Scontri violenti in Messico dopo l'uccisione del boss del narcotraffico "El Mencho" Scontri violenti in Messico dopo l'uccisione del boss del narcotraffico "El Mencho"  (AFP or licensors)

Violenze in Messico, l'appello dei vescovi: vanno promosse giustizia e pace sociale

Dopo l'uccisione di "El Mencho", boss del narcotraffico e capo del Cartello Jalisco Nueva Generació, e gli ultimi scontri sanguinosi in diversi Stati messicani che hanno portato all'uccisione di 26 persone e a stringenti misure di sicurezza, l'episcopato del Paese esorta a ricercare il bene comune: dobbiamo collaborare per guarire le ferite di coloro che sono stati colpiti direttamente o indirettamente

Davide Dionisi - Città del Vaticano

"Siamo consapevoli dei momenti difficili che stiamo affrontando come società; per questo motivo, rivolgo un messaggio di pace e lancio un appello affinché diventiamo collaboratori del bene comune, promuovendo la giustizia e la pace sociale di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo anche collaborare per guarire le ferite di coloro che sono stati colpiti direttamente o indirettamente".

Le parole dell'arcivescovo di Città del Messico

All’indomani dell’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, capo del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng), la più temuta organizzazione criminale messicana, l’arcivescovo di Cittá del Messico, cardinale Carlos Aguiar Retes, si è rivolto ai sacerdoti, ai diaconi, ai membri delle congregazioni religiose, agli istituti di vita consacrata e ai fedeli laici chiedendo di "elevare a Dio Padre le nostre preghiere in ogni angolo in cui ci troviamo, e invocarlo affinché ci aiuti a recuperare la concordia e la fraternità sociale di cui abbiamo bisogno. Come Chiesa pellegrina in Messico, ci impegniamo a promuovere la pace in tutti gli ambiti della nostra nazione. La lotta contro il male è un dovere permanente di tutti i discepoli di Gesù, il Maestro della Pace".

La nota della Conferenza episcopale messicana

Gli ha fatto eco la Conferenza episcopale messicana, che in una nota siglata dal presidente, il vescovo di Cuernavaca, Ramón Castro Castro, e dal segretario generale, Héctor M. Pérez Villarreal, vescovo ausiliare del Messico, ha espresso la vicinanza dell’episcopato a tutta la comunità, condividendo la preoccupazione e invitando alla prudenza e alla preghiera. "Vi esortiamo, con spirito pastorale e fraterno", sottolienea la nota, "a rafforzare le misure di sicurezza personale e comunitaria, a rifugiarvi nelle vostre case quando necessario e ad evitare spostamenti non necessari, seguendo sempre le indicazioni delle autorità civili".

L'ondata di violenza dopo l'uccisione di "El Mencho"

La notizia della morte ieri di “El Mencho” ha scatenato un’ondata di violenza in diversi Stati messicani: blocchi stradali, incendi di veicoli, saccheggi e scontri armati. Negli Stati di Jalisco, Michoacán, Guanajuato e Baja California è scattata “l’allerta rossa” e i cittadini sono stati invitati a rimanere in casa. Il porto di Manzanillo ha sospeso le operazioni doganali e diverse compagnie aeree statunitensi e canadesi hanno cancellato i voli su Puerto Vallarta. Il bilancio provvisorio delle vittime è di almeno 26 morti, tra cui 17 agenti delle forze dell’ordine e una donna incinta, oltre a 27 arrestati.

Intensificare la preghiera per la pace, scrivono i vescovi

"Come Popolo di Dio, vi invitiamo a intensificare la preghiera per la pace di cui la nostra nazione ha tanto bisogno", scrivono i vescovi, specificando che ciò deve avvenire "nelle famiglie, nelle parrocchie, durante l’Eucaristia domenicale e in ogni comunità. Che la nostra preghiera sia una supplica fiduciosa a Gesù Cristo, Signore della storia e Principe della Pace; ma anche un impegno a essere seminatori di riconciliazione e fraternità".

L'operazione contro i narcos insieme all'intelligence Usa

Cervantes è stato ucciso dall’esercito messicano a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, durante un’operazione condotta in coordinamento con gli Stati Uniti. Nello scontro sono morti quattro membri del Cjng, altri tre, tra cui lo stesso boss, sono deceduti durante il trasporto aereo verso Cittá del Messico. Su di lui pendeva una taglia di 15 milioni di dollari da parte di Washington, ed era un obiettivo prioritario sia della presidente messicana, Claudia Sheinbaum, che dell’amministrazione Trump. La sua eliminazione è paragonata per impatto agli arresti di “El Chapo” ed “El Mayo Zambada”. "L’uccisione di “El Mencho”, uno dei più spietati e sanguinari boss della droga, è una grande notizia per il Messico, gli Stati Uniti, il Sud America e il mondo", ha detto il vicesegretario di Stato Usa, Christopher Landau, esprimendo al tempo stesso la sua preoccupazione per quanto sta accadendo. "Gli Stati Uniti hanno fornito supporto di intelligence al governo messicano impegnato nella cattura de “El Mencho” ", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, specificando che "era un obiettivo primario per il governo messicano e statunitense, in quanto uno dei principali trafficanti di fentanyl nel nostro Paese". Il gabinetto di sicurezza del governo messicano, impegnato a tutto campo nell’arginare le proteste, ha comunicato che ora la maggior parte dei blocchi stradali sono stati rimossi e le principali autostrade riaperte.

 

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23 febbraio 2026, 12:17