“Chiamati due volte”, a Parigi la mostra sui martiri d’Algeria

Un’esposizione ideata da Libreria Editrice Vaticana e Fondazione Oasis ripercorre la vicenda dei diciannove religiosi e religiose uccisi durante il Decennio nero algerino. Ventidue pannelli e due video presentati nella capitale francese ricostruiscono la loro presenza accanto alla popolazione e rilanciano la memoria di una testimonianza condivisa con il popolo algerino

Lorenzo Fazzini - Parigi 

Affollata presentazione, il 10 marzo scorso, al Collège des Bernardis, nel cuore di Parigi, della mostra Chiamati due volte. I martiri d’Algeria, ideata e curata da Libreria Editrice Vaticana e da Fondazione Oasis sulla vicenda dei 19 testimoni della fede uccisi nel Paese africano tra il 1994 e il 1996. La mostra, organizzata in venti pannelli e due video, resterà aperta tutta la settimana nel centro culturale della Chiesa parigina, inaugurato da Papa Benedetto XVI nel 2008 quando tenne un celebre discorso sul rapporto tra ricerca di Dio e cultura.

Il Decennio nero e il rapimento dei monaci di Tibhirine

E proprio della ricerca di Dio tra il popolo algerino sono stati esempio i 19 martiri, solidali con la gente durante gli anni bui del Decennio nero che nel Paese nordafricano causò oltre 150mila vittime, tra cui cento imam, intellettuali e giornalisti che si opponevano alla violenza. In questi giorni si avvicina il trentesimo anniversario del rapimento dei 7 monaci di Tibhirine, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, poi uccisi il 30 maggio dello stesso anno.
E per ricordare questo anniversario la mostra, che ha debuttato l’agosto scorso al Meeting per l’amicizia tra in popoli a Rimini, è in questi giorni esposta anche a Roma e Milano; nei prossimi giorni arriverà anche a Lourdes durante l’Assemblea generale dei vescovi francesi, quindi farà tappa a Oxford, Genova, Torino.

Il cardinale Jean-Marc Noël Aveline durante l'inaugurazione della mostra parigina.
Il cardinale Jean-Marc Noël Aveline durante l'inaugurazione della mostra parigina.

La lettura ecclesiale del cardinale Aveline

Il cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale di Francia, che fortemente ha voluto la mostra per il pubblico francese, spiega la portata di questo contributo alla memoria dei 19 martiri: "La piccola Chiesa d’Algeria, che era ed è ancora oggi molto oggi fragile e precaria, ha mostrato in quegli anni, come racconta la mostra Chiamati due volte, che la fedeltà a Cristo è la prossimità alle persone che ci sono date come compagni di strada di oggi. E per questo motivo quei religiosi e religiose sono rimasti vicino al popolo algerino fino a dare la vita".

Le voci presenti all’inaugurazione


All’inaugurazione della mostra sono intervenuti, tra gli altri, l’arcivescovo della capitale transalpina mons. Laurent Ulrich, il presidente dello Ior e del Collège des Bernardins Jean-Baptiste de Franssu, l’Osservatore della Santa Sede presso l’Unesco monsignor Roberto Campisi, il vescovo emerito di Laghouat-Ghardaïa monsignor Claude Rault. È intervenuto anche Martino Borrello, presidente di Forum Paris, l’associazione che ha organizzato la mostra ai Bernardins insieme al gruppo Editoriale Bayard, che proprio nella primavera del 1996 pubblicò per primo il celebre testamento di Christian de Chergè, testo di grandissimo valore spirituale che nell’allestimento parigino viene letto da una voce d’eccezione, lo scrittore Eric-Emmanuel Schmitt.

Un momento dell'inaugurazione della mostra "Chiamati due volte. I martiri d’Algeria"
Un momento dell'inaugurazione della mostra "Chiamati due volte. I martiri d’Algeria"

Un incontro che tocca il cuore

Spiega François Morinière, presidente del Gruppo Bayard: "Siamo molto felici di questa mostra ora esposta al Collège de Bernardins. È grazie all’incontro con la Libreria Editrice Vaticana che ne siamo venuti a conoscenza e si tratta di un progetto su una vicenda, quella dei martiri d’Algeria, che ha toccato il cuore per la Chiesa di Francia e tanti cattolici come me".

La presenza dei familiari dei martiri

Presenti all’evento anche una folta rappresentanza dei familiari dei 19 martiri d’Algeria, meta di un prossimo viaggio apostolico di Papa Leone XIV, commossi ed emozionati ancora una volta nel ripercorrere la memoria dei loro congiunti, beatificati ad Orano l’8 dicembre 2008 per il dono gratuito della loro vita come segno di fedeltà a Dio e ai fratelli. Bruno de Chergè, nipote di frère Christian, priore del monastero di Tibhirine, afferma: "Questa mostra fa un po’, a modo suo, quello che ha realizzato il film Uomini di Dio: racconta al mondo il messaggio dei monaci di Tibhirine. Quei religiosi trappisti avrebbero dovuto rimanere nascosti e praticamente sconosciuti al mondo. E invece la loro tragica morte ne ha rivelato a tutto il mondo la loro esistenza. Questa dà testimonianza… della loro testimonianza, delle loro vite donate e offerte a Cristo, alla Chiesa e all’Algeria".

La memoria che continua

La mostra Chiamati due volte tornerà ad essere esposta al Forum Paris dall’8 al 10 maggio prossimo, proprio in occasione della festa liturgia dei martiri d’Algeria (8 maggio).

 

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11 marzo 2026, 12:26