. Anche se molto si sta già facendo a livello culturale, perché “il movimento pacifista non opera solo con le manifestazioni, ma anche con le tante attività educative di formazione alla pace e alla non violenza”.
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