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Cresce il disagio mentale tra i giovani Cresce il disagio mentale tra i giovani 

Caritas, povertà e salute mentale sempre piu collegati. È boom di casi

Il Rapporto dell'organismo caritativo per la Giornata mondiale del malato evidenzia che crescono del 154% i disturbi depressivi tra le persone prese in carico negli ultimi dieci anni. I giovani, i migranti, le donne sole, chi ha perso il lavoro sono i soggetti più colpiti. La sofferenza mentale interessa il 4,4% delle persone accolte dalla rete, una quota probabilmente sottostimata

Alessandro Guarasci - Città del vaticano

La povertà ha un influsso, spesso grave, anche sulla sanità mentale. Caritas Italiana ha verificato che c’è stato un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone che sono state accolte dalla rete dell’organismo caritativo negli ultimi dieci anni. Ma quello che sorprende è che nell’80% dei casi queste condizioni di disagio mentale coincidono con situazioni di povertà materiale, relazionale e sociale. È quanto emerge dal Rapporto “Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati, promosso da Caritas Italiana, in collaborazione con la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia, presentato oggi, 11 febbraio, a Roma per la Giornata mondiale del malato.

Dalla sanità pubblica scarsa assistenza

Spesso la sanità pubblica non riesce a dare risposte concrete a chi è affetto da disturbi mentali. Il rapporto mette in luce forti disuguaglianze territoriali nell’assistenza, aggravate dal definanziamento e dall’indebolimento dei presìdi territoriali. Una crisi strutturale del sistema che si trascina da troppo tempo. A fare le spese di tutto questo sono spesso i giovani, le donne sole e persone con esperienza migratoria. I dati mostrano come le condizioni di precarietà lavorativa, insicurezza abitativa, isolamento relazionale e fragilità economica aumentino il rischio di sofferenza mentale e, allo stesso tempo, come il disturbo psichico possa generare nuove forme di impoverimento, perdita di lavoro, di casa e di legami sociali.

Crescono i giovani affetti da disturbi mentali

Un dato su tutti: tra il 2015 e il 2022, il numero di suicidi nelle classi di età più giovani è aumentato, con un’impennata particolarmente marcata nel 2021, pari a circa 80 decessi in più rispetto all’anno precedente, un livello che si è mantenuto anche nel 2022. Questa crescita può essere letta come la punta di un iceberg, ovvero la manifestazione estrema di un disagio profondo e strutturale che richiede interventi tempestivi, integrati e sistemici.

Il rapporto della Caritas
Il rapporto della Caritas

Caritas ha assistito più di 7.700 persone con disagio mentale

Nel 2024 la rete Caritas in Italia ha incontrato 277.775 persone, di cui il 14,6% presentava una vulnerabilità sanitaria. La sofferenza mentale interessa invece il 4,4% delle persone accolte, ma per l’organismo caritativo si tratta probabilmente di una quota sottostimata per la difficoltà di intercettare il disagio psichico, dello stigma sociale e dei sentimenti di vergogna che lo circondano, nonché della natura spesso episodica dei colloqui. Complessivamente, le persone con sofferenza psicologica seguite nel corso del 2024 sono state 7.742. Le problematiche psicologico-relazionali rappresentano la tipologia più diffusa (38,5%), seguite dai disturbi depressivi (28,9%) e dalle patologie psichiatriche (26,8%). E nell’ultimo decennio sono cresciuti del 154% i disturbi depressivi, una percentuale di gran lunga superiore alla crescita complessiva dell’utenza, e questo per l’emersione di sofferenze emotive legate alle trasformazioni sociali ed economiche recenti.

Chi si rivolge alla Caritas in caso di disagio psichico

Caritas spesso affronta un ventaglio di situazioni che mettono in luce la carenza di offerta sanitaria nel settore mentale. E la povertà fa da cassa da risonanza a tutto questo. I profili più ricorrenti includono persone senza dimora (uomini soli con dipendenze e disturbi psichiatrici spesso non diagnosticati, ma anche donne vittime di violenza e tratta), over 55 che precipitano nella fragilità dopo la morte dei genitori che li avevano sostenuti per tutta la vita, padri separati working poor, donne vittime di violenza con forte componente depressiva, famiglie con figli in carico alla neuropsichiatria infantile e giovani tra i 18 e i 25 anni con ansia, attacchi di panico, depressioni ad alto funzionamento, autolesionismo e uso di crack.

Lo stress mentale dei migranti

E poi le condizioni dei migranti. Il rapporto mette in luce che troppi giovani sono mandati avanti senza un progetto migratorio definito, minori non accompagnati spesso vittime di maltrattamenti, figli ricongiunti che non hanno partecipato alla scelta migratoria dei genitori e vivono una doppia perdita affettiva. Gli operatori della Caritas parlano di stress transculturale, inteso come frattura identitaria prodotta dallo scontro tra cultura di origine e di arrivo, e segnalano il rischio di diagnosi inappropriate in assenza di una mediazione linguistico-culturale stabile e di competenze transculturali nei servizi.

Il cardinale Zuppi: erosione progressiva dei diritti

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha richiamato la necessità di uno sguardo che tenga insieme cura, diritti e comunità: “La sofferenza mentale non può essere compresa né curata se isolata dalle condizioni materiali e relazionali in cui prende forma. La persona è sempre legata a una comunità e trova sé stessa ricreando la relazione con questa”. Il Presidente della Cei ha ricordato come la povertà sia erosione progressiva di diritti, possibilità e futuro, e come l’incontro tra povertà e sofferenza mentale rischi di trasformare una crisi temporanea in esclusione cronica.

Don Pagniello: non servono risposte frammentate

A partire dall’esperienza quotidiana della rete Caritas, Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, ha sottolineato: “Negli ultimi anni abbiamo osservato da vicino un aumento significativo del disagio psicologico tra le persone in condizione di fragilità socioeconomica. Nell’80% dei casi, il disagio mentale si intreccia con povertà materiale, relazionale e sociale. È un fenomeno sistemico che non può essere affrontato con risposte frammentate e spesso i sistemi sanitari non sono all'altezza”.

 

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11 febbraio 2026, 08:52