Udienza del Papa Responsabili del Camino Neocatecumenale Udienza del Papa Responsabili del Camino Neocatecumenale  (@Vatican Media)

Kiko Argüello: consolati e grati al Papa per il suo incoraggiamento

Al termine dell’udienza di ieri con Leone XIV, l'iniziatore del Cammino Neocatecumenale insieme a padre Mario Pezzi e María Ascensión Romero esprimono la gioia per l'incontro in Vaticano con i responsabili di questa esperienza nel mondo: "Il nostro carisma di evangelizzazione, lo sentiamo unito non soltanto ai vescovi, ma anche con un vincolo particolare al Papa"

Debora Donnini – Città del Vaticano

"Abbiamo voluto chiedere la benedizione di Papa Leone: per incoraggiare tutti gli itineranti che sono a servizio dell’annuncio del Vangelo. La sua parola è stata di conferma e d’incoraggiamento non solo per gli itineranti ma anche per tutti fratelli del Cammino”. Commenta con gioia e gratitudine, Kiko Argüello, l'udienza con il Papa di ieri mattina, 19 gennaio, in Vaticano con i responsabili del Cammino Neocatecumenale. Udienza, iniziata con gli applausi e un canto dedicato alla Vergine Maria nell’Aula della Benedizione, alla quale hanno preso parte oltre mille persone tra catechisti itineranti, responsabili del Cammino  in 138 Paesi dei 5 Continenti, rettori dei 115 seminari Redemptoris Mater del mondo e altri.

Kiko, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, assieme a María Ascensión Romero e padre Mario Pezzi, forma l’équipe internazionale del Cammino. Con Carmen Hernández – per la quale è in corso a Madrid la fase diocesana del processo di beatificazione – iniziarono, attorno alle metà degli anni ’60, questa esperienza di riscoperta del Battesimo con una comunità di poveri nelle baracche di Palomeras Altas, nella capitale spagnola. Lungo questi anni, il Cammino Neocatecumenale - i cui statuti sono stati approvati in via definitiva nel 2008 - è stato portato nel mondo, anche da numerose famiglie che, con i loro figli, hanno dato la vita per annunciare il Vangelo.

Uniti al Papa

“Siamo molto grati al Papa - dice Kiko ai media vaticani - per questa prima udienza agli itineranti. Abbiamo voluto mettere nelle mani di Pietro tutte le équipe che stanno lavorando nei cinque Continenti poiché il nostro carisma di evangelizzazione, lo sentiamo unito non soltanto ai vescovi, ma anche con un vincolo particolare al Papa”.

L’udienza con il Papa è avvenuta al termine di un ritiro, “una convivenza”, tenutasi nel centro “Servo di Jahvé” a Porto San Giorgio, dove, come ogni anno, si è condivisa l’esperienza di evangelizzazione che il Cammino sta portando avanti in oltre 6.200 parrocchie di circa 1408 diocesi del mondo, per promuovere l’iniziazione cristiana, uno strumento di aiuto ai vescovi e ai sacerdoti dei vari Paesi nell’opera di annuncio del Vangelo nel mondo odierno.

Udienza ai responsabili del Cammino Neocatecumenale
Udienza ai responsabili del Cammino Neocatecumenale   (@VATICAN MEDIA)

“Siamo stati riuniti una settimana - spiega Kiko - vicino al Santuario di Loreto con i catechisti itineranti dove è presente il Cammino Neocatecumenale e i rettori dei Seminari Redemptoris Mater, per riflettere su quello che Dio sta facendo nelle diverse nazioni e per condividere le esperienze.  Ci siamo messi ai piedi della Santa Vergine Maria per affidarLe la nostra missione e chiederLe, nella Santa Casa di Loreto, che, essendo la nostra missione quella di formare nelle parrocchie piccole comunità come la Santa Famiglia di Nazareth che vivano in umiltà, semplicità e lode, ci aiuti a portarla avanti”. “Gli itineranti – prosegue Kiko – formano piccole équipe di evangelizzazione composte da un sacerdote e due laici, o una coppia, che aiutano nelle parrocchie a portare avanti il rinnovamento del Concilio Vaticano II, attraverso il carisma del Cammino Neocatecumenale”.

Udienza ai responsabili del Cammino Neocatecumenale
Udienza ai responsabili del Cammino Neocatecumenale   (@Vatican Media)

L’iniziatore del Cammino spiega quali parole del Papa lo abbiano più colpito. “Alcune affermazioni del Papa - risponde Kiko - ci hanno colpito in modo particolare tra queste che abbia detto: ‘Avete acceso il fuoco del Vangelo laddove sembrava spegnersi e avete accompagnato molte persone e comunità cristiane, risvegliandole alla gioia della fede, aiutandole a riscoprire la bellezza di conoscere Gesù e favorendo la loro crescita spirituale’. Siamo usciti pieni di gioia, consolati della parola del Papa che ci ha detto: ‘La Chiesa vi accompagna, vi sostiene, vi è grata per ciò che fate’. E ci ha incoraggiato a proseguire con entusiasmo”.

Padre Pezzi: il sacerdote nell'équipe dei catechisti

Anche padre Mario Pezzi, si sofferma sull’udienza con Leone XIV. “Quello che mi ha colpito - racconta - è la perfetta comunione che sentiamo con il Santo Padre e questo mi ha rallegrato nel discorso che ci ha fatto. Ho pensato all'importanza di questa intuizione che hanno avuto Kiko e Carmen di creare équipe sempre formate da un presbitero, un ragazzo e una ragazza, oppure da un presbitero, una famiglia e un ragazzo, in cui la figura del presbitero sempre, fin dalla prima équipe che hanno voluto formare con me, era per avere una garanzia di ecclesialità del Cammino Neocatecumenale. Fin dall'inizio loro hanno sentito la necessità di avere un prete nell’équipe sia per presentarsi al Papa, sia ai Vescovi: un sacerdote che fosse garante dell'ecclesialità. In quel tempo io ero disponibile perché avevo il permesso dei miei superiori e per questo ho potuto svolgere, dopo la presenza di don Francesco Cuppini, questa missione con Kiko e Carmen, che per me è stata un dono di Dio”.

Kiko e padre Mario Pezzi con Leone XIV
Kiko e padre Mario Pezzi con Leone XIV   (@Vatican Media)

Il Papa ha espresso parole di gratitudine per le famiglie che lasciano tutto, anche con i figli, e vanno ad annunciare il Vangelo nel mondo. Oggi nel Cammino, contando sia le 921 famiglie nelle missio ad gentes, sia le 722 famiglie in missione, sia le circa 300 famiglie itineranti, parliamo di quasi duemila famiglie inviate nel mondo. Padre Pezzi spiega perché sia importante che vi siano famiglie missionarie con figli e come è nata questa esperienza.

“Nel 1984, in una convivenza, i catechisti soprattutto di Svezia, Finlandia, Germania e Francia, hanno parlato della necessità di una nuova evangelizzazione in questi Paesi più avanzati nella secolarizzazione. In un'udienza, Kiko ha presentato al Papa Giovanni Paolo II una proposta per tornare ad annunciare il Vangelo nei Paesi più scristianizzati d'Europa. Le prime famiglie sono partite per la Finlandia, la Germania, ad Amburgo, e a Strasburgo, in Francia”. “Appena pochi mesi dopo - prosegue - diffusa questa notizia, molti vescovi hanno cominciato a chiedere famiglie in missione e équipe, accompagnate da un presbitero, nelle zone più difficili delle grandi periferie delle città, come Lima, Caracas… E hanno chiesto al Papa una missione simile a quelle prime tre nel Nord Europa. Kiko e Carmen hanno pensato allora, dietro richiesta di alcuni vescovi, di iniziare una evangelizzazione attraverso famiglie accompagnate da un presbitero. E anche legato a questo aspetto è sorto il seminario Redemptoris Mater di Roma. Il Papa ha mandato le prime famiglie in forma privata per il Nord d'Europa e dopo, in forma pubblica, nell'88, quando è venuto a Porto San Giorgio, ha mandato le prime famiglie nelle periferie delle grandi città. È stata un'ispirazione che il Signore ha dato a Kiko e Carmen di un’implantatio ecclesiae dove non c'era o dove era in pericolo”.

María Ascensión Romero  con Leone XIV
María Ascensión Romero con Leone XIV   (@Vatican Media)

Ascensión Romero: ci siamo sentiti amati dalla Chiesa

“Tutti gli itineranti erano contentissimi - afferma poi María Ascensión Romero ai media vaticani - tante volte hanno applaudito, tutti siamo stati pieni di entusiasmo e di gratitudine per questa prima udienza di Papa Leone ai responsabili del Cammino Neocatecumenale nel mondo”.

Leone XIV ha anche ricordato nel discorso: “Il vostro carisma è specifico, ma porta frutto nella comunione con gli altri doni presenti nella vita della Chiesa” e che “vivere l’esperienza del Cammino Neocatecumenale e portare avanti la missione esige anche, da parte vostra, una vigilanza interiore e una sapiente capacità critica, per discernere alcuni rischi che sono sempre in agguato nella vita spirituale ed ecclesiale”. “Portiamo nel cuore tutte le parole del Papa – sottolinea María Ascensión Romero – che ci invita al discernimento. I carismi che Dio suscita sono doni del Signore a servizio di tutta la Chiesa, dell’unità di tutta la Chiesa. Le parole del Papa sono per noi un segno di comunione”. “Leone XIV ha anche parlato - prosegue Romero - del prezioso contributo del Cammino per la vita della Chiesa, specialmente per quelli che si sono allontanati. E ha detto il Papa: ‘Voi offrite la possibilità di un itinerario spirituale attraverso il quale riscoprire il significato del Battesimo, perché possano riconoscere il dono di grazia ricevuto’. Ci ha detto parole fantastiche sull’evangelizzazione che sta portando avanti il Cammino. Siamo molto grati di questa udienza, ci siamo sentiti amati dalla Chiesa”.

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20 gennaio 2026, 14:30