Zuppi: la forza se irride il diritto crea solo pericolosa instabilità
Stefano Leszczynski – Città del Vaticano
Il cardinale presidente della Conferenza Episcopale italiana, Matteo Maria Zuppi, aprendo i lavori del Consiglio permanente della CEI rammenta la sfida posta da Papa Leone XIV a tutta la Chiesa in occasione delle celebrazioni per i 1700 anni dal Concilio di Nicea, ovvero il saper “cogliere l’essenza della fede e dell’essere cristiani”. Parole che il cardinale ricollega alla conclusione dell’Anno giubilare dedicato alla Speranza: “Non si è certo esaurito il desiderio di una speranza affidabile. Il mondo lo manifesta in tanti modi ed è nostro dovere aiutare a trovare la risposta. Quante tenebre chiedono credenti capaci di essere luce!”.
Guerre e incertezza diffusa
Il cardinale Zuppi legge l’attuale scenario globale come segnato da una profonda incertezza e da un ritorno preoccupante alla logica della forza. Richiamando Giorgio La Pira, parla di una vera e propria ‘età della forza’, che non produce sicurezza ma instabilità diffusa. “La forza, ancora di più se irride il diritto e i processi internazionali, crea solo instabilità pericolosa a tutti i livelli”, afferma, denunciando la crisi del multilateralismo e il progressivo abbandono della via del dialogo. La guerra, osserva il porporato, non è più percepita come fallimento, ma come strumento ordinario di affermazione: “Non si ricerca più la pace come bene in sé, ma la si persegue mediante le armi”. Un clima che compromette lo stato di diritto e inquina le relazioni tra i popoli, alimentando polarizzazioni, odio e disprezzo della vita “dal suo inizio alla sua fine”. In questo contesto la Chiesa è chiamata a non inseguire l’attualità, ma a discernere i segni dei tempi per offrire una testimonianza credibile di speranza.
Giovani, violenza e cura del prossimo
Ampia e accorata la riflessione sulla violenza diffusa nella società, che colpisce famiglie, donne e giovani. Zuppi richiama “i casi martellanti di femminicidio” e l’aumento delle fragilità legate a dipendenze e disagio psichico, fino agli episodi più drammatici che coinvolgono adolescenti e che ci ricordano “quanto sia urgente accompagnare i giovani, ascoltarli davvero, non lasciarli soli nelle loro fragilità, nelle loro paure e nelle loro rabbie”. I dati sul porto di armi tra minori sono definiti preoccupanti: i minori segnalati per porto d’armi improprie nel primo semestre del 2025 sono stati ben 1096, rispetto ai 778 del 2019. Il cardinale presidente mette in guardia da risposte solo repressive, ribadendo il primato dell’educazione: “È il primato della indispensabile dimensione educativa sull’aspetto solamente repressivo”. Prendersi cura delle ferite del prossimo diventa così la via per ricostruire legami e futuro, spiega ringraziando sacerdoti, religiosi e laici che offrono ai giovani «alternative di senso» e chiedendo maggior riconoscimento e sostegno per chi svolge un lavoro educativo decisivo.
Essere cristiani nella società e nelle comunità
Il presidente della Cei respinge l’idea di una Chiesa ripiegata o marginale, parlando di una “diffusa Italia cattolica” che non si misura con indicatori di potere e indicando il tessuto di parrocchie, comunità, movimenti e opere che costituiscono una risorsa per l’intero Paese. In un tempo segnato dall’individualismo, la Chiesa è chiamata a essere casa di fraternità: “Una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno”, afferma il cardinale Zuppi che non manca di sottolineare le difficoltà legate al ridotto numero dei sacerdoti. La fede, ricorda, si declina come relazione e fraternità concreta, soprattutto verso poveri, migranti.
Giustizia e fine vita
Nelle conclusioni, il cardinale Zuppi richiama l’importanza della partecipazione democratica in vista del referendum sulla giustizia, invitando i cittadini a votare in modo consapevole. Anche il tema del dibattito sul fine vita suscita forte preoccupazione: “La dignità umana non si misura sulla sua efficienza né sulla sua utilità”. La risposta alla sofferenza, ribadisce il presidente della Ceri, non è offrire la morte, ma curare, accompagnare e sostenere le famiglie. Commentando infine l’attenzione dedicata alle scuole partitarie dalla recente lege di bilancio, Zuppi saluta con favore la scelta di incrementare i fondi ordinari e di introdurre un buono scuola per gli studenti. Mentre – ricordando la prossima Giornata della Memoria - si dichiara preoccupato per lo sviluppo di fenomeni di antisemitismo che non hanno “giustificazione per i pur drammatici problemi della inaccettabile violenza a Gaza e in Cisgiordania. Concludendo il proprio intervento il cardinale Zuppi invita ad affrontare le sfide del presente con il coraggio che nasce dall’amore cristiano, capace di trasformare il dolore in impegno e la fragilità in fraternità.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui