Al Quarticciolo una parrocchia nata nel dopoguerra

Nel quadrante est di Roma, la chiesa dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo sorge negli anni della ricostruzione, mentre l’insediamento si consolida come area popolare pianificata. La posizione dell’edificio e il suo linguaggio architettonico raccontano la formazione di una comunità nata insieme al quartiere. Domenica primo marzo sarà la terza parrocchia visitata da Papa Leone XIV nel suo itinerario nelle periferie romane

Maria Milvia Morciano – Città del Vaticano

La chiesa dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo si affaccia su Largo Mola di Bari, in posizione laterale rispetto al nucleo più antico del Quarticciolo, e a breve distanza dalla via Prenestina, uno dei grandi assi di collegamento della periferia orientale di Roma. L’edificio si inserisce in un contesto residenziale compatto, fatto di percorsi quotidiani, slarghi, spazi di attraversamento. Per questo la sua presenza funziona più come riferimento di prossimità che come segnale monumentale. Domenica primo marzo Papa Leone XIV visiterà questa parrocchia, terza tappa del suo itinerario nelle comunità della periferia della città di cui è Vescovo.

Particolare della facciata della chiesa dell'Ascensione al Quarticciolo.
Particolare della facciata della chiesa dell'Ascensione al Quarticciolo.

Una facciata lineare

La facciata si presenta con un impianto lineare e sostanzialmente piano. In basso si aprono tre ingressi principali compresi tra due coppie di paraste in travertino; sopra corre una fascia orizzontale con l’iscrizione “Ascensione di N.S.G.C.” e, più in alto, si imposta il timpano sormontato da una croce. Al centro si apre una grande finestra semicircolare: la partitura è organizzata attorno al crisma, il monogramma di Cristo, che struttura il disegno della vetrata. L’architettura non cerca effetti plastici ma costruisce l’ordine del prospetto attraverso una trama di linee nette. La composizione si regge sul contrasto cromatico tra il bianco del travertino e il giallo dell’intonaco, mentre la curva della finestra ingentilisce la simmetria dell’insieme. Sopra il portale centrale è inserito lo stemma di Pio XII, sotto il cui pontificato la parrocchia fu istituita e la chiesa costruita.

La chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore
La chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore

Architettura e luce dell’interno

Anche l’interno si presenta con grande semplicità e un disegno di linee pulite. L’aula, a pianta rettangolare, è articolata in tre navate suddivise da colonne in marmo rosso alternate a pilastri verdi, che scandiscono il ritmo delle campate e guidano lo sguardo verso l’abside. Qui domina la grande vetrata dell’Ascensione di Cristo con gli apostoli e Maria, principale fonte luminosa e fulcro iconografico dello spazio liturgico; sotto di essa è collocata la sede in marmo. La luce penetra anche dall’alto attraverso dodici finestre della navata centrale, nelle quali sono inserite vetrate con santi, tra cui i quattro evangelisti e alcune figure della devozione moderna. Le navate laterali si chiudono con absidiole: a destra l’altare del Santissimo Sacramento, con una tela di Marisa Sarcano raffigurante l’Ascensione tra gli apostoli e una vetrata circolare con simboli eucaristici; a sinistra il fonte battesimale, sormontato da un bassorilievo del Battesimo di Gesù e da una vetrata con la colomba dello Spirito Santo. Nell’insieme, il sistema delle aperture - la grande vetrata absidale e le finestre alte della navata - organizza la percezione dello spazio e ne accompagna lo sviluppo prospettico senza ricorrere a effetti scenografici.

Una borgata progettata

Il Quarticciolo costituisce il nucleo più antico dell’area oggi compresa nel quartiere Alessandrino. L’insediamento prende forma tra il 1939 e il 1940 su progetto dell’architetto Roberto Nicolini per l’Istituto fascista autonomo per le case popolari. L’impianto urbano è organizzato da due assi principali ortogonali che strutturano la maglia dell’insediamento; al loro incrocio si apre la piazza-giardino, concepita come centro civico della borgata. L’ingresso è segnato da un asse leggermente obliquo che conduce lo sguardo verso l’edificio a torre destinato a dominare la piazza e a segnare il fulcro simbolico dell’insediamento. Il Quarticciolo nasce per accogliere famiglie popolari numerose, reduci di guerra e nuclei in condizioni di forte disagio abitativo, nel quadro delle politiche di espansione urbana promosse dal Governatorato di Roma.

Uno scorcio della chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore
Uno scorcio della chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore

Guerra e trasformazioni

La storia della borgata cambia rapidamente durante la guerra. Nel 1943, dopo i bombardamenti su Roma, molte famiglie rimaste senza casa occupano gli alloggi ancora incompleti. Negli stessi anni l’area diventa uno dei luoghi più attivi della Resistenza nella periferia orientale della città. Il quartiere nato come progetto urbano compatto conosce così una trasformazione rapida. La popolazione cresce e si stabilizza, mentre prende forma una comunità segnata da esperienze condivise di guerra, povertà e ricostruzione.

La via Manfredonia lungo cui sorge la chiesa dell'Ascensione.
La via Manfredonia lungo cui sorge la chiesa dell'Ascensione.

La nascita della parrocchia

In questo contesto prende forma la parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo. L’istituzione canonica risale al 25 novembre 1948 con decreto del cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani. L’edificio viene completato nel 1954 su progetto dell’architetto Francesco Fornari durante il pontificato di Pio XII. La sequenza delle date racconta una scelta pastorale precisa: prima si organizza la comunità, poi si costruisce la chiesa definitiva. La parrocchia è oggi affidata ai padri dehoniani, i religiosi del Sacro Cuore fondati da Léon Dehon. 

Una presenza nella periferia

Nel tempo il Quarticciolo ha conosciuto trasformazioni sociali e fragilità urbane che incidono sull’uso dello spazio pubblico. In questo contesto la chiesa dell’Ascensione continua a rappresentare un punto di riferimento per la vita del quartiere. La sua presenza racconta una fase precisa della storia di Roma: il momento in cui la città si espande verso le periferie e cerca di dare forma stabile alle comunità che le abitano, trasformando le borgate nate tra guerra e ricostruzione in quartieri della città.

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28 febbraio 2026, 10:25