Germania, il Cammino sinodale nella fase finale tra bilanci e prospettive Germania, il Cammino sinodale nella fase finale tra bilanci e prospettive

Il Cammino sinodale tedesco nella fase finale tra bilanci e prospettive

A Stoccarda i lavori della sesta e ultima sessione dell’Assemblea sinodale, nell’ambito dell’itinerario avviato nel 2019 per le riforme nella Chiesa tedesca. Domani la conclusione; in questi due giorni focus sulla implementazione delle risoluzioni già adottate, sui rapporti con la Curia romana, sul discusso tema di un “Comitato sinodale” e sulla piaga degli abusi

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano

Conclusioni discordanti sul tema degli abusi, tra prevenzione e accoglienza delle vittime. Riflessioni sul rafforzamento del dialogo tra vescovi e laici e su come attuare nelle diverse Diocesi risoluzioni già esistenti sul ruolo delle donne o la gestione della diversità. Una valutazione abbastanza positiva dei rapporti con la Curia romana, con, da una parte, il presidente uscente della Conferenza Episcopale tedesca (DBK-Deutsche Bischofskonferenz), Georg Bätzing, che parla di dialoghi “rispettosi, fiduciosi e orientati agli obiettivi”, maturati nei cinque incontri in Vaticano di questi anni, e, dall’altra, i rappresentanti laici che parlano invece di barriere comunicative. Work in progress a Stoccarda per i lavori della sessione finale dell’Assemblea sinodale, sesta e ultima del Cammino Sinodale sul futuro della Chiesa cattolica in Germania, che vede la partecipazione di 177 laici e consacrati, tra membri del Sinodo (circa 230 in totale), consulenti, osservatori e ospiti.

È la tappa conclusiva di una “fase” ma che - ha dichiarato la segretaria generale della DBK, Beate Gilles, in una conferenza stampa di oggi pomeriggio, secondo giorno di lavori - non segna certamente la parola “fine” sul percorso di riforma che la Chiesa tedesca (non tutta intera) ha intrapreso nel 2019 con il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (Zentralkomitee der deutschen Katholiken - ZDK), guidato dalla presidente Irme Stetter-Karp.

Preoccupazioni

Un progetto che, nel suo svolgersi, ha suscitato preoccupazioni da parte della Santa Sede ma anche all’interno dello stesso episcopato in Germania o da parte di alcuni delegati. Si ricorderà, in proposito, la lettera di quattro donne, teologhe e filosofe, indirizzata nel 2023 a Papa Francesco in cui annunciavano la decisione di abbandonare il Synodaler weg perché turbate da alcuni sviluppi, in primis l’idea della costituzione di un Comitato sinodale “teso a preparare l’introduzione di un consiglio direttivo e decisionale” congiunto tra vescovi e laici per deliberare su temi come ordinazione femminile, morale sessuale, vita sacerdotale. Un organismo che - scriveva invece Francesco – nella forma delineata avrebbe potuto mettere a rischio la stessa “struttura sacramentale della Chiesa cattolica”.

L'Assemblea sinodale a Stoccarda
L'Assemblea sinodale a Stoccarda   (© Synodaler Weg, Maximilian von Lachner))

La Santa Sede, nel febbraio 2024, si era trovata pure ad intervenire con una lettera per chiedere alla DBK di annullare la votazione dello statuto di tale Consiglio, prevista in quei giorni ad Augusta, e rimandarla a dopo i colloqui già fissati a Roma tra i rappresentanti del Vaticano e della Conferenza Episcopale tedesca. Quella lettera era firmata, oltre che dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, anche dal cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e dall’allora prefetto del Dicastero per i Vescovi, il cardinale Robert Francis Prevost, attuale Leone XIV. Il quale da Pontefice ha espresso con chiarezza il suo punto di vista sul Cammino sinodale tedesco: sul volo di ritorno dal Libano, il Papa non ha nascosto la perplessità sul fatto che il Synodaler weg rispecchi effettivamente le “speranze” di tutti i cattolici in Germania o “il loro modo di vivere la Chiesa”. Al contempo, ha affermato che se “in un posto la sinodalità è vissuta in un certo modo e in un altro è vissuto differentemente non significa che debba esserci una rottura o una frattura”. Certamente, aggiungeva Papa Leone, “è necessario ulteriore dialogo e ascolto all’interno della Germania stessa, affinché nessuna voce sia esclusa”.

Il "Comitato sinodale" e i rapporti con Roma

Il tema del “Comitato sinodale” è emerso pure durante i lavori di questi giorni a Stoccarda con il vescovo di Essen, Franz-Josef Overbeck - tra i partecipanti al doppio Sinodo sulla sinodalità in Vaticano – che si è detto “fiducioso” sulla possibilità che gli statuti possano essere presto approvati a Roma. Dove, sempre Overbeck ha annunciato di doversi recare a breve per gli ultimi colloqui con la Curia. Sui rapporti con la Curia romana aveva fatto cenno anche monsignor Bätzing nel suo intervento in apertura dei lavori, riferendo degli sforzi per condurre in modo costruttivo il processo di dialogo. Il presidente dell’episcopato ha detto di aver parlato anche con il cardinale Parolin del necessario rispetto reciproco tra il Cammino Sinodale e Roma.

La conferenza stampa
La conferenza stampa

Sulla stessa scia, il segretario generale della DBK, Gilles, in conferenza stampa ha evidenziato che l’approccio tedesco e la sinodalità promossa da Papa Francesco non sono affatto in contraddizione l’uno con l’altra, ma piuttosto complementari. Ha definito inoltre “produttive” le tensioni registrate in questi anni e ha aggiunto pure che il processo di riforma proseguirà in modo permanente, al di là della fine di questa “prima” tappa a Stoccarda.

La conclusione dei lavori avverrà domani, con l’elezione di nuovi membri laici della Conferenza sinodale e la pubblicazione di un documento. I primi due giorni sono stati occasione per tracciare un bilancio dei risultati finora raggiunti e anche per valutare i quindici documenti approvati dal 2019 in poi. Un punto centrale è stato proprio come rendere permanenti le conclusioni del Cammino sinodale.

Il nodo degli abusi

Conclusioni contrastanti per quanto concerne il tema degli abusi sessuali, scandalo di grandi proporzioni in Germania che, in qualche modo, è stato tra i fattori scatenanti dello stesso Synodaler Weg. Le cause che hanno favorito il perpetrarsi di casi abusi nella Chiesa sono state un tema ricorrente nei dibattiti sinodali, dall’inizio fino a questi ultimi giorni. Al momento, non sembra che si siano raggiunte decisioni univoche sulla problematica, né su quelle annesse come morale sessuale e celibato. Uno dei membri del Comitato Consultivo dei Sopravvissuti della Conferenza Episcopale Tedesca, Johanes Norpoth, ha lamentato infatti “carenze” significative, a cominciare dalla inadeguatezza dei risarcimenti che potrebbero causare ulteriori traumi nelle vittime. Ha inoltre osservato che “nonostante tutti gli sforzi, il cammino verso un atteggiamento interiore veramente concentrato sui sopravvissuti è ancora molto lungo”. Al contempo, Norpoth ha rilevato progressi nell'ambito della prevenzione ed alcuni effetti positivi, come il fatto di avere la possibilità di “discutere apertamente di potere e separazione dei poteri, uguaglianza di genere, dottrina sessuale della Chiesa e stile di vita del clero”.

I lavori del Cammino sinodale tedesco
I lavori del Cammino sinodale tedesco

Un “contributo significativo” da parte del Cammino sinodale al tema degli abusi - sostanzialmente sul fatto che tale questione non rappresenti più un tabù e che gruppi prima “discriminati” siano ora finalmente riconosciuti – è stato rilevato pure da uno studio dell’Università Cattolica di Eichstätt, presentato durante i lavori dell’Assemblea sinodale, circa gli effetti del Synodaler Weg. In generale, la maggioranza dei partecipanti alla indagine (circa la metà dei membri del Cammino sinodale), ha tuttavia affermato che il percorso degli ultimi sei anni ha apportato solo “un contributo marginale all’affrontare le cause sistemiche della violenza sessuale o al riconquistare la fiducia perduta nella Chiesa”.

In rappresentanza della DBK, il vescovo Helmut Dieser di Aquisgrana ha elencato gli sviluppi nell’opera di contrasto agli abusi rispetto al passato: a partire dalla istituzione nel 2020 di un comitato consultivo di vittime in seno alla Conferenza Episcopale tedesca, fino al consiglio di esperti nominati da un comitato indipendente per monitorare le misure esistenti nelle Diocesi per prevenzione e protezione. Lavoro che include anche la raccolta annuale di dati e indagini approfondite.

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30 gennaio 2026, 16:00