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Movimento Eucaristico Giovanile, relazione sulle accuse a padre De Luca

Il documento è frutto del “Cammino di verità” avviato nel 2024 a seguito di segnalazioni di atti di abuso attribuiti all’allora responsabile del MEG, deceduto nel 2012. Il percorso ha portato all’attivazione di un ufficio dedicato alla tutela delle vittime, all’adozione di misure formative e alla futura realizzazione di un manuale di sensibilizzazione sul tema

Vatican News

Il Movimento Eucaristico Giovanile (MEG) ha pubblicato una relazione conclusiva a partire dal report sul “Cammino di verità”, percorso avviato nella primavera del 2024, quando sono giunte a padre Renato Colizzi, responsabile nazionale del MEG, segnalazioni relative ad atti di abuso sessuale su minori attribuiti a padre Sauro De Luca, deceduto nel 2012. In accordo con l’allora Provinciale EUM della Compagnia di Gesù, il MEG ha aperto una fase di ascolto delle persone sopravvissute e dei testimoni, affidando tale compito e la redazione del report finale alla dottoressa Grazia Villani. Nel corso del lavoro, riferisce il documento, sono state ascoltate oltre 60 persone, tra vittime di abusi, membri del MEG e padri gesuiti.


"Chiediamo umilmente perdono"

“A chi è stato ferito, a chi ha parlato e non si è sentito ascoltato, a chi ha sofferto in silenzio vedendo le proprie preoccupazioni minimizzate, noi, Provincia EUM della Compagnia di Gesù, chiediamo umilmente perdono” si legge nel report pubblicato sul sito ufficiale del MEG, che elenca i provvedimenti concreti presi in materia. Tra le prime misure figura l’attivazione di un Ufficio dedicato alla tutela, cui sono seguite l’implementazione di percorsi di formazione iniziale e permanente, l’adozione di criteri di selezione più rigorosi nella valutazione dei candidati alla Compagnia di Gesù e l’aggiornamento dei protocolli applicati nelle diverse opere.

Le misure in fase di implementazione

Attualmente, l’Ufficio per la Tutela sta elaborando un manuale volto a sensibilizzare e formare, sui temi della tutela, sia i religiosi sia il personale laico che collabora con la Provincia. È in corso anche l’aggiornamento del protocollo di safeguarding e la definizione di un Codice di condotta vincolante per tutti i membri della Provincia EUM. Il codice, chiaro e dettagliato, stabilisce standard comportamentali precisi e non negoziabili, esplicitando le responsabilità di ciascuno nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Parallelamente, si sta lavorando a un Vademecum con indicazioni operative sulle procedure da seguire in caso di segnalazioni, differenziate a seconda delle situazioni, per garantire che ogni denuncia venga trattata con la massima attenzione e che nessuna voce resti inascoltata. Tutto il personale coinvolto nelle attività della Provincia è inoltre tenuto a seguire una formazione obbligatoria sul safeguarding, con l’obbligo di segnalare tempestivamente all’Ufficio competente qualsiasi situazione problematica.

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29 gennaio 2026, 18:00