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Pizzaballa: trasformare il dialogo cristiano-ebraico e adeguarlo alle società

La relazione tra cristiani ed ebrei, da incontro tra élite dovrebbe diventare un colloquio tra le comunità. È la convinzione del patriarca di Gerusalemme dei latini che, alla vigilia della Giornata per il dialogo tra le due religioni, il 17 gennaio, sollecita un rinnovamento nei rapporti

Don Paweł Rytel-Andrianik - Giordania

A sessant'anni dalla proclamazione della dichiarazione conciliare Nostra aetate, e alla luce degli ultimi due difficili anni di conflitto in Terra Santa, è necessario un rinnovamento nei rapporti tra ebrei e cristiani, con uno guardo fisso sul futuro. Di questo è assolutamente certo il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, alla vigilia della 37ª Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si terrà domani, sabato 17 gennaio, e avrà per tema “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”.

Passare dal livello elitario a quello delle comunità

"Dobbiamo individuare il modo di costruire e sviluppare le relazioni per il bene delle nostre comunità", sottolinea il porporato, aggiungendo che se "finora ci si è espressi essenzialmente a livello di dialogo tra élite, ora è il momento che questo avvenga tra le comunità”. Il patriarca di Gerusalemme dei latini è un fine conoscitore degli scritti del filosofo ebreo Abraham Heschel, che collaborò alla stesura di Nostra aetate. "Heschel - spiega - ha scritto un articolo importante negli anni '60, Nessuna religione è un'isola. Una affermazione diventata molto nota e che dimostra come, sin da allora, l'autore fosse consapevole che nessuna religione può confinare la propria dinamica, chiuderla, viverla esclusivamente al proprio interno”.

Pizzaballa conclude, quindi, evidenziando che la crescita è definita anche dal livello di apertura agli altri, dalla capacità di relazionarsi con il prossimo. "Questo non significa che in questo modo si offusca la propria identità, poiché, al contrario, essa si rafforza attraverso l'incontro con l'altro. Questo dovrebbe essere molto chiaro e oggi sta diventando sempre più evidente e necessario”.

 

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16 gennaio 2026, 12:56