Suor Veronica Donatello insieme a Bebe Vio e Dino Angelaccio durante il Giubileo delle persone con disabilità Suor Veronica Donatello insieme a Bebe Vio e Dino Angelaccio durante il Giubileo delle persone con disabilità

Convegno CEI sulla disabilità, suor Donatello: costruiamo una comunità fraterna

Al via a Bergamo il 19 marzo, il meeting sul tema “Noi, comunità e progetto di vita”. Tre giorni di lavori che coinvolgono oltre 60 relatori tra operatori pastorali, docenti, teologi, studenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e di associazioni, famiglie e persone con disabilità provenienti da tutta Italia. Al centro, temi come corresponsabilità, accessibilità, scuola, lavoro, sport, cultura

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Più che inclusione, comunità, più che assistenzialismo, valorizzazione. Più che sostegno in vari ambiti della vita, un vero e proprio progetto di vita. Il meeting di Bergamo, organizzato dal Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della CEI, giunto alla sua quinta edizione, inizia il 19 marzo a Sotto il Monte, nei luoghi che furono di San Giovanni XXIII e unisce rappresentanti della Chiesa, della società civile, delle istituzioni sotto un'unica bandiera, quella del “Noi”. Non in contrapposizione a loro o al voi, ma tutti, come un’unica famiglia che cammina insieme e di cui insieme siamo responsabili.  "La parola noi ci fu donata da Papa Francesco, al paragrafo 35 della Fratelli tutti quando diceva al mondo piagato dalla pandemia di Covid-19: ‘Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più gli altri, ma solo un noi…' [Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca con tutti i volti, tutte le mani e tutte le voci, al di là delle frontiere che abbiamo creato]. Dice ai media vaticani suor Veronica Donatello direttrice dell’Ufficio CEI per la pastorale delle persone con disabilità. “Quindi il nostro obiettivo - prosegue - è fare rete, creare una cultura, una mentalità e soprattutto uno stile e una postura che abbiano il senso del noi. Quando tu appartieni alla comunità, non è solo perché risiedi in un luogo e condividi quel luogo ma è perché ne fai parte, lo abiti come persona e vieni riconosciuto in quanto persona, a prescindere dai limiti o dalle disabilità acquisite oppure congenite. Inoltre vogliamo ribadire che ogni persona con disabilità può essere artefice del proprio presente e del proprio futuro”. 

Ascolta l'intervista a suor Veronica Donatello Ufficio CEI per la disabilità

Esperienze condivise con altre fedi

Sessantanove storie di inclusione, progettualità e riscatto saranno raccontate in questi tre giorni di incontro che vedono allo stesso tavolo le diocesi, le realtà associative, il mondo dello sport, gruppi, movimenti, giornalisti, avvocati, docenti, studenti e istituzioni per parlare, in modo trasversale a ogni fascia di età, di come imparare a progettare la vita insieme. Dopo la visita ai luoghi di Papa Giovanni XXIII “uomo coraggioso, uomo di pace e di speranza e grande visionario”, per lasciarsi ispirare dalla sua figura, il convegno si apre con un momento di spiritualità a cui partecipano testimoni di altre religioni e l’Ufficio CEI per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, poi l’intervento del cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri. “Il tema dell'inclusione - conferma suor Donatello - è un tema che è nell'agenda di tutte le religioni, un tema che si vive sul piano dell'ecumenismo, come la pace, come la cura per il creato e che vede un impegno comune ma questa è la prima volta che noi viviamo un confronto anche con rappresentanti di altre fedi per aiutarci a cambiare punto di vista, percezione, incontrare l'altro e gli altri, senza paura e senza barriere. Pensiamo che l’apporto dell’ecumenismo sia fondamentale per capire la disabilità”. Oltre al cardinale Vesco c’è anche il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, il monaco di Bose Luciano Manicardi, il vescovo di Brescia, monsignor Tremolada e il cardinale Tagle pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Nuove vie di evangelizzazione

“Ormai l’Italia - spiega suor Donatello - ha tanti volti ed è necessario pensare la sfida dell'evangelizzazione non per le persone con disabilità, ma con loro.  Ci sono tante famiglie che hanno a che fare con anziani o bambini disabili e che nei nostri contesti potrebbero essere luogo di grande testimonianza ed evangelizzazione. La cosa bella del convegno è che avremo più di 53 persone con disabilità presenti e moltissimi di loro sono attivi in ambito civile, religioso, politico. Ognuno ha un talento, ognuno ha un dono che può contribuire a costruire comunità. Però solo se guardiamo loro in un'ottica di progettualità e non solamente del prendersi cura, del mangiare, del bere, del dormire, dell’iniziazione cristiana, si può generare questo processo del ‘noi’, di appartenenza. Con nuove vie di evangelizzazione i nostri contesti di vita potrebbero veramente essere quella profezia di fraternità di cui c'è sete, c'è bisogno, tutti, nessuno escluso!”.

Sport, culla di fraternità e inclusione

Ai giovani che stanno facendo tesi di dottorato di ricerca in ambito laico o cattolico sulla disabilità, il compito di aiutare gli adulti a progettare un futuro umanamente e socialmente sostenibile, ricordando che non esiste progetto di vita che non metta al centro la dignità della persona, dall’infanzia fino all’età adulta. Una grande lezione di possibilità e inclusione arriva dallo Sport a cui è dedicato tutto il pomeriggio del 20 marzo con atleti paralimpici, dirigenti e sportivi di Athletica Vaticana: “Lo sport è la culla privilegiata per la cultura dell’amicizia e dell’incontro. Crea benessere psicologico, fisico, emotivo, relazionale e soprattutto crea comunità - afferma la religiosa -. Penso a una parrocchia dove gli anziani disabili con altri anziani non disabili si incontrano e vivono insieme un momento di sport. Quanto questo crea la bellezza del conoscersi nei propri contesti sociali e uscire dall’anonimato. Molte realtà presenti racconteranno di come nei loro contesti ordinari sia importante avere un campo sportivo, un parco giochi, un luogo di incontro. Siamo andati quest'estate a Ravenna e i giochi del parco erano pensati per tutti. La bambina in sedia a rotelle giocava con l'altra bambina senza carrozzina, questo abbatte le barriere, molto più di tanti proclami, quindi abbiamo bisogno anche delle risorse dei comuni, delle regioni, dello Stato per realizzare questo incontro concreto, vogliamo offrire un modello replicabile, alcune diocesi come quella di Bergamo hanno già siglato accordi con Confcooperative per pensare a strategie di inserimento di ragazzi fragili nel mondo del lavoro. Ma questo va fatto anche nel mondo dell’arte, della cultura, persino della liturgia: pensare a musei senza barriere architettoniche, pensare a luoghi dove si possa vivere l’esperienza del noi”.

Nuove disabilità

Il convegno di Bergamo guarda anche ai conflitti attuali e alle nuove disabilità provocate dalle guerre o dal fenomeno migratorio. “Ormai iniziamo ad avere gli invalidi di guerra, un’espressione che non sentivamo dalla Seconda Guerra mondiale, persone che vivono con i redditi di guerra. È stato presentato un rapporto mesi fa che mostra come anche qui in Italia iniziano a esserci disabilità acquisite non solo per infortuni sul lavoro, incidenti o altro, ma anche dalla guerra. Abbiamo accolto vittime di droni, bambini mutilati, adulti diventati ciechi a seguito di un’esplosione… Quindi sicuramente ci è dato di occuparci del trauma fisico, psicologico, del trauma a livello di famiglia, ma dobbiamo anche pensare a chi rimane lì, perché poi spesso chi resta nei contesti di guerra sono i fragili, gli ultimi, sono coloro che non riescono a scappare o che comunque in una fuga sono considerati un peso. Non possiamo e non dobbiamo anche in questo caso dare solo risposte emergenziali o di cura fisica, ma è necessario accompagnare ad un progetto di vita futuro.  Abbiamo dei colleghi che vengono dall'estero, proprio perché siamo chiamati insieme a provare a dare anche delle risposte”. Il convegno si concluderà sabato 21 marzo con l'interveto del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e la presentazione del Piano triennale di azione sulle persone con disabilità. 

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18 marzo 2026, 08:00