Don Giussani, il 14 maggio si chiude la fase diocesana della causa di beatificazione
Giovanni Zavatta - Città del Vaticano
«È un annuncio che ci riempie di commozione e di gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani, dal quale è sgorgata un’esperienza di cammino cristiano che continua a vivere e a rinnovarsi in tutto il mondo nella sequela al Papa e ai suoi vescovi»: con queste parole Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha accolto l’annuncio della data di conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Giussani, sacerdote ambrosiano, fondatore del Movimento di CL. È stato l’arcivescovo di Milano, Mario Enrico Delpini, ieri, 19 febbraio, a darne notizia a conclusione in Duomo della messa nella memoria di don Giussani, morto il 22 febbraio 2005, comunicando che giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione del Signore, alle ore 17, nella basilica di Sant’Ambrogio, presiederà la messa che segnerà la conclusione della fase diocesana dell’inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione.
Un sacerdote innamorato della Chiesa
Nel dare l’annuncio, monsignor Delpini ha ricordato don Giussani come «un sacerdote ambrosiano innamorato della nostra Chiesa che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo. Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare – come ha dato – origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il Movimento e la Fraternità di Comunione e Liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo».
L’avvio della causa nel 2012
A dare avvio al processo fu il 24 febbraio 2012 l’allora arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, il quale, accogliendo la richiesta di don Julián Carrón, all’epoca presidente di CL, dispose l’inizio dell’inchiesta diocesana con la cosiddetta “fase documentale”. «Sono trascorsi quattordici anni da allora», ha detto Delpini, «anni di ricerche puntuali di una Commissione storica formata da illustri docenti che ha raccolto ed esaminato una documentazione imponente. Anche la Commissione d’inchiesta ha completato la raccolta delle testimonianze orali, tese a confermare la spiritualità e la fama di santità di don Luigi Giussani. Si tratta ora di concludere questo lungo e laborioso iter, cosicché tutta la mole della documentazione e delle testimonianze sia trasmessa alla Santa Sede, affinché il Dicastero delle cause dei santi elabori il parere che consegnerà al discernimento del Santo Padre. Solo dopo questa fase romana e dopo la decisione del Papa potremo – come speriamo – venerare don Luigi Giussani tra i santi vescovi e sacerdoti e laici che risplendono nella Chiesa».
Acquisite più di ottanta testimonianze
La Fraternità di Comunione e Liberazione informa che «due teologi sono stati incaricati di esaminare gli scritti pubblicati e di redigere una dichiarazione che attestasse l’assenza di errori in materia di fede e di morale, illustrando al contempo il pensiero teologico e la spiritualità del servo di Dio». La ricerca della Commissione storica ha invece avuto l’obiettivo di «fondare documentalmente la pertinenza e la convenienza della beatificazione di don Giussani, quale modello convincente di vita cristiana e sacerdotale». Il 9 maggio 2024, nella basilica di Sant’Ambrogio, l’arcivescovo Delpini ha poi aperto con una celebrazione solenne la prima sessione pubblica della “fase testimoniale”, durante la quale sono state acquisite un’ottantina di testimonianze «a conferma della spiritualità e della fama di santità di don Giussani». Questa fase si concluderà appunto con la messa del 14 maggio in Sant’Ambrogio. La scelta della data e del luogo per la celebrazione, spiega ancora la Fraternità, è legata alla figura stessa del fondatore: la solennità dell’Ascensione del Signore gli era particolarmente cara mentre la basilica, vicina alle aule dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, vuole ricordare i luoghi in cui per molti anni il sacerdote ambrosiano formò generazioni di giovani.
Nel 1954 il primo nucleo di CL
Anche se il nome di Comunione e Liberazione risale al 1969, il primo nucleo del movimento si formò nel 1954 quando don Luigi Giussani cominciò a insegnare religione al Liceo classico «Berchet» di Milano con la preoccupazione di far riscoprire ai giovani i principi del cristianesimo. Quel piccolo gruppo di ragazzi, nato come «Gioventù studentesca», piano piano crebbe e si diffuse in altre scuole e città italiane. Il riconoscimento pontificio della Fraternità come associazione laicale avverrà in data 11 febbraio 1982 ufficializzando quel percorso educativo che prosegue da più di settant’anni.
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