Gerusalemme, Faltas: frammenti di un missile sulla scuola elementare
Vatican News
Anche la Città Vecchia di Gerusalemme è stata raggiunta dalla violenza che nelle ultime settimane sta colpendo il Medio Oriente. Frammenti di un missile intercettato sono caduti sulla scuola elementare della Custodia di Terra Santa, situata nei pressi della Porta di Jaffa. L’edificio era vuoto e non si registrano feriti, ma l’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti e la comunità francescana.
La paura per ciò che sarebbe potuto accadere
A raccontare l’accaduto è padre Ibrahim Faltas, responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, che sottolinea la gravità della situazione: “Anche la Città Vecchia di Gerusalemme è stata ferita dalla violenza che sta stringendo in una morsa tutto il Medio Oriente”. Secondo il frate, i frammenti caduti rappresentano un serio pericolo: “Sono pezzi di metallo pesante che arrivano a forte velocità e che possono uccidere e distruggere”. Fortunatamente la scuola non era in attività: “La scuola era vuota, non c’è scuola dal 28 febbraio. Non abbiamo avuto molti danni e, grazie a Dio, non c’erano bambini, insegnanti e personale presenti nella scuola. Sarebbe stata una tragedia nel disastro che stiamo vivendo”.
Mancano i rifugi per sfuggire alle bombe
Padre Faltas evidenzia anche un problema strutturale della Città Vecchia: “Chi abita la Città Vecchia di Gerusalemme non ha la possibilità di avere un rifugio in cui ripararsi, non esistono rifugi, non c’è la possibilità di costruirne o di ricavare posti sicuri per proteggersi”. Un altro episodio si è verificato al Campo dei Pastori di Beit Sahour, dove un rottame di missile è caduto vicino alla Cappella Palestinese. “Non ha colpito persone e non ha fatto danni – racconta il religioso – ma le dimensioni sono tali che spaventano al solo pensiero di cosa sarebbe potuto succedere”.
La disperazione di un’umanità distrutta
Nel suo commento, il francescano denuncia anche il dramma umano del conflitto: “Missili e droni sono le mani e le braccia di chi non vuole vedere la disperazione negli occhi di una umanità distrutta, di chi non tocca i corpi innocenti senza vita e senza colpa, di chi non sente il grido di dolore silenzioso dei bambini”. La notte scorsa, spiega ancora Faltas, circa 200 missili provenienti dal Libano hanno colpito il nord di Israele, soprattutto nelle zone di confine. “La situazione è terribile, la gente ha paura. La guerra sta diffondendo morte e sofferenza al popolo libanese, in fuga da città distrutte, senza riparo dal freddo, senza cibo e senza cure”.
I luoghi Santi sono chiusi
Nel frattempo Gerusalemme vive giorni di forte tensione e restrizioni. “Gerusalemme è chiusa, chi non risiede nella Città Vecchia non può entrare dalle porte che la circondano. Da due settimane la città santa non può accogliere la preghiera dei fedeli delle tre religioni monoteiste”, afferma il frate. Le limitazioni colpiscono anche i riti religiosi: “Neanche domani, venerdì, noi francescani potremo percorrere la Via Dolorosa per la Via Crucis. Il Santo Sepolcro e il Cenacolo resteranno chiusi, come la Spianata delle Moschee per l’ultimo venerdì di Ramadan. Rimarrà chiuso anche il Muro del Pianto nel giorno che precede lo Shabbat”.
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