Colombia, l’appello dei vescovi per la pace e la riconciliazione
Davide Dionisi – Città del Vaticano
Affidamento della Colombia all’intercessione di Nostra Signora del Rosario di Chiquinquirá, patrona del Paese, e l’impegno a continuare a camminare insieme al popolo nella ricerca della riconciliazione, della giustizia e della pace. Si è conclusa così la 120esima Assemblea Plenaria dei vescovi colombiani che ieri, 13 febbraio, a Bogotá, dopo cinque giorni di intensi lavori.
Il testo finale licenziato dai presuli invita il popolo alla conversione, al dialogo e alla partecipazione responsabile alla vita democratica, ribadendo al tempo stesso la vicinanza e il sostegno dei vescovi nei confronti dei più vulnerabili soprattutto nel periodo più difficile dell’anno, quello invernale. A tal proposito, domenica 15 febbraio, partirà la Campagna di Comunicazione Cristiana dei Beni, che promuoverà iniziative a favore delle famiglie più bisognose. Soprattutto quelle colpite dalle inondazioni. Generalmente questa raccolta promossa annualmente dalla Chiesa a favore dei più vulnerabili inizia la prima domenica di Quaresima.
Conversione e riconciliazione
Con l’avvicinarsi dell’inizio della Quaresima, la Conferenza episcopale esorta a compiere “autentici passi di conversione” e ad accogliere l’invito di Cristo “a tornare all’amicizia, a darci la mano e a cercare l’unione”. In questa prospettiva, la riconciliazione non è intesa come un discorso astratto, ma come un percorso concreto di guarigione personale e sociale.
Da parte loro, i presuli confermano di continuare ad offrire il loro contributo “al perdono, alla riconciliazione e alla pace nel Paese” e invitano tutti i colombiani a “costruire ponti tra le differenze e le posizioni opposte che ci separano”, promuovendo l’incontro, l’ascolto e il riconoscimento reciproco come membri della stessa famiglia.
Vicinanza ai sacerdoti
Poi la gratitudine nei confronti dei sacerdoti per “la loro presenza in tutto il territorio nazionale e per il loro prezioso servizio che “accompagna e alimenta la fede, la speranza e la carità delle comunità loro affidate. La formazione e l’accompagnamento dei sacerdoti” proseguono “è uno dei primi doveri” e per questo i presuli continueranno a dedicarsi a “prestare attenzione alla loro salute integrale affinché possano esercitare il loro ministero nella verità con rinnovata dedizione”.
Appello diretto a diversi settori del Paese
I vescovi inoltre sollecitano i colombiani “ad essere artefici di pace e testimoni di speranza”. Ai bambini, agli adolescenti e ai giovani, “a coltivare l’amicizia con Gesù Cristo, che li rende capaci di essere felici amando come Lui ama, prendendosi cura del creato e costruendo il Paese che sognano”. Alle famiglie, definite “scuole fondamentali delle virtù sociali”, chiedono di non stancarsi di amare e di servire la vita. Alle istituzioni dello Stato incoraggiano a continuare a promuovere il rispetto dei diritti umani, l’adempimento dei doveri civici e la valorizzazione della democrazia e delle istituzioni che la sostengono. Sollecitano, infine il governo a “rafforzare il dialogo con tutti per promuovere efficacemente la riconciliazione e superare la frammentazione radicale nella vita sociale e politica”. Nel contesto delle prossime elezioni, esortano coloro che aspirano a ricoprire alte cariche pubbliche ad “evitare la violenza verbale e a proporre percorsi veritieri” che consentano di progredire nell’autentico sviluppo del Paese, nella riconciliazione e nella pace. Al tempo stesso, chiedono agli imprenditori di promuovere la partecipazione delle comunità e l’equa distribuzione della ricchezza; ai media e ai creatori di contenuti digitali di esercitare la loro attività con responsabilità.
Partecipazione al voto
Infine i vescovi colombiani invitano tutti i cittadini a partecipare attivamente e pacificamente alle prossime elezioni, parlamentari a marzo e presidenziali a maggio, esercitando il diritto di voto “in piena libertà e coscienza, senza corruzione”. Su invito delle stesse autorità colombiane, una missione di osservazione elettorale (Eom) dell’UE sarà inviata per monitorare le elezioni legislative e presidenziali. L’Alto rappresentante, Kaja Kallas, ha nominato Esteban González Pons, vicepresidente del Parlamento europeo, osservatore capo.
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