Una messa in una chiesa di Panamá Una messa in una chiesa di Panamá 

Panamá, una commissione per indagare sugli abusi sui minori nella Chiesa

L'arcivescovo, José Domingo Ulloa Mendieta, ha annunciato la creazione di un organismo con l'obiettivo di condurre una valutazione istituzionale delle azioni dell’arcidiocesi nei casi di abusi verificatisi negli ultimi 25 anni

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

Un processo di conversione, verità e ascolto sull’odiosa piaga degli abusi sessuali nella Chiesa: lo chiede l’arcivescovo di Panamá, José Domingo Ulloa Mendieta, che ieri, durante l’omelia domenicale, ha annunciato la creazione di una Commissione per la trasparenza indipendente con l’obiettivo di condurre una valutazione istituzionale delle azioni dell’arcidiocesi nei casi di abuso su minori verificatisi tra il 2001 e il 2026. «Questo percorso — ha detto il presule — viene intrapreso con umiltà e con la ferma volontà di affrontare la realtà a testa alta, senza evasioni o giustificazioni, ponendo al centro le vittime e la loro dignità». La decisione è stata presa il 26 gennaio scorso ed è nata «dalla coscienza, dalla responsabilità pastorale e dall’impegno evangelico per la verità».

Un team interdisciplinare di esperti

La Commissione per la trasparenza, patrocinata dall’Università di Notre Dame (Stati Uniti) e dall’Università di Villanueva (Spagna), è composta da un team interdisciplinare di esperti e affronterà questo processo «da una prospettiva olistica». Al centro di questo percorso ci sarà l’ascolto rispettoso e riservato delle vittime, «sia di quelle che hanno già parlato sia di quelle che non l’hanno ancora fatto», spiega monsignor Ulloa Mendieta, precisando che questa fase centrale è cominciata il 28 gennaio e si concluderà il 30 aprile ed è rivolta alle vittime dirette e indirette di abusi subiti durante l’infanzia e l’adolescenza: «Siamo pienamente consapevoli del profondo dolore che comporta rivivere queste esperienze. Pertanto questo processo si svolgerà in un ambiente sicuro, empatico e assolutamente rispettoso, garantendo la riservatezza e proteggendo l’identità di coloro che scelgono di condividere la propria testimonianza».

Sostegno alla vittime

Non esiste un numero ufficiale e preciso di abusi contro bambini e adolescenti da parte di membri della Chiesa cattolica a Panamá, sebbene — riferisce l’agenzia Efe — vi siano casi emblematici come la condanna a 30 anni di carcere inflitta nell’agosto 2023 a un ex sacerdote per reati di violenza sessuale. Il rapporto con le conclusioni è previsto nel mese di settembre. Il coordinatore della Commissione per la trasparenza, padre Jordi Pujol, ha affermato che l’obiettivo centrale è comprendere come si siano verificati tali episodi e quale sia stata la reazione dell’arcidiocesi. Questa valutazione cerca di «proporre meccanismi migliori per supportare le vittime, le loro famiglie e le comunità, nonché per garantire che l’arcidiocesi sia un ambiente sicuro per tutti». L’avvocato Adrián Cuevas, membro dell’Ufficio di ascolto della Chiesa cattolica, ha affermato dal canto suo che «è fondamentale che venga rispettato il giusto processo, preservando la presunzione di innocenza finché non si stabilisce, in modo equo e definitivo, se un crimine è stato commesso o meno».

Un percorso difficile ma necessario

L’arcivescovo ha parlato di un percorso «non facile ma necessario», di «un passo concreto verso la verità, la giustizia e la guarigione che nasce dall’impegno di prendersi cura dei più vulnerabili e di costruire una Chiesa sempre più fedele al Vangelo di Gesù Cristo». Ulloa Mendieta ha ribadito «con assoluta chiarezza la nostra politica di tolleranza zero nei confronti di questo flagello e la priorità per le vittime, la loro dignità e guarigione e il diritto di essere ascoltate. Per noi vescovi questa valutazione è un atto di coerenza cristiana, responsabilità e autentico impegno a garantire spazi sicuri in tutte le nostre comunità ecclesiali».

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02 febbraio 2026, 10:51