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2019.03.06 Memento mori, quaresima, mercoledi delle ceneri, preghiera  Dizionario di Dottrina Sociale

La “tentazione contabile” tra religione e giustizia

Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Silvano Petrosino si sofferma sul termine “economico” riferito ai due ambiti che non è un semplice riferimento alla realtà materiale ma implica anche lo spirito

Silvano Petrosino*

Non appena ci si inoltra all’interno della «scena religiosa», ma anche all’interno della «scena della giustizia», subito ci s’imbatte in ciò che propongo di chiamare «l’economico», una dimensione che a sua volta ha sempre a che fare con il «potere», con l’uso e soprattutto con l’abuso di potere. Nel concludere la sua analisi etimologica dei termini relativi al mondo dell’economia Benveniste afferma: “Quando si pensa che le nozioni economiche siano nate da bisogni materiali che bisognava soddisfare, e che i termini che rendono queste nozioni non possono avere che un senso materiale, ci si sbaglia grossolanamente. Tutto ciò che si riferisce a nozioni economiche è legato a rappresentazioni molto più vaste che mettono in gioco l'insieme delle relazioni umane o delle relazioni con la divinità; relazioni complesse, difficili, di cui le due parti sono sempre implicate (E. Benveniste, Il vocabolario delle istituzioni indoeuropee, 1969).

In effetti, quando si affronta quello che genericamente si può definire il mondo dell’economia si rischia di incorrere in un equivoco che rappresenta un’autentica trappola per la riflessione. Si può infatti credere che la dimensione economica coinvolga solo ed esclusivamente la realtà materiale, l’universo degli oggetti e del denaro, della finanza e delle banche, dei bisogni concreti che hanno a che fare con il corpo e non con lo spirito dell’essere umano. A tale riguardo mi sembra che Benveniste abbia ragione: si tratta di un errore grossolano che può essere evitata solo se ci cerca di approfondire il senso di quell’«economico» che coinvolge gli aspetti più profondi dell’esperienza umana e che per questa ragione è bene separare dai temi e dai problemi che caratterizzano l’«economia» intesa in senso stretto.

D’altra parte, conviene ricordare che l’etimologia del termine ratio rinvia esplicitamente al misurare e al calcolare. Questo aspetto è stato evidenziato con forza da Nietzsche: “Stabilire prezzi, misurare valori, escogitare equivalenti, barattare – ciò ha preoccupato il primissimo pensiero dell’uomo in una tale misura, che in un certo senso pensare è tutto questo: qui è stata coltivata la più antica sorta di perspicacia, qui si potrebbe supporre il primo avvio dell’umano orgoglio, del suo sentimento di primato rispetto agli altri animali. Forse la nostra parola «Mensch» (manas) esprime ancora qualcosa appunto di questo senso di sé: l’uomo si caratterizzava come la creatura che misura valori, detta valori e stabilisce misure in quanto «animale apprezzante in sé». Compera e vendita, unitamente ai loro accessori psicologici, sono più antiche degli stessi cominciamenti di qualsiasi forma di organizzazione sociale e qualsivoglia consociazione […]  (così) si giunse ben presto, con grossa generalizzazione, a «ogni cosa ha il suo prezzo; tutto può essere comprato” (F. Nietzsche, Genealogia della morale. Uno scritto polemico, 1887).

Non a caso, a proposito della giustizia ma anche della religione, si parla di «amministrazione»: la giustizia va amministrata perché essa stessa è il frutto di un amministrare; e per amministrare è necessario misurare e calcolare. Emerge così il cuore stesso della questione: come l’uomo calcola, misura e amministra? E più precisamente: come egli dovrebbe calcolare, misurare e amministrare? La distinzione fondamentale tra legge, giustizia e misericordia s’impone esattamente a livello di questi interrogativi.

*Docente di Antropologia religiosa e dei media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Ascolta il podcast del Dizionario di Dottrina sociale della Chiesa

Il podcast è di Silvano Petrosino curatore della voce “La tentazione contabile tra religione e giustizia” del Dizionario di Dottrina sociale.

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23 febbraio 2026, 15:00