Kenya, il contributo della teologia sinodale africana
Christine Masivo e Angella Rwezaula - Città del Vaticano
Il processo sinodale deve essere attuato realmente. È ciò che è stato sottolineato da diversi relatori, mercoledì 18 marzo, durante la presentazione del libro intitolato "Teologia sinodale africana”, presso l'Università di Hekima di Nairobi. Il volume - curato da Agbonkhianmeghe E. Orobator con altri collaboratori - ha come sottotitolo, “Un albero alto è forte quanto le sue radici”, un riferimento all’omonimo proverbio africano, che suona come un invito. Durante l’evento di presentazione è stata ripercorsa l'evoluzione della comprensione del Sinodo nella Chiesa ed è stata sottolineata l'importanza della cultura, dell'ascolto e della partecipazione nel plasmare un futuro guidato dalla missione. Secondo il gesuita Stephen Eyowa, decano della Facoltà di Teologia dell’università di Hekima, "Il Sinodo è profondamente radicato nella cultura africana". È quindi fondamentale un tempestivo sviluppo della teologia africana, soprattutto in ambito accademico ed ecclesiastico, in relazione al Sinodo.
Far sentire la voce degli africani nella Chiesa
Questo libro è stato presentato con l'obiettivo di aiutare gli africani a far sentire la propria voce nella Chiesa globale, anziché affidarsi a schemi dottrinali imposti. Fornisce alla Chiesa in Africa risorse essenziali per la riflessione e la rivitalizzazione delle opportunità pastorali. Offre ai partner una piattaforma e una base per collaborare in un mondo pieno di sfide, e poiché il libro riflette il tema dell’"Ubuntu" in chiave africana, la sua presentazione ha ricordato l'importanza della collaborazione. Tra i vari partecipanti, è emerso con forza che "il Sinodo è un cammino da percorrere insieme, non un'opzione". "La teologia sinodale africana non è solo un nome, ma una visione", ha spiegato il preside dell’università di Hekima padre Marcel Uwineza SJ. Il Sinodo è caratterizzato dall'ascolto, dal discernimento e dalla fede: dunque non è una meta, ma un cammino. Ha inoltre affermato che "il futuro della Chiesa dipende dalle radici, e l'Africa è quelle radici". Il mondo ora guarda all'Africa nella prospettiva della sua evangelizzazione.
Il Sinodo richiede un cambiamento di pensiero
Da parte sua, il vescovo Rodrigo Mejía Saldarriaga SJ, cofondatore dell'Università di Hekima, ha dichiarato che il Sinodo deve essere vissuto realmente e richiede un cambiamento di pensiero, di atteggiamento e di azione. Ha espresso il suo rammarico per il fatto che si parli del Sinodo, ma non si intraprenda alcuna azione. Ha osservato che il percorso del Sinodo dovrebbe essere modificato per la formazione del sacerdote, l'intera struttura dovrebbe essere adattata al contesto del Sinodo e la Conferenza episcopale dovrebbe essere invitata a contribuire all'intera Chiesa.
L'apporto delle donne consacrate
Anche suor Veronica Rop, delle Suore dell'Assunzione di Eldoret, ha collaborato al volume presentato, raccontando l’apporto delle donne consacrate nella regione dell'Associazione delle conferenze episcopali dell'Africa Orientale. Alle religiose, ha affermato, dovrebbe essere data voce e uno spazio per mettere in pratica ciò che hanno imparato, e la nuova generazione di suore dovrebbe operare come missionaria nello spazio digitale. “Chiediamo - è stata quindi la sua richiesta - di essere valorizzate e di camminare con fiducia, senza le religiose, cosa saremmo in Africa?”.
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