L'esito di un attacco iraniano contro Doha, in Qatar L'esito di un attacco iraniano contro Doha, in Qatar

Il vescovo Berardi: diplomazia e preghiera per scongiurare una ‘voragine' di violenza

Il vicario apostolico dell’Arabia settentrionale parla della “potente parola del Papa” dopo l’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e delle chiese chiuse nei Paesi della Penisola arabica per il rischio missili. “Senza dialogo sarà violenza e morte”

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

“Aspettavamo una parola del Papa, una parola potente”, la parola di chi “conosce la nostra situazione e dunque capisce anche che questi problemi non possono essere risolti con la violenza, ma con il dialogo e con la diplomazia”. Il vescovo Aldo Berardi, vicario apostolico dell’Arabia settentrionale, con giurisdizione su 4 Paesi del Golfo Persico: Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, si fa portavoce dei sentimenti dei fedeli cattolici del vicariato, tre milioni in tutto, che nelle ultime ore sono stati invitati a restare dentro casa, al pari di tutti gli altri cittadini, e a vivere la loro domenica lontani dalle parrocchie rimaste chiuse “per ragioni di sicurezza – spiega  Berardi da Awali, dove ha sede il vicariato – non possiamo rischiare, i detriti dei missili potrebbero cadere sulle chiese. Abbiamo deciso di chiudere qualche giorno aspettando che ritorni un po’ più di tranquillità. Ecco perché la parola del Papa è potente, di saggezza e incoraggiamento”.

Il rischio ‘voragine irreparabile’

Già ieri, nel giorno di inizio dell’attacco congiunto israelo-americano sull’Iran, Berardi aveva inviato una lettera ai fedeli chiedendo di seguire le indicazioni delle autorità, esortando alla calma e alla massima prudenza e invitando alla preghiera., per scongiurare il rischio di cadere in quella “voragine irreparabile” temuta dal Papa e che “potrebbe inghiottire tutta la zona”. Se i Paesi del Golfo rispondono ai missili iraniani lanciati contro di loro, compresi i Paesi che ospitano installazioni militari americane, spiega Berardi, “sarebbe catastrofico, una guerra aperta e un momento terribile per tutti, qui siamo come in trappola, tutto è chiuso, a cominciare dagli aeroporti, nessuno potrebbe scappare a questa ‘voragine’ di violenza”. Solo il dialogo è l’unica via per scongiurare tale pericolo, “dialogo, diplomazia, reciproco rispetto. Ma se entriamo nella spirale di violenza di risposta contro risposta, allora non si finirà mai”, considerando la complessità della regione, a causa della sua geopolitica e delle influenze economiche.

Monsignor Aldo Berardi
Monsignor Aldo Berardi

Ascoltare la voce del Papa

Soltanto poco prima di parlare con i media vaticani, il cielo sopra il vicariato apostolico in Bahrein era stato attraversato da un missile iraniano poi caduto vicino alla Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, senza provocare danni a persone, ma scatenando un incendio in una casa. Per questo le chiese resteranno chiuse, per non far correre rischi alle persone, che però potranno unirsi in collegamento ideale ai loro sacerdoti che si riuniranno in preghiera, così come le suore nei loro conventi, tutti alla stessa ora, mentre il vescovo sarà in cattedrale, “per pregare per la pace, con la nostra Madonna d’Arabia e Regina della Pace, per la comunità cattolica e per tutte le popolazioni del Golfo e dei Paesi che stanno vivendo questa violenza. Abbiamo bisogno di preghiera e di solidarietà spirituale, la parola del Papa ci fa sentire uniti alla Chiesa universale, e noi tutti speriamo che venga ascoltata, che si possa davvero intraprendere la via del dialogo, perché senza questo sarà violenza e morte”.

 

 

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01 marzo 2026, 15:59