L'incontro di preghiera promosso dalle Caritas nella Cattedrale della Resurrezione a Kyiv (24-02-2026) L'incontro di preghiera promosso dalle Caritas nella Cattedrale della Resurrezione a Kyiv (24-02-2026) 

La preghiera e la solidarietà concreta delle Caritas per la martoriata Ucraina

In occasione della Giornata nazionale di preghiera, che si celebra in Ucraina nell'anniversario dell'invasione russa su vasta scala, le Caritas del Paese e i partner internazionali hanno organizzato a Kyiv un incontro per pregare per la pace e fare il punto sulle necessità umanitarie dopo tanti anni di guerra, guardando all'incredibile solidarietà manifestata da tutto il mondo

Svitlana Dukhovych - Città del Vaticano

Si è svolta in un clima di dolore, speranza e solidarietà, martedì 24 febbraio, nella Cattedrale greco-cattolica della Resurrezione a Kyiv, l’iniziativa di preghiera promossa da Caritas Ucraina (Chiesa greco-cattolica), Caritas-Spes Ucraina (Chiesa romano-cattolica) insieme ai partner di Caritas Internationalis e Caritas Europa, in occasione della Giornata nazionale di preghiera che si celebra nell'anniversario dell'invasione russa su vasta scala del Paese, il 24 febbraio 2022.

All’incontro hanno preso parte l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Oleksandr Yazlovetskyi, presidente di Caritas-Spes Ucraina, padre Vyacheslav Hrynevych, direttore esecutivo di Caritas-Spes Ucraina, e padre Andriy Nahirniak, direttore per la rete e l’identità di Caritas Ucraina. Sono intervenuti, sia in presenza che in collegamento online, anche i rappresentanti dei partner internazionali, insieme ai delegati di Caritas Internationalis e Caritas Europa, a testimonianza di una rete di carità che continua a sostenere con perseveranza la popolazione colpita dal conflitto, nella preghiera e nell’azione concreta.

Un momento dell'incontro di preghiera nella Cattedrale della Resurrezione a Kyiv
Un momento dell'incontro di preghiera nella Cattedrale della Resurrezione a Kyiv

All’inizio del momento di preghiera è intervenuto, in collegamento video, il segretario generale di Caritas Internationalis, Alistair Dutton, che ha espresso profonda gratitudine a tutti coloro che operano nelle strutture della Caritas in Ucraina per il servizio instancabile e fedele con cui, in questi quattro anni così difficili, hanno risposto ai bisogni della popolazione. «Sono convinto – ha affermato – che molti di noi ricordino dove si trovavano quando hanno appreso la notizia che la Russia aveva nuovamente invaso l’Ucraina. Ancora una volta, ai confini orientali dell’Europa è divampata la guerra, e i nostri amici ucraini, i nostri fratelli e sorelle, hanno conosciuto grandi sofferenze. Con profondo dolore e tristezza ricordiamo quattro anni di guerra in Ucraina. Nessuno di noi può esprimere pienamente l’abisso di questo dolore, ma possiamo manifestare la nostra vicinanza e il nostro desiderio di rimanere accanto a voi, nella solidarietà». Sottolineando lo spirito e il coraggio del popolo ucraino, Alistair Dutton ha evidenziato come la Caritas sia una risposta concreta ai bisogni generati dalla guerra. «Voi siete la vera Caritas – ha ribadito – e siete una vera buona notizia per i poveri, per coloro che più soffrono a causa di quanto sta accadendo nel vostro Paese».

Anche la segretaria generale di Caritas Europa, Maria Nyman, a nome dell’organizzazione, ha assicurato ai partner ucraini la propria vicinanza e quella dell’intera rete europea. «Oggi - ha affermato in un videomessaggio - ricordiamo tutti coloro che hanno perso la vita, la casa, i propri cari. Preghiamo per tutti i feriti nel corpo e nello spirito. Preghiamo per le famiglie divise e per quanti, in queste ore difficili, anelano alla pace. Siamo con voi nella preghiera. Vi siamo accanto con incrollabile dedizione, sostenendo i collaboratori e i volontari della Caritas in Ucraina».

Il nunzio in Ucraina, Visvaldas Kulbokas (a destra)
Il nunzio in Ucraina, Visvaldas Kulbokas (a destra)

Il nunzio apostolico in Ucraina, l'arcivescovo Visvaldas Kulbokas, ha sottolineato che Caritas Ucraina e Caritas-Spes sono le organizzazioni più attive nel campo degli aiuti umanitari nel Paese. Ha sottolineato che l'incontro di preghiera organizzato da Caritas unisce due aspetti: l'amore attivo e la preghiera. «È molto importante - ha detto - avere una giornata che unisca la preghiera di tutti noi». Quindi ha invitato a pregare per coloro che vivono nei territori occupati, per i prigionieri, per i medici che lavorano in condizioni estremamente difficili, per i feriti e per coloro che sono morti in questa guerra.

Dopo il momento di preghiera comune è intervenuto Hryhoriy Seleshchuk, vicepresidente di Caritas Ucraina. «Mio figlio ha recentemente compiuto 14 anni – ha affermato – e mi sono reso conto, all’improvviso, che non ricorda la vita nel nostro Paese in pace. E questo non è normale. Almeno qui, a Kyiv, ha la possibilità di andare a scuola, a differenza di mezzo milione di bambini in altre regioni dell’Ucraina che non hanno questa opportunità. Quando una persona anziana sola muore nel proprio appartamento nel XXI secolo, anche questo non può essere considerato normale. Così come non è normale che a Kyiv più di un milione di persone siano rimaste senza riscaldamento e che decine di migliaia di persone siano ancora oggi in queste condizioni a Kharkiv, a Dnipro, a Odessa e in molte altre città». Seleshchuk, esprimendo la speranza che, dopo aver attraversato la soglia dei quattro anni, la guerra possa giungere al termine, ha concluso: «Vorrei augurare a tutti noi e chiedere a Dio, la perseveranza necessaria per continuare il nostro servizio di fronte alle immense necessità dell’Ucraina. Parliamo di altri 11 milioni di persone che ancora oggi vivono nel bisogno».

Un momento dell'incontro di preghiera nella Cattedrale della Resurrezione a Kyiv
Un momento dell'incontro di preghiera nella Cattedrale della Resurrezione a Kyiv

«Oggi penso a ciò che ho incontrato durante questi quattro anni di invasione su larga scala – ha sottolineato padre Vyacheslav Hrynevych, SAC, direttore esecutivo di Caritas-Spes Ucraina – e mi tornano alla mente i tanti occhi che ho incrociato. Occhi che ti guardano, ma non vedono più il mondo; sguardi che vorresti riportare alla vita, ma non ci riesci, perché ti senti impotente. Sono gli occhi di un bambino nato in una stazione della metropolitana a Kharkiv, che guarda e ancora non comprende, ma forse già percepisce. Sono gli occhi di una nonna che si ritrova al confine, sradicata dalla propria terra, senza sapere più verso quale orizzonte dirigere lo sguardo. Sono i tanti occhi ai quali abbiamo cercato di restituire speranza. Occhi stanchi, che hanno il diritto di piangere; occhi che sorridono, che esprimono gratitudine, che si abbracciano. Ma sono anche, in modo misterioso e reale, gli occhi del Signore. Sono quegli occhi che costruiscono davvero la speranza di cui oggi abbiamo tanto bisogno. Desidero ricordare e ringraziare nella preghiera tutti coloro che non abbassano lo sguardo, ma lo sollevano verso l’alto, consapevoli che lì vi è la forza: il Signore vede ogni cosa e ci sostiene con la sua mano salda».

Padre Vyacheslav Hrynevych, direttore esecutivo di Caritas-Spes Ucraina
Padre Vyacheslav Hrynevych, direttore esecutivo di Caritas-Spes Ucraina

 

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26 febbraio 2026, 08:44