Fratelli Tutti, a Bari musica e parole a sostegno della Terra Santa

Il 15 febbraio il Teatro Petruzzelli ha ospitato la serata organizzata dal Commissariato di Terra Santa, con il supporto dell’Ufficio Comunicazione e Fundraising della Provincia ‘San Michele Arcangelo’ dei Frati Minori di Puglia e Molise, in favore dei bambini della Palestina. “L’obiettivo di questa iniziativa è dire basta alla guerra, basta all’odio, basta alla vendetta. Celebriamo la pace vera”, le parole di padre Ibrahim Faltas

Gianmarco Murroni - Bari

Musica, poesia, teatro, danza: l’arte, nelle sue varie forme, da sempre riesce a essere veicolo di emozione e amore. Ma quando all’estro artistico si affianca il gesto concreto, l’arte diventa speranza. È quello che è successo a Bari, dove la sera del 15 febbraio il Teatro Petruzzelli ha ospitato l’evento “Fratelli Tutti - Insieme con arte”, il progetto del Commissariato di Terra Santa, con il supporto dell’Ufficio Comunicazione e Fundraising della Provincia ‘San Michele Arcangelo’ dei Frati Minori di Puglia e Molise. Il ricavato della serata sarà donato ai bambini della Terra Santa, bambini che “muoiono di fame, di sete, di freddo”, come ha spiegato padre Ibrahim Faltas, direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa. “Voglio ringraziare tutti quelli che hanno organizzato questa serata perché i bambini della Terra Santa hanno bisogno di aiuto, hanno bisogno di sostegno, hanno bisogno di questa solidarietà”.

Padre Ibrahim Faltas insieme ad Antonio Stornaiolo e Katia Astarita sul palco del Teatro Petruzzelli (Giacomo Occhiogrosso)
Padre Ibrahim Faltas insieme ad Antonio Stornaiolo e Katia Astarita sul palco del Teatro Petruzzelli (Giacomo Occhiogrosso)

Il sostegno concreto

Proprio i più piccoli stanno pagando il prezzo più caro di questa guerra, basti pensare che più di 20.000 bambini di Gaza sono rimasti orfani e hanno bisogno di cure e di medicine. A Gaza, ma anche in Cisgiordania: “È una situazione terribile - ha spiegato padre Faltas - Io vivo in Terra Santa da 37 anni, ho vissuto la prima e la seconda intifada, ma mai ho vissuto una situazione del genere. I cristiani stanno andando via dalla Terra Santa, il luogo dove è nato il nostro Signore Gesù Cristo. E purtroppo il mondo e la comunità internazionale non fanno niente, da oltre 70 anni. La gente è disperata. Proprio per questo motivo i gesti concreti sono importanti. Questa serata l'ha comunicato con arte e musica, ma è stato anche un segno concreto di aiuto, un segnale importante per dire a questa gente: non siete soli, siamo con voi. L’obiettivo di questa iniziativa è dire basta alla guerra, basta all’odio, basta alla vendetta. Celebriamo la pace, la pace vera".

Fra Gianni Mastromarino sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari (Giacomo Occhiogrosso)
Fra Gianni Mastromarino sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari (Giacomo Occhiogrosso)

I bambini della Terra Santa

Nel corso della serata è stato presentato anche un documentario prodotto dalla regista Cinzia TH Torrini e l’attore Ralph Palka, con le immagini girate in Terra Santa da fra Marco Valletta, responsabile comunicazione dei Frati Minori di Puglie e Molise, e fra Gianni Mastromarino, commissario di Terra Santa dei Frati Minori di Puglia e Molise, che hanno contribuito a realizzare questo progetto. “Tantissimi artisti hanno partecipato a questa raccolta fondi per aiutare con scuole e ospedali. È un sostegno che deve continuare a vivere perché fa sognare e sperare in una realtà diversa”, sono state le parole di Torrini. “Fratelli tutti, proprio questo è il tema, si vede anche nelle iniziative che realizzate nei centri della Terra Santa, nelle scuole, negli orfanotrofi, negli ospedali. È importante far vedere che esistono anche queste realtà perché le notizie che ci arrivano tramite la cronaca ci mostrano soprattutto i conflitti, la guerra, la distruzione, ma ci sono delle iniziative che aiutano a sostenere una convivenza piena di pace”, il commento, invece, di Palka.

Il pubblico de Teatro Petruzzelli di Bari (Giacomo Occhiogrosso)
Il pubblico de Teatro Petruzzelli di Bari (Giacomo Occhiogrosso)

Tra musica e teatro

Ho sempre creduto in questo progetto, delle volte non è facile aprire il cuore agli altri, a gente che non conosciamo che ha bisogno di aiuto. Invece è una cosa molto importante che fa bene, anche a noi che siamo qui: l'arte riesce a veicolare tutto ciò questo messaggio forte di pace di speranza di solidarietà”, ha spiegato l’attore italiano Sergio Rubini, tra gli ospiti dell’evento. “L'arte nasce proprio per questo: per elevarci, per renderci, migliori per avvicinarci alla bellezza. Guai se l'arte fosse di parte, guai se l'arte non fosse sensibile a questo tipo di problematiche che affliggono il mondo”. Dal teatro alla musica, dai versi delle poesie alle note sul pentagramma, il messaggio di speranza e solidarietà lanciato dal palco del Teatro Petruzzelli è riuscito a diramarsi in varie forme: “La musica è portatrice di pace, di amore e di armonia, quindi crediamo molto in questo messaggio. La risposta del pubblico, tra l'altro sembra sia molto positiva per cui siamo molto contenti e soddisfatti perché la gente accorre quando è attratta da cause buone accorre e noi ne siamo felici”, ha detto il compositore e cantante Maurizio Fabrizio, che sul palcoscenico ha riproposto insieme a Katia Astarita i due brani da lui composti “Almeno tu nell’universo” e “I migliori anni della nostra vita”, in una versione intima ed essenziale. “Ringrazio sempre il Signore di avermi dato questo dono, perché la musica è un dono potente che arriva a tutti e noi abbiamo il dovere di utilizzarlo per far sì che l'umanità sia migliore”.

Gli artisti della serata "Fratelli Tutti - Insieme con arte" (Giacomo Occhiogrosso)
Gli artisti della serata "Fratelli Tutti - Insieme con arte" (Giacomo Occhiogrosso)

La responsabilità dell’arte

Lo stesso concetto è stato espresso anche dal cantautore Antonio Maggio: “La musica in particolare è portatrice di messaggi sani come quello che cantiamo in questa occasione: un aiuto concreto che la serata di oggi darà ai bambini di Terra Santa che sono un simbolo del futuro: aiutando loro si aiuterà inevitabilmente l'intera popolazione di Palestina che negli ultimi anni ha vissuto veramente qualcosa di indicibile. Noi artisti, di conseguenza, dobbiamo essere portatori di questi messaggi importanti. io sono un fan dell'aggettivo sociale accanto a canzone perché fondamentalmente la musica ha una parte intrinseca di socialità. Credo che sia realmente una responsabilità importante di noi cantautori portare uno spunto di riflessione a chi ci ascolta. Poi, ovviamente, la musica è anche leggerezza e divertimento, ma la bellezza è concepire la musica come una sorta di arcobaleno con tanti colori che possono essere associati al momento in cui si fa e si ascolta”.

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16 febbraio 2026, 12:28