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Torna il 9 marzo a Roma la II edizione del vertice che unisce cristiani, musulmani ed ebrei Torna il 9 marzo a Roma la II edizione del vertice che unisce cristiani, musulmani ed ebrei

Dialogo interreligioso, torna il "Tavolo del Ramadan" per un patto di pace globale

Il 9 marzo a Roma la II edizione del vertice che unisce cristiani, musulmani ed ebrei in un momento cruciale per gli equilibri mondiali. Prevista la partecipazione del segretario di Stato cardinale Pietro Parolin e del Gran Mufti del Caucaso Allahshukur Pashazade

Vatican News 

"La pace non è un'astrazione, ma un esercizio quotidiano di ascolto che trova nella convivialità la sua espressione più autentica e rivoluzionaria" è il messaggio che intende lanciare la seconda edizione de “Il Tavolo del Ramadan – Iftar”, un'iniziativa che riunisce cristiani, musulmani e ebrei. L'evento si svolgerà lunedì 9 marzo 2026, alle ore 19:30, presso l’Hotel St. Regis a Roma, per continuare a coltivare il dialogo, in un’epoca segnata da profonde ferite geopolitiche, crisi umanitarie e venti di guerra. "L'iniziativa - si legge in un comunicato diffuso dagli organizzatori oggi, giovedì 19 febbraio - cade in un momento di straordinaria coincidenza simbolica: il mese di marzo 2026 vede infatti intrecciarsi i tempi sacri delle tre grandi religioni monoteiste, il Ramadan islamico, l’Annunciazione cristiana e il Purim ebraico". 

Un messaggio di riconciliazione

L'evento - promosso dalle Ambasciate della Repubblica dell’Azerbaigian e del Regno del Marocco presso la Santa Sede con l’organizzazione della Media International Communication Club (Micc) - punta a costruire ponti diretti tra i cittadini e le istituzioni. "L’Azerbaigian e il Marocco, nazioni storicamente votate al dialogo interculturale, si fanno promotori di questa edizione, con un messaggio di riconciliazione che parte dal Mediterraneo per raggiungere l’intero scacchiere internazionale", si afferma nel comunicato. "Non si tratta di una semplice commemorazione, ma di una risposta politica e sociale alla necessità di una corretta governance della convivenza civile tra comunità diverse", si osserva ancora nella nota.

Torna l'appuntamento con il 'Tavolo del Ramadan - Iftar'
Torna l'appuntamento con il 'Tavolo del Ramadan - Iftar'

Un laboratorio di diplomazia attiva

 All'evento è prevista la partecipazione di figure chiave della scena religiosa e culturale mondiale: il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, e il Gran Mufti del Caucaso, Sheikh Allahshukur Pashazade. La loro presenza, accanto a numerose rappresentanze diplomatiche accreditate presso l’Italia e la Santa Sede, trasformerà la rottura del digiuno in un laboratorio di "diplomazia attiva". Il "Tavolo" vuole, infatti, recuperare il valore antico del cibo come dono divino e strumento di mediazione.  Il digiuno del Ramadan, uno dei pilastri della fede musulmana diventa, qui, un paradigma di riflessione comune: un esercizio di disciplina che pone il credente di fronte alle proprie fragilità, invitandolo alla riconciliazione. "La condivisione della mensa - si spiega nel comunicato - cessa di essere una formalità gerarchica per diventare convivialità: un atto di slancio altruistico volto a generare impatti positivi sulla cittadinanza globale".

Italia cerniera del Mediterraneo

La finalità del "Tavolo" è anche riaffermare "la missione geostrategica dell’Italia come cerniera tra le sponde del Mediterraneo", per capire, dialogare e unire entità diverse. "Promuovere un'integrazione reale delle diverse comunità garantendo pieni diritti nel rispetto delle legislazioni nazionali", è l'obiettivo dichiarato degli organizzatori, secondo quanto affermato dal segretario generale della Micc, Nizar Ramadan. L'intento è anche quello di favorire lo scambio di "doni intellettuali" — libri, opere d'arte, progetti umanitari — come basi per una pace solida e un’unione duratura. 

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19 febbraio 2026, 12:22