Don Giussani, un centro a Roma per conoscerne il pensiero attraverso gli studi
Marina Tomarro e Luca Collodi - Città del Vaticano
Un luogo fisico e una piattaforma digitale per promuovere lo studio del pensiero di don Luigi Giussani, un patrimonio per la Chiesa e per il mondo. Vuole essere questo il Centro Studi Luigi Giussani, inaugurato a Roma, in via Malpighi, dove già sorge il Centro internazionale, fortemente voluto dallo stesso fondatore di Comunione e Liberazione, in coincidenza del Giubileo del 2000. Sulla figura di don Giussani, scomparso 21 anni fa, è in corso il processo per la causa di beatificazione che per la fase diocesana si concluderà il prossimo 14 maggio, giorno dell'Ascensione. Nel pomeriggio, nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, l'arcivescovo Mario Delpini presiederà l'evento che segna il passaggio degli atti alla Santa Sede.
Una mente poliedrica
“Questo centro – spiega Giovanni Maddalena, ordinario di Filosofia teorica all'Università di Bologna e coordinatore del Centro studi – vuole far conoscere la figura di don Giussani al di fuori dei confini del suo movimento, farne oggetto di studio, perché lui aveva un pensiero definito sorgivo, in quanto toccava tante ambizioni: dalla teologia alla filosofia, ma anche l'arte, la letteratura, la sociologia, la musica, quindi tanti temi grazie ai quali è possibile capire meglio la sua figura”.
Ricerca e disseminazione
Le attività del Centro si articolano attorno a tre assi strategici. Prima di tutto la ricerca: il Centro promuoverà un convegno internazionale annuale, dedicato alla discussione di un aspetto specifico del pensiero di Giussani. Questo lavoro sarà sostenuto anche da borse di studio e premi per tesi di dottorato e di laurea magistrale. Poi, la “disseminazione” delle ricerche attraverso la pubblicazione di articoli scientifici, monografie e volumi. Infine, la bibliotec, “cuore” documentale del Centro, in cui saranno rese consultabili le opere complete di Giussani, i testi e i materiali audiovisivi relativi agli anni della sua formazione e a quelli della sua attività di insegnamento e predicazione. "Don Giussani aveva origini umili - continua Maddalena - e quindi per tanti anni ha studiato nelle biblioteche. Noi stiamo cercando di recuperare i libri su cui ha studiato, in modo da presentare a tutti anche i materiali su cui faceva i suoi approfondimenti. Inoltre, abbiamo creato un sito del Centro, dove gli utenti possono trovare una biblioteca digitale, con strumenti di ricerca molto avanzati"
Il senso religioso di don Giussani
Il Centro potrà avvalersi anche di un Comitato scientifico che avrà funzioni di orientamento e supervisione, presieduto dal cardinale Péter Erdö, arcivescovo metropolita di Esztergom-Budapest e primate d'Ungheria, coordinato dallo stesso professore Maddalena e composto dalla filosofa Angela Ales Bello, dall'arcivescovo Giuseppe Baturi, dalla storica Maria Bocci, dal filosofo Rémi Brague, dal direttore del Centro internazionale di CL Andrea D'Auria, dal cardinale Kevin Joseph Farrell, dall'ex rettore dell'Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, dal teologo Javier Prades, dal cardinale Angelo Scola, dal matematico Fernando Zalamea e dall'economista Stefano Zamagni. "Uno dei pensieri principali di don Giussani, con cui ha affascinato tanti giovani - conclude Maddalena - è quel senso religioso inteso come la sete di felicità, di giustizia, di verità, e di bellezza, che ognuno di noi porta in se, e che trova nella fede il suo compimento. Don Giussani non si poneva solo delle domande, ma voleva che questi dubbi portassero al confronto con il mistero di Dio, e questo era uno dei suoi grandi punti, insieme all'altro caposaldo, che era la ragionevolezza della fede"
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