Venezia, un nuovo organo per la Basilica di San Marco
Alvise Sperandio - Venezia
A Venezia la Basilica di San Marco avrà un nuovo organo: finanziato con 3 milioni di euro dalla Procuratoria, l’obbiettivo è inaugurarlo entro la fine del 2028, per l’importante anniversario legato all’arrivo delle spoglie dell’evangelista. L’annuncio è stato dato questa mattina, martedì 10 febbraio, dal primo procuratore di San Marco, Bruno Barel, presente il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, le autorità cittadine e le imprese che hanno ricevuto l’incarico di realizzare l’opera. Il progetto prevede un duplice strumento: il nuovo organo e l’organo Callido del 1766 ricostruito, utilizzando le parti del canneto superstite.
Un organo in quattro parti
La Basilica di San Marco è uno dei luoghi più belli al mondo. Il nuovo organo dovrà soddisfare più necessità: un accompagnamento musicale degno della liturgia; la possibilità di tornare a eseguire a due strumenti il grande repertorio marciano; la consegna di un nuovo assetto per il futuro capace di suonare il repertorio tipico di una cattedrale. È prevista la costruzione di un nuovo organo diviso in quattro parti: nel presbiterio l’organo principale sulla cantoria in Cornu Evangelii e una sezione solistica nella cantoria in Cornu Epistolae, più due sezioni collocate nei due bracci del transetto, in maniera tale da valorizzare al massimo l’esperienza acustica dello straordinario luogo sotto le volte e tra le pareti abbellite dai mosaici. Così, infatti, sarà garantita una raffinata spazializzazione del suono con registri dotati di caratteristiche timbriche e dinamiche differenti in ogni angolo e in dialogo tra i diversi corpi d’organo, rispettando il delicatissimo ambiente musivo secondo il percorso condiviso con la Soprintendenza. Una soluzione che riprende, in chiave contemporanea, l’intuizione dei grandi compositori veneziani del passato.
Il patriarca Moraglia: “Il suono aggiunge splendore alle cerimonie”
“Per noi la Basilica è soprattutto questo, il luogo dove la comunità cristiana si incontra e compie l’atto più alto, quello di lodare Dio – ha dichiarato monsignor Moraglia – Il canto appartiene da sempre alla comunicazione umana e nella comunità cristiana il canto sacro è il canto liturgico. L’organo a canne, in questo senso, deve essere tenuto in grande onore come re degli strumenti musicali per la musica liturgica”. Il patriarca ha aggiunto: “La Basilica, che è conosciuta nel mondo come luogo d’arte per i suoi mosaici e i suoi preziosi tesori, è soprattutto il luogo dove la comunità cristiana si incontra e prega. Quindi la musica sacra è finalizzata, per il cristiano e la comunità cristiana, a dare gloria a Dio e la musica è tanto più santa quanto più strettamente si sa unire ed esprime il mistero contenuto nella liturgia”.
Il procuratore Barel: “Intervento di grande rilievo culturale”
Il progetto fonico è del maestro Alvise Mason, organista titolare, con la collaborazione di una Commissione internazionale di alto profilo composta da: Winfried Bonig, organista titolare di Colonia; Jean Baptiste Monnot, organista titolare della cattedrale di Sain-Ouen a Rouen; Martin Baker, già organista titolare di Westminster Abbey e master of music alla Westminster Cathedral; Michele Vannelli, maestro di cappella della basilica di San Petronio a Bologna, esempio emblematico di conservazione di due antichi organi e prassi a cori battenti. “È un intervento di grande rilievo culturale, musicale e liturgico, concepito nel rispetto della storia secolare della Basilica e delle sue peculiari e complesse esigenze liturgiche. ll progetto segna anche un momento di eccezionale importanza nel panorama musicale ed artistico italiano e internazionale”, ha detto Barel aprendo l’incontro nell’auditorium di Sant’Apollonia. Le aziende incaricate sono tra le migliori al mondo del settore, con un’esperienza vastissima di diverse generazioni alle spalle: la Johannes Klais Orgelbau di Bonn e la Francesco Zanin Organi di Codroipo (Udine), la bottega organaria più antica in Italia, con cui è stato firmato ufficialmente il contratto. “La musica sacra è patrimonio di San Marco da secoli e la Procuratoria intende consolidare questa tradizione anche per l’avvenire. Un nuovo organo è ponte tra passato e futuro, è voce della Basilica e messaggio di fede cristiana”, ha spiegato il primo procuratore mentre il maestro Mason ha sottolineato: “Il nostro intento è consegnare e restituire ai fedeli e alla Basilica un suono che valorizzi il patrimonio musicale marciano e lo proietti in una nuova stagione. Uno strumento di evangelizzazione, bellezza e coinvolgimento spirituale". “Un organo nuovo in una città antica, capace di dialogare ogni giorno col proprio passato e di aprirsi con responsabilità e bellezza al futuro”, ha concluso Barel annunciando anche il via al progetto per il rifacimento dell’intero impianto di illuminazione della basilica.
Prenotazione obbligatoria a San Marco: il nuovo biglietto marciano
Nel frattempo, la Procuratoria di San Marco ha reso noti i dati sui visitatori della Basilica e del Campanile nel 2025, anno di svolta per l’introduzione dell’obbligo di prenotazione e biglietto on-line, che ha avuto il benefico effetto di cancellare le code. Il numero dei visitatori si è ridotto, rispetto al 2024, da 3.416.943 a 2.955.414. Il calo si spiega sia con la chiusura del Campanile per due mesi, fra gennaio e febbraio, per interventi urgenti di manutenzione straordinaria e sostituzione dell’argano di sollevamento dell’ascensore, con perdita di circa 100 mila accessi; sia con la voluta e programmata limitazione dell’afflusso eccessivo di visitatori alla Basilica nelle ore di punta. Il calo dei visitatori non ha influito sugli incassi, che sono rimasti stabili a oltre venti milioni di euro.
La riapertura di 40 chiese del centro storico
L’aumento del prezzo dei biglietti d’ingresso, oltre ad avere assicurato la stabilità del bilancio, ha consentito di ottenere risorse che sono state immediatamente investite e restituite alla Comunità per realizzare due obiettivi prioritari: l’istituzione del “biglietto marciano”, che consente ora ai visitatori della Basilica di accedere gratuitamente anche ad altre 40 chiese del centro storico di Venezia, molte delle quali riaperte dopo tanti anni di chiusura, grazie ad un accordo di collaborazione con la diocesi e gli altri enti competenti; l’aumento notevolissimo delle persone che accedono alla Basilica e al Campanile gratuitamente o con sconti rilevanti. La Procuratoria di San Marco, infine, ha deliberato un urgente intervento strutturale di messa in sicurezza di alcune colonne del Portale Maggiore della Basilica; e la trasformazione di alcuni spazi residenziali nel complesso di Santa Apollonia in foresteria, per dare ospitalità ad alcuni dei propri collaboratori residenti a grande distanza dalla città. Ha, infine, concesso gratuitamente l’uso del Campanile all’Amministrazione comunale di Venezia per l’installazione di sirene di allarme, così come l’aveva in precedenza concesso al Provveditorato alle Opere Pubbliche per la collocazione del quadro elettrico di alimentazione delle pompe idrauliche di sollevamento dell’acqua da Piazza San Marco.
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