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La Sacra Icona della Madonna del Silenzio (particolare), Avezzano (L'Aquila). La Sacra Icona della Madonna del Silenzio (particolare), Avezzano (L'Aquila).

Un libro racconta la devozione che nasce dal silenzio

Una pagina poco conosciuta della devozione mariana racconta l’esperienza spirituale delle persone sorde. Il volume di padre Vincenzo Di Blasio, 'Santuari mariani e miracoli nella storia dei sordi e dei muti', raccoglie tradizioni e testimonianze legate ai santuari e restituisce la memoria di una fede vissuta nel silenzio, affidata alla pietà popolare

Maria Milvia Morciano – Città del Vaticano

C’è una geografia della fede che attraversa l’Italia e il mondo seguendo un filo discreto, spesso poco raccontato. È quella che lega i santuari mariani alla storia delle persone sorde. Il volume Santuari mariani e miracoli nella storia dei sordi e dei muti di padre Vincenzo Di Blasio, sacerdote della Piccola Missione per i Sordi e studioso della pastorale delle persone con disabilità uditiva, pubblicato dal Pio Istituto dei Sordi, raccoglie questa memoria disseminata di tradizioni locali, racconti devozionali e testimonianze spirituali, riportando alla luce un patrimonio radicato nella pietà popolare ma raramente esplorato.
Il libro si inserisce nella tradizione ecclesiale che riconosce nei santuari spazi privilegiati di preghiera e affidamento, dove la fede si trasmette con linguaggi semplici e diretti, capaci di raggiungere anche chi ha vissuto esperienze di isolamento.

La copertina del libro edita dal Pio Istituto dei Sordi.
La copertina del libro edita dal Pio Istituto dei Sordi.

Dove la fede si traduce in gesti

Nel corso dei secoli, i santuari mariani sono stati molto più che centri di culto. Sono diventati punti di incontro, luoghi in cui la preghiera prende corpo attraverso immagini, voti, pellegrinaggi e ritualità condivise. Il Giubileo appena concluso ha riportato l’attenzione proprio su questo cammino fatto di passi concreti e soste di preghiera e conversione. La raccolta di padre Di Blasio mostra come, in molti casi, questi luoghi abbiano offerto anche alle persone con disabilità uditiva uno spazio di partecipazione religiosa, affidato alla forza comunicativa delle immagini sacre e alla gestualità della preghiera.

La chiesa di Santa Maria della Rosa, Lucca.
La chiesa di Santa Maria della Rosa, Lucca.

Racconti che nascono nei territori

Molte vicende narrate nel volume nascono nella vita quotidiana di piccoli centri e campagne. A Garbagna, in Piemonte, la tradizione lega il santuario della Madonna del Lago al racconto di un’apparizione mariana a una giovane muta dalla nascita. Dopo l’incontro con la Vergine, la ragazza avrebbe riacquistato la parola invitando la popolazione alla riconciliazione. Attorno a quel racconto si sviluppò una devozione che continua a vivere nel santuario. Nel biellese, a Crevacuore, la memoria locale conserva la storia della Madonna della Fontana. Qui una giovane sordomuta, andata a una sorgente ritenuta salutare, avrebbe incontrato la Vergine recuperando udito e parola. La costruzione della cappella e, successivamente, del santuario testimonia come il racconto si sia trasformato nel tempo in punto stabile di pellegrinaggio.

Santuario Madonna del Lago, Garbagna
Santuario Madonna del Lago, Garbagna

La vicenda di Cussanio

Tra le storie più articolate emerge quella del santuario della Madre della Divina Provvidenza di Cussanio, nei pressi di Fossano. La tradizione collega la nascita del santuario alla vicenda di Bartolomeo Coppa, giovane sordomuto che avrebbe ricevuto la parola dopo un’apparizione mariana. Il racconto non si limita alla guarigione personale. Bartolomeo diventa testimone e portatore di un invito alla conversione rivolto alla comunità. La memoria popolare collega a questa vicenda anche eventi drammatici, come una successiva epidemia interpretata come conseguenza del mancato ascolto di quell’appello. La fragilità individuale si manifesta in voce che interpella l’intero popolo.

Fossano - Santuario della Madonna della Divina Provvidenza di Cussanio.
Fossano - Santuario della Madonna della Divina Provvidenza di Cussanio.

Il silenzio come forma di devozione

Un riferimento significativo è anche quello di Avezzano, in provincia dell’Aquila, dove la devozione alla Madonna del Silenzio si è affermata in epoca contemporanea. Qui l’immagine mariana non è legata a un evento miracoloso fondativo, ma a una spiritualità del raccoglimento e dell’ascolto, che invita a una preghiera interiorizzata e non pronunciata. Una devozione che, proprio per questo, ha trovato risonanza anche nell’esperienza spirituale delle persone sorde, per le quali il silenzio non è assenza, ma spazio di relazione e di affidamento.

Il valore dell’ascolto

Molte narrazioni raccolte nel volume richiamano il gesto evangelico dell’Effatà, con cui Cristo restituisce all’uomo la possibilità di comunicare. La guarigione dell’udito e della parola viene letta come segno di una relazione ritrovata tra la persona e Dio. In diversi racconti il recupero della parola coincide con l’inizio di un compito. Chi riceve il dono diventa narratore, annunciatore, custode della memoria dell’evento. Il passaggio dal silenzio alla parola rivela un valore spirituale che coinvolge l’intera comunità.

Saburo Wakasa, statua lignea della Nostra Signora di Akita, in Giappone
Saburo Wakasa, statua lignea della Nostra Signora di Akita, in Giappone

Una devozione domestica e resistente

Il repertorio dei santuari attraversa tutta la penisola e si estende anche a grandi centri di pellegrinaggio internazionale. Anche a migliaia di chilometri di distanza ritornano gli stessi gesti: una candela accesa, un ex voto, una preghiera sussurrata, il Rosario recitato davanti a un’immagine mariana. Una religiosità spesso trasmessa per tradizione familiare, che continua a sostenere la vita spirituale di molte comunità cristiane. Papa Francesco ha ricordato come “la pietà popolare sia una vera espressione dell’azione missionaria spontanea del Popolo di Dio” (Evangelii gaudium, 124).

Una memoria che chiede attenzione

La raccolta di padre Di Blasio, guarda anche al presente. La storia dei santuari legata alle persone sorde richiama la comunità ecclesiale alla responsabilità di rendere accessibili luoghi e linguaggi della fede. Il volume custodisce una memoria fragile, fatta di silenzi, attese e preghiere ostinate. Una memoria che continua a riaffiorare nei santuari, ogni volta che un pellegrino affida alla Vergine la propria fatica e la propria speranza.
 

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11 febbraio 2026, 12:00