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Sarita Agnes Rossi e le Missionarie della Carità presso Casa Dono di Maria (Città del Vaticano) Sarita Agnes Rossi e le Missionarie della Carità presso Casa Dono di Maria (Città del Vaticano)

Da Calcutta a Roma, lo sguardo di Madre Teresa in un documentario Rai

"Madre Teresa a Roma", scritto da Don Sergio Mercanzin e diretto da Antonio Farisi, è stato presentato oggi alla stampa. Il documentario mostra il legame tra la Santa e la capitale, seguendo la sua opera accanto ai poveri e alle Missionarie della Carità. Attraverso testimonianze e immagini d’archivio, viene offerto un invito a riflettere anche sulla povertà contemporanea, intesa come solitudine e mancanza di affetto

Martina Accettola - Città del Vaticano

"Potete trovare Calcutta in tutto il mondo, se avete gli occhi per vedere. Ovunque andiate, trovate persone indesiderate, non amate, trascurate, rifiutate dalla società, completamente dimenticate, completamente lasciate sole. Aiutate una persona alla volta e iniziate sempre dalla persona più vicina a voi." Queste parole di Madre Teresa sono il cuore pulsante del documentario Madre Teresa a Roma, scritto da don Sergio Mercanzin e diretto da Antonio Farisi - prodotto da Lampic Film e presentato da Rai Documentari - un'opera audiovisiva che ripercorre la vita della santa nella Capitale, raccontando l’impegno delle Missionarie della Carità e il legame con la città di Roma. Andrà in onda su Rai Uno nella notte di Pasqua, domenica 5 aprile, durante Speciale Tg1. Martedì 24 marzo, alla presentazione stampa presso la Casa Dono di Maria, la figura della Santa è stata raccontata come quella di una donna dalla fede incrollabile e dalle azioni straordinarie, ma profondamente umana e vicina alle fragilità del mondo. Presenti, tra gli altri, padre Brian Kolodiejchuk, Luigi Del Plavignano, don Sergio Mercanzin e Antonio Farisi, insieme ad alcune Missionarie della Carità. È intervenuta, tra i testimoni, anche l’attrice Sarita Agnes Rossi, mentre la conferenza è stata moderata da Stefania Bogo.

Ascolta l'intervista integrale a Don Sergio Mercanzin

Gli occhi di Madre Teresa

“Suor Teresa è una donna anziana, bruna di pelle, perché è albanese, alta, asciutta, con due mascelle quasi virili, e l’occhio dolce, che, dove guarda, ‘vede’”. Così Pier Paolo Pasolini descrive Madre Teresa, tra i primi in Italia a parlarne dopo un viaggio in India insieme a Alberto Moravia, quando negli anni ’60 la sua figura era ancora poco conosciuta nel nostro Paese. Il documentario racconta una storia potente e poco nota: il momento in cui il “Terzo Mondo” si fa missionario in Occidente. Madre Teresa arriva su invito di Papa Paolo VI, convinta di trovare soprattutto la grandezza della tradizione cattolica, ma si imbatte in una povertà diversa da quella indiana. Come ha sottolineato il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano: “È un tema importante, soprattutto in un periodo come questo, in cui i sentimenti di pace sono rari. Ciò che ha fatto Madre Teresa è incredibilmente vasto, pur muovendosi con poche risorse e arrivando dove nessuno arrivava”.

Padre Brian Kolodiejchuk e suor Gemma
Padre Brian Kolodiejchuk e suor Gemma

La povertà di Roma tra solitudine e indifferenza

Come spiega don Sergio Mercanzin, “il documentario racconta il rapporto tra Roma e Madre Teresa: intenso con i poveri, ma significativo anche con le istituzioni, dall’amministrazione comunale - con Francesco Rutelli che le conferì la cittadinanza onoraria nel 1996 - ai Papi, da Paolo VI a Giovanni Paolo II. È una storia di amore reciproco tra Roma e Madre Teresa”. A emergere è anche una riflessione sulla povertà contemporanea. Suor Gemma e Suor Maria Pia osservano: “In Italia c’è molta povertà materiale, ma diversa da quella dell’India. Nei Paesi ricchi le persone sono sole, non comunicano: è un’altra forma di povertà. C’è tanta solitudine e indifferenza, che è il male più grande, ed è difficile da curare: solo Dio può farlo”. Un’intuizione che si riassume nelle parole della stessa Madre Teresa: “La povertà più terribile è la solitudine e la sensazione di non essere amati”, e che richiama quelle periferie che Papa Francesco ha definito “esistenziali”. Ai media vaticani, don Sergio sottolinea: "Quello che lei è riuscita a fare era lenire sia un tipo di povertà, quella tipicamente indiana, la povertà materiale, ma anche quell'altra povertà che lei ha scoperto subito per esempio anche a Roma, cioè la solitudine di tante persone".

Ascolta l'intervista integrale a Padre Brian Kolodiejchuk

Un'icona anti-diva

Il rapporto tra i media e Madre Teresa di Calcutta è sempre stato complesso, come ha ricordato padre Brian Kolodiejchuk durante la presentazione: “Era una crocifissione. Scherzava dicendo che aveva firmato un contratto con Dio: un'anima in Purgatorio per ogni foto o intervista”. Un’icona anti-diva, capace di attirare l’attenzione globale senza mai cercarla: il suo carattere forte e risoluto, unito a un impegno caritatevole radicale, l’hanno resa una figura unica. Madre Teresa rifuggiva la visibilità, perché tutta la sua attenzione era rivolta all’opera di Dio: non voleva mostrare sé stessa, ma ciò che, attraverso di lei, veniva compiuto. La sua azione era profondamente radicata nel Vangelo e nella parola di Cristo. Padre Brian, postulatore della causa di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta, ricorda: "Diceva sempre che fare qualcosa di simile era per la gloria di Dio e per il bene della gente, del popolo. Credo che questo documentario rappresenti proprio questo: la gloria di Dio. Quando partecipava a un premio o a un evento, voleva sempre parlare di Dio".

"Madre Teresa a Roma", la presentazione del documentario Rai presso Casa Dono di Maria
"Madre Teresa a Roma", la presentazione del documentario Rai presso Casa Dono di Maria

"Grazie a Madre Teresa"

Diverse le testimonianze raccolte nel documentario, da quella di Al Bano a quella della vaticanista Marina Ricci, fino a quella inaspettata di David Traylor (Zed Robot). Tra le più significative, quella di Sarita Agnes Rossi, nota al pubblico italiano come ex annunciatrice Rai, ma con una storia personale che affonda le radici in India. Nata a Nuova Delhi, trascorre i primi anni della sua vita in un orfanotrofio, in un contesto segnato dalla povertà e dalla mancanza di risorse essenziali. È qui che entrano in gioco le Missionarie della Carità. Grazie al loro intervento, Sarita viene accudita e accompagnata in un percorso che cambierà la sua vita fino a quando una coppia italiana decide di adottarla. Nel documentario, Rossi racconta: “Grazie a Madre Teresa sono italiana, romana e sono stata adottata”. E aggiunge ai media vaticani: “Io sono una delle tante testimonianze e in questo documentario non ci sono solo io che testimonio l'amore che lei ha dato e creato. È una cosa che durerà per sempre, fino a quando ci saranno persone come me, come le missionarie di carità e come le altre testimonianze a dare amore e a ricordare la base di questo amore, che per noi è nel nome di madre Teresa”.

Ascolta l'intervista integrale a Sarita Agnes Rossi

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24 marzo 2026, 15:29