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Appello dei vescovi Usa per Haiti Appello dei vescovi Usa per Haiti

I vescovi Usa a Trump: estendere la protezione degli haitiani negli Stati Uniti

L’appello dell’episcopato statunitense al governo affinché si salvaguardi la vita umana, si rispetti la legge. La Conferenza episcopale esprime preoccupazione per la revoca, il 3 febbraio, del Temporary Protected Status per Haiti, “poiché la nazione centroamericana non soddisfa più i requisiti per l’assegnazione”

Giovanni Zavatta – Città del Vaticano

Salvaguardare la vita umana, far rispettare la legge e promuovere una maggiore stabilità per le persone in questo Paese e altrove: è ciò che chiede all’amministrazione Trump la Conferenza episcopale statunitense, preoccupata per l’imminente revoca, il 3 febbraio, del Temporary Protected Status (Tps) per Haiti poiché la nazione centroamericana non soddisfa più i requisiti per l’assegnazione. In una dichiarazione a firma del vescovo di Victoria in Texas, Brendan John Cahill, presidente del Comitato per le migrazioni, e del vescovo di Our Lady of Lebanon of Los Angeles dei Maroniti, Abdallah Elias Zaidan, presidente del Comitato per la giustizia e la pace internazionale, la situazione riguarda più di 300.000 haitiani che vivono negli Stati Uniti, a cui presto verrà revocato lo status legale e l’autorizzazione al lavoro. «Al momento non esiste alcuna possibilità realistica di un ritorno sicuro e ordinato delle persone ad Haiti», scrivono i presuli, osservando che «le attuali condizioni sono esattamente quelle che giustificano il Tps. Esortiamo l’amministrazione ad agire di conseguenza, estendendo questo vitale aiuto».

La drammatica violenza

Haiti, lo Stato più povero dell’America Latina, sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia. Ieri il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha criticato le autorità locali per la mancanza di progressi nel raggiungimento di una transizione politica e ha chiesto urgenti riforme nel settore della sicurezza per contrastare la crescente violenza da parte di bande e gruppi criminali. L’Onu ha condannato violazioni e abusi dei diritti umani, tra cui la violenza sessuale contro donne, uomini e bambini, nonché la tratta di esseri umani, il traffico di migranti, le uccisioni e il rapimento di minori da parte di bande armate.

I rischi mortali

Il cosiddetto travel advisory del Dipartimento di Stato americano per Haiti è di livello 4, il più alto, a causa dei «rischi mortali» che includono rapimenti, attività terroristiche e disordini civili; nel frattempo la Federal Aviation Administration sta vietando qualsiasi volo dagli Stati Uniti alla capitale Port-au-Prince. La decisione contestata dai vescovi è datata 28 novembre 2025 quando il segretario per la Sicurezza interna, Kristi Noem, ha stabilito che è contrario all’interesse nazionale consentire ai cittadini haitiani (o agli stranieri senza cittadinanza che hanno risieduto abitualmente ad Haiti) di rimanere temporaneamente negli Stati Uniti.

Solidarietà ai fratelli e sorelle haitiani

Nella dichiarazione monsignor Cahill e monsignor Zaidan ribadiscono la necessità che «il Congresso crei valide opportunità per i residenti di lunga data con status di protezione temporanea, indipendentemente dalla nazionalità, affinché possano richiedere uno status giuridico più duraturo». L’episcopato riafferma «la solidarietà verso i nostri fratelli e sorelle haitiani, ovunque si trovino».

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30 gennaio 2026, 14:59